MILANO | Fabbrica del Vapore | Fino al 23 gennaio 2026
di ELEONORA BIANCHI
Le feste sono finite, l’anno nuovo è iniziato e i bilanci su quello passato si sono già sprecati. I film natalizi di serie B, guilty pleasure per eccellenza, che ci hanno tenuto compagnia per tutto dicembre sono tornati nel dimenticatoio per i prossimi undici mesi e le luci sono già riposte in qualche scatolone insieme all’entusiasmo stagionale.

Gennaio arriva sempre così, con un freddo più pungente e un tempo che chiede meno entusiasmo e più schiettezza. Questo è il momento giusto per parlare di Saturnalia, mostra aperta dal 5 dicembre alla Fabbrica del Vapore di Milano. A festività concluse, l’esposizione si spoglia di ogni possibile funzione (e finzione) stagionale e, come distillata, mantiene un insieme di immagini, gesti e presenze che continuano a lavorare sottotraccia. Richiede una forma di attenzione più lenta e apre a una domanda che sembra provocatoria: cosa rimane del Natale quando giriamo la pagina del calendario?
Il progetto, curato da Olga Gambari e Susanna Ravelli, guarda alle Saturnali, festività pagane che celebravano l’età dell’oro, un periodo di armonia e abbondanza, ma anche di fratellanza e uguaglianza tra le persone. Saturnalia riparte da questo immaginario e lo fa collidere con quello del Natale così come lo abbiamo interiorizzato, più attraverso il cinema che attraverso il rito in sé, per costruire un vocabolario alternativo delle feste.

Un lessico volutamente laico, aperto, attraversabile, che rinuncia a ogni forma di nostalgia e si concentra su ciò che può ancora essere condiviso. Casa, famiglia, sicurezza, tavola, memoria, ascolto: parole semplici, quasi ovvie, che qui smettono di agire come vuote decorazioni e tornano a proporsi come fondamenta. Non un utopico elenco di buoni propositi, quindi, ma il sommario provvisorio dei valori di una comunità possibile.
I progetti e le opere, di natura e linguaggi differenti, sono proposti secondo un registro estetico e poetico che rifugge l’urgenza dell’effetto e del nuovo a tutti i costi. In un contesto culturale che ha progressivamente inglobato anche l’arte in una logica di spettacolarizzazione e consumo dell’immagine, Saturnalia sceglie una temporalità diversa, quella delle vacanze di natale fatte bene, quando a un certo punto non si sa più nemmeno che giorno è.

I lavori non si esauriscono nell’impatto immediato, tendono, anzi, a quella stabile impermanenza di un organismo vivo che cambia a ogni incontro. L’arte torna a essere, in questo caso, uno spazio di scambio reciproco, un luogo aperto al pubblico, di riflessione e formazione personale e comunitaria.
Scriverne dopo Natale, allora, è una condizione privilegiata. È quando la festa è finita che Saturnalia misura la propria tenuta, in qualità di pensiero che sa restare non tanto come atmosfera, quanto più come possibilità. Anche, e forse soprattutto, nel freddo di gennaio.
SATURNALIA
a cura di Olga Gambari e Susanna Ravelli
mostra prodotta da Centro Itard Lombardia s.r.l. Impresa Sociale
Artisti: Camilla Alberti, Maura Banfo, Gea Casolaro, Stefania Galegati, Emily Jacir, Ugo La Pietra, Silvia Levenson, Claudia Losi, Marzia Migliora, Margherita Morgantin, Julie Polidoro, Irene Pittatore e Virginia Ruth Cerqua, Marina Sagona, Eugenio Tibaldi, Cosimo Veneziano
5 dicembre 2025 – 23 gennaio 2026
Fabbrica del Vapore
Via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano
Orari: mercoledì, giovedì, venerdì, domenica 16.00-20.00; sabato: 16.oo-22.00
Info: c.fabbricadelvapore@comune.milano.it
www.fabbricadelvapore.org



