Immagine guida del XVII Premio d’Arte Città di Bozzolo. Rassegna Internazionale d’Arte Don Primo Mazzolari – Edizione 2026. Una pace disarmata e disarmante

Al Premio d’Arte Città di Bozzolo le forme “vulnerabili” della pace

BOZZOLO (MN) | Palazzo dei Principi – Pinacoteca Don Primo Mazzolari | Fino al 29 novembre 2026

Che forma può avere la pace? La domanda, apparentemente semplice, introduce a una questione che l’arte non può risolvere attraverso una definizione, ma soltanto attraverso la complessità delle sue forme. È in questa impossibilità di circoscrivere il concetto che trova senso Una pace disarmata e disarmante, tema della XVII Premio d’Arte Città di Bozzolo. Rassegna Internazionale d’Arte Don Primo Mazzolari – Edizione 2026. Il titolo non identifica solo un tema da illustrare, ma apre una condizione di ricerca. La mostra curata da Matteo Galbiati (curatore del Premio per la seconda edizione consecutiva), con Luca Bernardini e Alessia Pietropinto, costruisce proprio su questa ambivalenza la propria struttura. Le opere di Natale Addamiano, Manuela Bedeschi, Alessandra Bonoli, Leonardo Genovese, Margherita Levo Rosenberg, Nataly Maier, Andrea Mariconti, Luca Piovaccari, Alfredo Rapetti Mogol, Artan Shalsi, Marco Tagliafico e Kanaco Takahashi non traducono la pace in un repertorio iconografico riconoscibile, piuttosto la sottraggono alla retorica della rappresentazione per ricondurla alla natura stessa dell’esperienza estetica in uno spazio nel quale le differenze possono coesistere senza essere necessariamente ricondotte a un’unità.
È una scelta curatoriale significativa, perché impedisce al concetto di pace di diventare una superficie rassicurante. Al contrario, il percorso sembra suggerire che la pace nasca precisamente là dove la superficie si frange, cambia aspetto e lascia emergere ciò che normalmente viene rimosso: la memoria del conflitto, la precarietà della natura, la solitudine, la perdita, la distanza, la necessità di riconoscere nell’altro una presenza irriducibile alla propria misura.
La varietà delle ricerche diventa allora il vero materiale della mostra. Il segno, la parola, la pittura, la fotografia, la materia e l’installazione definiscono una grammatica plurale nella quale ogni opera conserva la propria autonomia, ma partecipa a una più ampia fenomenologia della relazione. Non vi è una sola idea di pace, così come non esiste un solo modo di intendere l’umano. Il progetto curatoriale sembra lavorare proprio su questa pluralità, costruendo corrispondenze più che gerarchie.

Manifesto del XVII Premio d’Arte Città di Bozzolo. Rassegna Internazionale d’Arte Don Primo Mazzolari – Edizione 2026. Una pace disarmata e disarmante

Particolarmente efficace è il ruolo attribuito alla sottrazione. In molte delle opere il significato non si offre immediatamente, ma richiede una sospensione. Vuoto, silenzio, assenza diventano così una materie percettive; il silenzio, una forma di linguaggio; la distanza, una possibilità di avvicinamento. È un procedimento che rovescia la logica della comunicazione immediata oggi: ciò che non viene detto, mostrato o spiegato può acquisire una forza persino maggiore di ciò che viene dichiarato. La pace, in questa prospettiva, non coincide con l’assenza di tensione, ma con la capacità di sostenerla senza trasformarla necessariamente in violenza.
Anche il rapporto con la natura, presente nella trama concettuale della rassegna, assume un valore che supera l’ambientalismo inteso in senso strettamente tematico. L’idea di equilibrio ecologico diventa metafora di una condizione più vasta: l’uomo non è un’entità separata, ma una parte di un sistema di interdipendenze. Ogni gesto di sopraffazione produce conseguenze che oltrepassano il singolo individuo e investono il corpo comune del mondo.
In questo senso il riferimento a don Primo Mazzolari costituisce una continuità sostanziale e non soltanto celebrativa. La sua idea della pace come responsabilità, già inscritta nella radicalità del Tu non uccidere, trova nell’arte contemporanea un terreno capace di rinnovarsi senza perdere la propria origine etica. Il dialogo con il pensiero di papa Leone XIV amplia ulteriormente questa prospettiva, introducendo nella formula della “pace disarmata e disarmante” una dimensione di vulnerabilità che è anche possibilità di trasformazione.
La mostra di Bozzolo non pretende, dunque, di rappresentare la pace, ne mette in discussione la forma, la misura e persino la possibilità. Ed è proprio qui che il progetto trova la sua ragione critica. L’opera d’arte diventa un luogo nel quale noi siamo costretti a rallentare, a confrontarci con qualcosa che non ci appartiene completamente, a riconoscere nell’alterità non una minaccia ma una condizione propria della nostra stessa esistenza.
La pace assume così la forma più difficile e meno spettacolare: quella di un esercizio dello sguardo. Non una conclusione, ma una pratica; non un’immagine definitiva, ma una possibilità da rinnovare. Una forma precaria, dunque, ma proprio per questo autenticamente umana.

XVII Premio d’Arte Città di Bozzolo. Rassegna Internazionale d’Arte Don Primo Mazzolari – Edizione 2026. Una pace disarmata e disarmante
MEDAGLIA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
a cura di Matteo Galbiati
con Luca Bernardini e Alessia Pietropinto
con il patrocinio di Consiglio della Regione Lombardia, Provincia di Mantova, Diocesi di Cremona, Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana, Distretto Culturale Le Regge dei Gonzaga, GAL Oglio Po, Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani APS ETS, Fondazione Le Pescherie di Giulio Romano, Associazione SMart APS
con la collaborazione di Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Cremona, Mantova e Lodi
con il sostegno di TEA s.p.a.
partner tecnico Assicurazioni Generali – Agenzia di Bozzolo
collaborazioni Personale amministrativo e tecnico del Comune di Bozzolo, Segreteria e volontari della Fondazione Don Primo Mazzolari ETS, Gruppo Volontari Civici iscritti all’Albo del Volontariato di Bozzolo
catalogo con Vanillaedizioni

Artisti: Natale Addamiano, Manuela Bedeschi, Alessandra Bonoli, Leonardo Genovese, Margherita Levo Rosenberg, Nataly Maier, Andrea Mariconti, Luca Piovaccari, Alfredo Rapetti Mogol, Artan Shalsi, Marco Tagliafico, Kanaco Takahashi

26 settembre – 29 novembre 2026

26 settembre alle ore 18.00 > Inaugurazione
24 ottobre alle ore 16.00 > Incontro con Matteo Galbiati e presentazione della monografia
29 novembre ore 16.00 > Premiazione

Palazzo dei Principi – Pinacoteca Don Primo Mazzolari
Via Sergio Arini 2, Bozzolo (MN)

Orari: ogni venerdì e sabato ore 10.00-12.00 e ore 16.00-18.00; ogni domenica dalle ore 16.00 alle ore 18.00; visite guidate e Percorsi didattici su prenotazione; in occasione della Fiera settembrina 27 settembre, ore 15.00-20.00, 28 e 29 settembre, ore 16.00-18.00; in occasione della Fiera del Libro dell’Oglio Po 14 e 15 novembre, ore 10.00-18.00

Info: Comune di Bozzolo
+39 0376 910826
segreteriadue@comune.bozzolo.mn.it
www.comune.bozzolo.mn.it

Fondazione Don Primo Mazzolari
+39 0376 920726
fondazionedonprimomazzolari@gmail.com

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