Waves, veduta parziale della mostra, Casa Sanlorenzo, Venezia Foto © Ugo Carmeni Studio

“Waves”: Sanlorenzo riapproda a Venezia con l’onda giusta

VENEZIA | Casa Sanlorenzo | Fino al 28 giugno 2026

di MATTEO GALBIATI

La piattaforma culturale del gruppo Sanlorenzo, una delle eccellenze mondiali dello yachting e orgoglio del made in Italy di più alto livello, si riconferma attiva nella sua prestigiosa sede – forse sarebbe più significativo dire casa, nell’espressione più piena del termine – inaugurata lo scorso anno a Venezia. Il gruppo ha scelto di ripresentarsi con un nuovo progetto nel momento più rilevante per la città lagunare e così, in occasione della 61.Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, ha riaperto i battenti Casa Sanlorenzo che, situata in Dorsoduro a pochi passi dalla Basilica di Santa Maria della Salute, si trova in un contesto davvero strategico, in un vero e proprio epicentro dell’arte vista la prossimità con luoghi iconici come Punta della Dogana, la Peggy Guggenheim Collection e le Gallerie dell’Accademia.

Waves, veduta parziale della mostra, Casa Sanlorenzo, Venezia Foto © Ugo Carmeni Studio

Dopo un decennio di solerte impegno in attività di promozione e sostegno dell’arte a livello internazionali, questo luogo vuole essere la vera base stabile e connettiva, il punto permanente di rilevazioni e di approfondimenti su quelle tematiche legate alla cultura artistica – e non solo – che, fedeli alle prospettive etiche di Sanlorenzo, solo in uno spazio espositivo definito possono essere amplificate e potenziate. L’arte per l’azienda, del resto, non è  impegno collaterale, ma un vero e proprio asset strategico e identitario, soprattutto ora in un luogo come questo che, destinato a restare aperto a un pubblico vario, è intellettualmente ricettivo per le istanze del presente.
La cultura del mare ha reso il gruppo un’eccellenza e non si poteva partire che da qui: dall’acqua e dal suo moto continuo. Le onde sono metafora estensiva e non retorica del toccare nuovi orizzonti, del lasciar trasportare i nostri desideri e le nostre scoperte verso mete e destinazioni ignote. Poi c’è il legame esclusivo e speciale con Venezia, città d’acqua e sull’acqua, il moto continuo delle sue onde hanno modellato l’essenza stessa dell’unicità della sua storia e dei suoi patrimoni.
L’acqua, nella mostra, non viene osservata solo come una “geometria liquida”, ma si estende anche alla considerazione di cosa siano le onde in senso più cosmico. Allora WAVES è lettura dei codici di una grammatica universale e le opere sono metafora di elementi fisici intimamente legati all’instabilità, alla replica in variazione continua, alla negoziazione costante tra ciò che prova a ripetersi e ciò che non può che esprimere un mutamento.

Waves, veduta parziale della mostra, Casa Sanlorenzo, Venezia Foto © Ugo Carmeni Studio

I curatori, Sergio Risaliti e Cristiano Seganfreddo, hanno attentamente e raffinatamente composto un viaggio immaginifico, tangibile e concreto nelle sue traiettorie di senso, che dà il giusto equilibrio a quella che abbiamo definito una complessa e articolata geografia dell’incertezza che assume l’onda non solo come soggetto iconografico da riassumere in ricerche diverse, ma è paradigma interpretativo della realtà della città lagunare, del lavoro dell’azienda stessa e dei meccanismi che regolano gli equilibri delle energie naturali e come queste si diffondono e trasmettono (dai campi elettromagnetici alle vibrazioni acustiche, dalle onde gravitazionali alle altre presenze “immateriali” nel cosmo).
WAVES non è assolutamente un progetto, come si diceva, fondato sulla retorica della circostanza ma, attraverso le opere esposte, ogni visione e interpretazione solidifica per lo sguardo questi stati di tensione che gli autori scelti, tra storicizzati e nuove proposte, attraversando discipline differenti, estetiche variabili e tempi storici distanti, riescono a interrogare l’arte in un’ottica di ricerca di matrice scientifica determinando, e poi cercando di dargli forma, l’invisibile. In una sequenza che contestualizza le reciprocità e i rispecchianti, con misure e pesi che si spostano con grande equilibrio tra segno e materiale, coabitano senza gerarchie maestri del Novecento come Alexander Calder, Lucio Fontana e Fausto Melotti accanto ad autori affermati e nuove proposte che, benché generazionalmente più giovani, già danno prova di una complessa profondità di ricerca.
Se partiamo dai tre maestri, presenti in diversi ambienti di Casa Sanlorenzo, vediamo come le loro riflessioni abbiano aperto una costellazione di intuizioni che hanno definitivamente smantellato l’idea tradizionale sia della pittura che della scultura come corpi chiusi, immobili e intoccabili. Calder ammette il movimento che porta a duplicare all’infinito la forma; Fontana scalfisce la superficie dipinta con tagli e buchi e la rende soglia aperta su una dimensione cosmica assoluta; Melotti assottiglia la materia e il suo peso sino a intercettarne il ritmo e la musicalità più interiori.
Ecco come i concetti di evento, tensione, vibrazione, malleabilità continua, risonanza della materia li percepiamo nelle grandi opere di Tony Cragg che spingono le sculture ad essere organismi ripetutamente attraversati da processi geologici o biologici. Le loro torsioni, gli addensamenti, le espansioni raccontano bene di questa loro costante e progressiva trasformazione evolutiva.

