Jasper Johns. Night Driver, veduta della mostra, Guggenheim Museum Bilbao Courtesy Guggenheim Museum Bilbao

Jasper Johns, le forme del dubbio in un’altra idea del reale

BILBAO (SPAGNA) | Guggenheim Museum Bilbao | Fino al 12 ottobre 2026

di MATTEO GALBIATI

Siamo ritornati con molto piacere a Bilbao, ospiti del Guggenheim Museum Bilbao, per visitare la grande e attesa retrospettiva Jasper Johns: Night Driver, mostra che il museo basco dedica a uno dei maggiori interpreti e innovatori dell’arte del secondo Novecento. Ci ha davvero colpiti la completezza del percorso, forte di ben 140 opere attentamente selezionate anche grazie alla collaborazione e alle scelte attuate di concerto con il maestro che ha partecipato attivamente con il proprio archivio alla definizione di questo progetto: qui le tipologie, le pratiche, i linguaggi, i riferimenti adottati da Jasper Johns (Augusta, Georgia, 1930) nel corso degli anni sono tutti elementi presenti e utili nel garantire, sala dopo sala, una lettura esaustivamente panoramica della sua ricerca e nel favorire un’immersione totale della nostra ammirazione, catturata dalla dimensione più sensibile del suo pensiero così sfaccettato.

Jasper Johns. Night Driver, veduta della mostra, Guggenheim Museum Bilbao Courtesy Guggenheim Museum Bilbao

Dagli anni ’50 agli anni 2000 questo progetto attraversa sette decenni di ricerca e di riflessioni di un artista che ha saputo riconfigurare, nelle scelte espressive dei suoi lavori, le abitudini acquisite in altre possibilità per lo sguardo. Ogni sua opera, infatti, sa trasformare ciò che vediamo ogni giorno in una domanda; ciò che appartiene al vissuto e all’esperienza nella possibilità di una nuova memoria sempre duttile e ancora nuovamente modificabile.
L’esposizione, senza dubbio alcuno, per queste ragioni, è l’ennesimo capolavoro espositivo del museo iberico il quale, come per molti altri progetti consimili che abbiamo qui avuto modo di ammirare e approfondire, trova carattere e responsabilità nell’accuratezza di scelte e allestimenti che non inquadrano mai l’autore nella normativa scontata con cui solitamente è riassunto in certa narrativa manualistica. Senza, però, mai tradirne l’iconicità acquisita – che certo meritatamente gli appartiene – il percorso di questa retrospettiva, originale e ampia, bada all’essenza della sua conoscenza e ci guida all’estratto conclusivo complessivo capace di restituire l’ambiguità percettiva e concettuale che attraversa, come ragione intima, tutta la sua ricerca.

Jasper Johns. Night Driver, veduta della mostra, Guggenheim Museum Bilbao Courtesy Guggenheim Museum Bilbao

Johns, con Robert Rauschenberg figura apicale del New Dada, ha il merito di aver introdotto un modo di osservare l’arte che, filtrato dal tempo e dalle presenze di una quotidianità interrotta, sospesa e decontestualizzata nella sua opera, non esiste come qualcosa da offrire semplicemente allo sguardo. L’immaginario, derivato da una “fonte artistica”, in lui deve sempre interessarsi a far apparire qualcosa che poi, però, nel tempo dell’osservazione, viene quasi a ritrarsi. Johns genera, così, un’oscillazione che produce una frattura: le immagini sono riconoscibili, accessibili, facilmente ritrovatili nell’esperienza di chiunque, eppure, quello stesso “oggetto materiale” ribalta la propria essenza e, incrinando la sua facile trasparenza, pare diventare addirittura irriconoscibile sotto il peso prolungato del nostro vedere.

Jasper Johns. Night Driver, veduta della mostra, Guggenheim Museum Bilbao Courtesy Guggenheim Museum Bilbao

Le sue celeberrime Flag, i Target, le Map – come le altre sculture e installazioni – privilegiano un riconoscimento, il cui limite diventa il valico per trasformarsi e risolversi in nuova esperienza. Quelle immagini popolano già la nostra mente in forma convenzionale quale segno di una memoria collettiva, eppure, senza invenzione, lui sa mostracele per la prima volta. Senza domandarsi alcunché sul loro significato, la sua attenzione è prevalentemente incentrata sull’ambiguità del loro essere e del  loro rappresentar-si. Johns per questo non inventa più immagini per illustrare il mondo, ma per trattenerlo drammaticamente sulla soglia del suo stesso apparire e di come poi lo si ricorda. Senza immediatezze facili ci accorgiamo come le bandiere pesino e non sventolino, i bersagli non ricevano colpi ma osservino, la mappa non dia direzioni perché ha perduto le proprie geografie.
Jasper Johns: Night Driver  – titolo preso da un disegno del 1960 – è una mostra che va vissuta, più che essere vista o, peggio, solo raccontata: i dipinti, le sculture, i disegni, le incisioni, il libro d’artista, le installazioni e la scenografia, che sono qui allestiti con la giusta cura museale che meritano, sono segno di un’immaginazione pronta alla “perdita di controllo”, a farsi bastare quel poco che si può conservare dentro lo statuto fragile della materia concreta.

Jasper Johns. Night Driver, veduta della mostra, Guggenheim Museum Bilbao Courtesy Guggenheim Museum Bilbao

Forse si capisce, a questo punto, come la grandezza di Johns stia tutta nell’aver trasformato il visibile in una condizione instabile, capace di imporre al nostro occhio di ripensare a quello che crede di aver visto; lo fa tornare indietro sui propri passi e accetta il carattere enigmatico dell’opera-oggetto. Non possiamo mai ragionare in termini di stabilità confrontandoci con Jasper Johns: le forme del dubbio da lui generato ci spingono verso un’altra idea del reale a tal punto che, ciò che pensiamo di conoscere meglio, con un gesto quasi impercettibile, lo dissolve e ci mostra che non abbiamo mai veramente guardato. Per questo le sue immagini devono continuare a mutare, per garantirci, con una seconda visione, di poter osservare meglio il mondo.

Jasper Johns: Night Driver
commissario Enrique Juncosa
patrocinio Fundación BBVA
catalogo con testi del commissario Enrique Juncos, dello scrittore Colm Tóibín, della storica Roberta Bernstein (già autrice del catalogo ragionato dei dipinti di Johns) e un’intervista del 2010 tra Johns e il pittore Terry Winters

29 maggio – 12 ottobre 2026

Guggenheim Museum Bilbao
Avenida Abandoibarra 2, Bilbao (Spagna)

Orari: da martedì a domenica 10.00-19.00

Info: +(34) 944 359 008
informacion@guggenheim-bilbao.eus
www.guggenheim-bilbao.eus

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