BOLOGNA | Villa delle Rose | 25 settembre – 25 ottobre 2026
di VERONICA CAMASTRA
«Io voglio fare la pittura». Così Claudio Verna ha iniziato a raccontare La luce è un luogo, la mostra in collaborazione con LABS Contemporary Art curata da Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli a Villa delle Rose a Bologna.
Ma cosa vuol dire fare pittura? La pittura spesso appare come il limite dell’arte, uno spazio di sperimentazione che, rispetto ad altri linguaggi, sembra avere più confini. Claudio Verna è uno di quegli artisti che riesce proprio a dirci il contrario e a raccontarcela come una pratica in continua evoluzione.

La luce è un luogo si presenta allo spettatore come il tentativo di restituire più di sessant’anni di carriera attraverso opere selezionate dallo stesso artista. Non è però una retrospettiva cronologica, una linea del tempo ordinata e progressiva fatta di quadri. Le opere si presentano piuttosto come punti all’interno di una carriera che continuano a trovare collegamenti tra loro: si guardano, si scontrano, si contraddicono ma, più di tutto, si parlano.
È anche per questo che nell’allestimento le didascalie scompaiono. Non servono più a ricondurre ogni opera a un momento preciso, a un titolo, a una data, ma lasciano che siano i dipinti stessi a costruire delle relazioni. Nonostante l’apparente assenza di una cronologia, però, nei dipinti di Verna c’è una forte processualità che emerge anche grazie l’allestimento.
La ricerca di Verna nasce negli anni Sessanta, in un momento in cui la domanda non sembra essere più soltanto astratto o figurativo? ma piuttosto pittura o non pittura? Mentre l’informale spingeva verso il superamento dello spazio tradizionale della tela, Verna sceglie di rimanere dentro il limite del telaio. Ma restare dentro quel confine non significa per lui difendere una concezione tradizionale della pittura: al contrario, significa interrogare proprio quel limite e capire cosa può ancora succedere all’interno di quella geometria.

Negli anni si è confrontato con la necessità di reinventare la pittura non per “difendere il pennello” dice lui, né per riproporre la pittura come feticcio del passato, ma per capire se fosse ancora possibile farla esistere dopo che tante delle sue regole erano state messe in discussione. In questo senso, alcuni dei lavori esposti diventano quasi dei quadri-chiave. A una prima occhiata possono apparire monocromi, superfici in cui il colore sembra essersi fatto uniforme e definitivo. Invece, basta avvicinarsi per accorgersi che quella superficie non è mai davvero una sola, ma un insieme di sovrapposizioni, correzioni, sbavature, tracce.
Verna sembra lavorare costantemente su questa ambiguità: quella tra ciò che vediamo e ciò che sappiamo essere nascosto, tra reale e virtuale, tra la superficie e quello che essa contiene. Anche la scelta del colore diventa così un modo per interrogarla: dentro ogni tinta ci sono tutte le immagini possibili, ma anche tutte quelle che sono state eliminate, coperte, trasformate. Le tele di Verna partono dal rosso, utilizzato per eliminare il bianco iniziale della tela, per evitare quella condizione di partenza che l’artista descrive come un mare aperto in cui si rischia di affondare e perdersi.

Villa delle Rose, un corpo satellite del MAMbo, è un contenitore che, come le opere esposte, raccoglie la stratificazione di vite e funzioni diverse, continuando ancora oggi a essere uno spazio di sperimentazione attraverso il rapporto con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Sui due piani della Villa, le tele appaiono di stanza in stanza come tasselli di una storia che non segue una linea narrativa: come spezzoni di un film mostrati fuori sequenza, ogni opera aggiunge qualcosa alle precedenti e modifica il modo in cui le guardiamo, senza mai ricostruire un ordine definitivo.
«Io voglio fare la pittura», dice Verna, restituendoci con questa mostra la necessità che per una vita l’ha portato a chiedersi continuamente cosa possa essere un quadro, senza volerlo mai definire una volta per tutte.
Claudio Verna. La luce è un luogo
A cura di Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli
in collaborazione con LABS Contemporary Art
25 settembre – 25 ottobre 2026
Villa delle Rose
Via Saragozza 228, Bologna
Info: +39 0516496611
infoMAMbo@comune.bologna.it
https://www.museibologna.it/mambo/schede/claudio-verna-la-luce-e-un-luogo-5832/



