Franco Marrocco, L'Eco del bosco

Il bosco e lo sguardo: Franco Marrocco e Vittorio Corsini a Peccioli

PECCIOLI (PI) | Fondazione Peccioliper | Dal 10 ottobre 2026

Dal 1991 Peccioli, borgo della Valdera in provincia di Pisa, costruisce senza clamore quello che oggi è riconosciuto come il primo museo pubblico di arte contemporanea a cielo aperto in Italia. È il “Cantiere Peccioli”: non una collezione chiusa in sale, ma un work in progress diffuso nelle strade, nelle piazze, negli edifici industriali del paese, cresciuto opera dopo opera fino a superare le settanta installazioni permanenti, sotto la regia della Fondazione Peccioliper e oggi riunito sotto il nome MACCA, Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto.
A partire da sabato 10 ottobre, in occasione della Giornata del Contemporaneo 2026, quella collezione si allarga di due nuovi ingressi, due opere, due modi opposti e complementari di pensare il paesaggio e lo sguardo che lo attraversa.

Franco Marrocco, L’Eco del bosco

IL BOSCO DI FRANCO MARROCCO
Nella saletta al piano terra di Palazzo Pescatori trova casa L’Eco del bosco, Reperti (2020), opera in tecnica mista su tela e bronzo di Franco Marrocco, pittore, docente e già Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Il lavoro appartiene al ciclo L’eco del bosco, su cui Marrocco lavora da oltre un decennio: superfici dense, costruite per accumulo e sottrazione di colore, attraversate da linee e tralicci che la curatrice Emma Zanella, presentando il ciclo al Museo MA*GA di Legnano, ha definito un “naturalismo artificiale”. Un bosco che è insieme luogo fisico e struttura mentale.
Nell’opera in arrivo a Peccioli, alla tela si aggiunge un inserto in bronzo che ne prolunga la superficie nello spazio reale, come un ramo che affiora dal dipinto: un dispositivo che Melania Marrocco, in un testo critico dedicato al ciclo, descrive come una “ragnatela leggera che si adagia sulla superficie” e vi si confonde, mentre il critico Massimo Bignardi vi legge una partizione pittorica da retablo, capace di tenere insieme “l’attesa e l’apparizione epifanica dell’immagine”. Prima di arrivare al MACCA, il lavoro e il ciclo a cui appartiene hanno attraversato alcune delle sedi più significative della pittura italiana recente: dal Museo MA*GA di Legnano (2017) a Romberg Arte Contemporanea di Latina (2019), da Stanze Americane, tra Cavalese e Mantova (2021, a cura di Flaminio Gualdoni), fino alla personale all’interno della Certosa di Trisulti, Sosta. Il Silenzio e la Voragine (2023-24, a cura di Ursula Piccone e Massimo Bignardi).

Franco Marrocco, L’Eco del bosco

LO SGUARDO DI VITTORIO CORSINI
Sotto il loggiato del MACCA, l’arrivo di Land (acrilico su alluminio e LED) non è invece un debutto dell’artista, ma un ritorno. Vittorio Corsini, scultore, docente di Scultura all’Accademia di Brera, è di casa a Peccioli fin dall’inizio del progetto dedicato all’arte contemporanea. Qui ha realizzato diverse opere, tra cui Lo sguardo di Peccioli (la parete di sguardi fotografati appartenenti agli abitanti del paese che osserva la valle da via Borgherucci), Voci, il percorso artistico-letterario diffuso in sette luoghi del comune, e ancora nel 2023 Mappe Celesti, la copertura rosa dai riflessi specchianti sulla facciata degli uffici di Fondazione Peccioliper in piazza del Popolo.
Land prosegue una riflessione sullo sguardo che Corsini ha avviato nel 1988, quando in Sul finire dello sguardo una campitura in acrilico si apriva, sul margine, a una striscia di luce indiretta, una smarginatura immateriale capace di allargare la visione periferica. Nei lavori della serie, scrive il critico Marco Pierini, le strisce luminose si moltiplicano, dividendo la superficie in campi visivi distinti, “per sottolineare le spartizioni, le divisioni che stanno alla base della nostra conoscenza” e che siamo chiamati a superare per una visione più ampia: la luce, qui, non cancella il colore ma lo spartisce, restituendo allo sguardo tanto la visione frontale quanto quella, per usare le parole di Pierini, “della coda dell’occhio”.

Vittorio Corsini, Land

DUE MODI DI GUARDARE LA NATURA
Non è un caso che le due opere arrivino insieme. Da un lato la superficie stratificata e boschiva di Marrocco, dove il colore si accumula fino a farsi materia e memoria; dall’altro i campi netti e luminosi di Corsini, dove è la luce stessa a tracciare i confini e a invitare a superarli. Due modi di interrogare lo sguardo: uno che si perde in un bosco dipinto, l’altro che si allarga oltre il margine di un colore, che il MACCA accoglie con lo stesso metodo paziente con cui, dal 1991, continua a costruire il proprio museo diffuso: un’opera alla volta, lasciando che sia chi cammina per Peccioli a scoprirle.

Vittorio Corsini, Land

Il bosco e lo sguardo: Franco Marrocco e Vittorio Corsini a Peccioli
L’Eco del Bosco e Land: due nuovi ingressi nella collezione del MACCA di Peccioli, tra pittura stratificata e architetture di luce

Dal 10 ottobre 2026

Fondazione Peccioliper
Piazza del Popolo, 10 – Peccioli (PI)

Info: +39 0587 672158
comunica@fondarte.peccioli.net
www.fondarte.peccioli.net

Condividi su...