Waves, veduta parziale della mostra, Casa Sanlorenzo, Venezia Foto © Ugo Carmeni Studio

La forma che non coincide mai con se stessa ed è sempre in procinto di diventare altro la riscontriamo anche nelle affascinati tele di Christine Safa la cui pittura insegue presenze e soggetti che sfuggono alla fissità centrale con cui convenzionalmente è richiamata ogni immagine dipinta. I suoi paesaggi non sono luoghi, ma uno stato atmosferico dove i campi cromatici, rarefatti o stratificati, attivano luminosità e dissolvenze percettive.
Marcello Maloberti interviene, invece, con un’opera luminosa la cui scrittura, esterna rispetto lo spazio espositivo, amplifica la presenza di un accadere che desta attenzione, merita un’osservazione, diventa indicatore di senso e richiamo esperienziale a qualcosa tautologicamente provato, vissuto e riscontrato.
Infine abbiamo trovato azzeccatissimo l’intervento site specific con una scultura sonora – quindi immateriale e invisibile seppur presente – di Friedrich Andreoni le cui campionature di voci naturali (versi di animali) e artificiali (rumori di macchine malfunzionanti) si uniscono, nella dispersione all’esterno nel giardino, a quelli dell’ambiente generando un dialogo quasi distopico, dove elementi lontani e distanti si ritrovano concertati in un’armonia sospesa e seducente.
Il vero tema della mostra, allora, non sono le onde, di qualunque tipo esse siano, ma di più è il costante principio a cogliere la tensione di una trasformazione progressiva da queste identificato. Ogni elemento di questo percorso espositivo suggerisce l’inapplicabilità dell’identità stessa delle cose: non esiste una forma definitiva, ma la capacità di mutare tutto in una continuità temporale profonda.
Se dobbiamo pensare come a un racconto esibito, la morale di WAVES è di darci i termini per riflettere ben oltre il perimetro dell’arte contemporanea, per spingere lo sguardo verso una continuità di relazioni che non possono limitarsi solamente ai cicli piccoli delle nostre esistenze limitate. In tempi complessi come gli attuali è giusto non restare ancorati alle verità che vediamo, per questo dobbiamo imparare a trovare la radice profonda di come avviene il loro stesso accadere, perché possano prodursi – e possiamo noi stessi produrci – nelle più nuove, positive e migliori, trasformazioni possibili.
Casa Sanlorenzo prosegue il suo nuovo viaggio in modo superlativo e se WAVES è indice delle sue prospettive, abbiamo solo che imparare a frequentare questo luogo con abitudine per continuare a restare affascinati e colpiti – direi anche sedotti – dall’intelligenza di una certa eleganza espositiva che mette tutto nel posto più giusto e corrispondente secondo i principi di progettualità così esaustive e potenti nella loro raffinata semplicità complessa.

WAVES
a cura di Sergio Risaliti e Cristiano Seganfreddo
prodotta da Sanlorenzo Arts
main partner Xerjoff (con il paesaggio olfattivo), Glauk (per il soundscape), AON

Artisti: Alexander Calder, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Tony Cragg, Christine Safa, Marcello Maloberti, Friedrich Andreoni

6 maggio – 28 giugno 2026

Casa Sanlorenzo
Dorsoduro 123, Venezia

Orari: da mercoledì a domenica 11.00-19.00

Info: www.sanlorenzoyacht.com

Sanlorenzo Arts è la piattaforma culturale di Sanlorenzo, fondata sulla convinzione che la vera eccellenza non possa prescindere da cultura, responsabilità e artigianalità. Nata nel 2016 con il primo coinvolgimento del brand ad Art Basel Miami Beach, si è evoluta nell’arco di un decennio da un gesto istintivo di mecenatismo a un programma strutturato e internazionale a sostegno dell’arte, del design e del dialogo creativo. Nel 2026, Sanlorenzo Arts celebra il suo decimo anniversario con il programma culturale più ampio di sempre: un calendario annuale di mostre e installazioni tra arte, design e artigianato, con al centro il primo anno completo di attività di Casa Sanlorenzo a Venezia. Radicata nei valori della Maison, innovazione, misura e atemporalità, Sanlorenzo Arts opera all’intersezione tra arte, sostenibilità, design e mare, metafora unificante profondamente intrecciata con l’identità del cantiere navale. Negli ultimi dieci anni ha sviluppato partnership istituzionali di lungo periodo e collaborazioni artistiche che testimoniano un impegno costante verso una leadership culturale. Tra le tappe principali figurano il ruolo di Global Host Partner di Art Basel (2018-2023), quello di Institutional Patron della Peggy Guggenheim Collection e di Main Sponsor del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, primo cantiere navale ad assumere questo ruolo. Il brand partecipa inoltre alla Milano Design Week dal 2017, ottenendo nel 2020 il prestigioso Compasso d’Oro ADI per l’installazione Il mare a Milano alla Triennale. Nel 2025 questo percorso culmina con l’apertura di Casa Sanlorenzo a Venezia, una dimora degli anni ’40 del ‘900 accuratamente restaurata e affacciata sulla Basilica di Santa Maria della Salute. Concepita come sede culturale permanente del brand e restaurata da Piero Lissoni, Casa Sanlorenzo offre una piattaforma attiva tutto l’anno per mostre, ricerca e dialogo, oltre i confini temporali di fiere ed eventi. La mostra inaugurale, Breathtaking di Fabrizio Ferri, ha definito l’identità dello spazio attraverso immagini potenti dedicate al tema dell’inquinamento degli oceani, riaffermando il ruolo dell’arte come catalizzatore di consapevolezza e azione. Oggi Sanlorenzo Arts rappresenta la bussola culturale della Maison: un impegno di lungo periodo nel sostenere le idee, valorizzare l’artigianalità e favorire un dialogo significativo tra creatività e sostenibilità, estendendo la voce di Sanlorenzo oltre il mondo della nautica e nel più ampio panorama culturale.

Condividi su...