Sogniamo di abitare un mondo che generi costantemente bellezza, in cui l’arte invada ogni aspetto del quotidiano: cosa indossiamo, cosa utilizziamo quando ci nutriamo e rilassiamo.
Un nuovo mood di concepire la nostra quotidianità per andare contro un’omologazione e una standardizzazione che appiattiscono il nostro io e la nostra voglia di essere unic*, un nuovo sentire che vede Espoarte, rivista che opera nel mondo dell’arte contemporanea da più di 25 anni, tessere le trame di un fare che mette in dialogo artisti con artigiani e realtà creative.
La prima capsule collection di Espoarte Philosophy, progetto ideato e curato da Livia Savorelli, è dedicata all’artista Carla Iacono e alla serie de Le Spose di Darwin. Propone una nuova linea di ceramiche da tavola, tessuti di arredo e abbigliamento sartoriale realizzata in collaborazione con la fabbrica ceramica La Nuova Fenice di Barbara Arto e l’atelier Due Mosche Bianche di Stefania Fatta, due realtà creative di Albissola Marina (SV).

“LE SPOSE DI DARWIN” DI CARLA IACONO
Le Spose di Darwin di Carla Iacono dedicate a Emma Wedgwood – moglie di Charles Darwin – rappresentano un elogio alla differenza come motore propulsivo di crescita sociale e culturale.
Emma Wedgwood Darwin, nonostante la rigorosa fede unitariana, rispettò sempre la posizione agnostica e le teorie scientifiche di Charles; a volte ne era addolorata, ma non lo ostacolò mai nel suo lavoro, convinta delle buone intenzioni e dell’onestà intellettuale del marito. Anzi, ebbe un ruolo fondamentale nella ricerca di Charles Darwin, lo supportò ed incoraggiò nella lettura, correzione e pubblicazione del capolavoro L’origine delle specie. Emma Wedgwood e Charles Darwin sono quindi un illustre esempio di come le differenze, anche estreme, possano convivere in modo armonico e completarsi a vicenda.
Le protagoniste de Le spose di Darwin sono figure scannerizzate da libri di “anatomia animata”, popolari alla fine dell’Ottocento e, come nel gioco delle bambole di carta, sono vestite con “accessori” tratti dal mondo naturalistico, in combinazioni sempre differenti e colorate, trasformandosi esse stesse in simboli di armoniosa diversità e di quella “scelta femminile” che Darwin considerava il meccanismo di propulsione della selezione naturale.
Sono esseri metamorfici che, come i fiori e le piante che le avvolgono, rappresentano qualcosa di prezioso che cresce e si evolve, ovvero la vita nella sua piena e completa evoluzione.




