Palazzo Farinosi Branconi, L'Aquila Foto Davide Pennacchi

L’Aquila e Ferrara, i nuovi punti cardinali di BPER Banca in due prestigiose sedi ritrovate

L’AQUILA | Palazzo Palazzo Farinosi Branconi | Fino al 10 gennaio 2027
FERRARA | Palazzo Barbantini-Koch | Fino al 31 gennaio 2027

di MATTEO GALBIATI

Da molti anni seguiamo con appassionato interesse La Galleria BPER che, con le sue mostre, tra antico e contemporaneo, e con proposte di alto profilo culturale, ha sempre promosso una conoscenza, stimolante e approfondita per i temi suggeriti, con cui valorizzare narrazioni peculiari, scientificamente analitiche, legate alla sua importante collezione e non solo.
Da Modena, cuore delle sue attività, adesso BPER Banca estende la propria rete rendendo operativo l’atteso progetto Poli Culturali BPER. Un Sistema di Patrimonio Diffuso con cui ridefinisce il rapporto stesso tra collezione d’impresa, tutela del patrimonio e funzione pubblica e sociale della cultura. Dopo accurati interventi di recupero e ripristino, grazie a investimenti rilevanti, una collaborazione fattiva e concreta con le istituzioni pubbliche dei territori e attraverso la volontà specifica di destinare spazi importanti alla promozione culturale, due sedi storiche del Gruppo si sono trasformate in luoghi aperti alla ricerca, alla condivisione e alla partecipazione pubblica, nuovi ecosistemi utili a incontrare i capolavori dell’allargato patrimonio artistico, archivistico e architettonico dell’istituto bancario.

Polo Culturale BPER – L’Aquila, immagini di allestimento, Mostra permanente “Scrigno di memorie. Paesaggi, colori e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione” Foto © Davide Pennacchi

Il sistema, coordinato da La Galleria BPER che, come si diceva, s’irradia da Modena, adesso si articola in modo ampio anche tra L’Aquila e Ferrara ( senza tralasciare Milano, Genova e Brescia) dove, non si limita alla costruzione di nuovi luoghi espositivi, ma propone una diversa modalità di interpretazione e restituzione del patrimonio: le opere, gli edifici che le accolgono, la memoria degli istituti bancari e la storia dei territori vengono qui ricondotti entro un unico dispositivo diffuso, un virtuoso meccanismo capace di trasformare la conservazione in una proposta di conoscenza e il patrimonio in una vera e propria infrastruttura culturale.
Due Palazzi ritrovati che tornano a vivere dentro le loro comunità non come luoghi inerti ma, forti di una bellezza intrinseca la loro stessa storia, oltre che al valore in senso più strettamente estetico e patrimoniale, con uno specifico ruolo agente. Sono scrigni che si aprono e che si pongono come punti cardinali della rotta da tempo già intrapresa da Galleria BPER: devono essere ambienti di sollecitata meraviglia dove dar conto di raccolte che, grazie alla concretezza di un impegno mai lasciato cadere, si condividono con tutti i futuri visitatori, destinatari veri della fruibilità di questi patrimoni.

Polo Culturale BPER – L’Aquila, immagini di allestimento, Mostra permanente “Scrigno di memorie. Paesaggi, colori e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione” Foto © Davide Pennacchi

Particolarmente significativo è il caso de L’Aquila, dove il recupero di Palazzo Farinosi Branconi assume oggi un valore che supera la semplice conservazione architettonica. L’imponente edificio, parte importante della storia del capoluogo abruzzese, fu gravemente danneggiato dal terremoto del 2009, sottoposto a un articolato intervento di consolidamento, restauro e rifunzionalizzazione, torna ora a svolgere una funzione pubblica nel cuore della città. È una ferita risanata. Le sue sale, dove si promuoveranno anche convegni, incontri e ricchi palinsesti culturali, ospitano un ridefinito percorso permanente che scrive le vicende storiche di cinque secoli di arte dell’Italia centrale e meridionale, attraverso opere provenienti dalla Corporate Collection BPER e, in particolare, dal nucleo della ex Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila.
Michele Maccherini e Luca Pezzuto, i curatori dell’allestimento Scrigno di memorie. Paesaggi, colori e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione – titolo scelto per celebrare la collezione permanente – hanno orientato la scelta espositiva assumendo il valore di una precisa valenza territoriale: il senso, infatti, di riportare nel contesto originario opere appartenute alla storia collezionistica locale ha come significato ricostruire una relazione fra patrimonio e comunità. Sottraendo la collezione stesa alla condizione di deposito le si restituisce, così, una piena e giusta dimensione storica, conoscitiva e civile. Le opere di Cola dell’Amatrice, del Maestro dei Polittici Crivelleschi per arrivare a Luca Giordano, Mattia Preti, e Salvator Rosa, uniscono importanti nuclei provenienti dall’Italia centro-meridionale, e non sono dunque soltanto oggetti di contemplazione, ma elementi attraverso i quali si ricompone una geografia artistica e culturale che ha attraversato i secoli. Meritoria è la scelta di non impegnare l’allestimento in un rigido criterio esclusivamente cronologico: i capolavori esposti cercano una relazione con le sale riccamente decorate di Palazzo Farinosi Branconi, con la storia della famiglia e con le originarie funzioni degli ambienti a cercare una reciprocità narrativa e interpretativa unitaria tra collezione ed edificio.

Polo Culturale BPER – L’Aquila, immagini di allestimento, Mostra permanente “Scrigno di memorie. Paesaggi, colori e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione” Foto © Davide Pennacchi

Tra tutte le sale merita una segnalazione la Sala di San Clemente, certamente uno dei nuclei decorativi di maggiore interesse storico-artistico dell’intero palazzo. Il seicentesco ciclo di affreschi, dedicato a San Clemente I e integrato al soffitto ligneo decorato, restituisce la cultura della committenza della nobile famiglia Branconio attraverso la stretta relazione tra dimensione religiosa, rappresentazione familiare e spazio architettonico. Questa sala, tra le più danneggiate dal sisma del 2009, è stata oggetto di un complesso intervento di recupero sperimentale che ha comportato, la raccolta e catalogazione dei frammenti, il distacco di tutti gli affreschi ancora in sede, la loro ricollocazione, supportata da rilievi tridimensionali e ricostruzioni digitali per favorirne la fruizione e la tutela in caso di sismi futuri. Il restauro ha così perseguito non solo la conservazione della materia, ma la restituzione della leggibilità dell’insieme decorativo e delle relazioni spaziali che ne definiscono il valore storico e culturale.
Presente anche, al secondo piano, la mostra fotografica I colori del tempo. Lo splendore ritrovato di Palazzo Farinosi Branconi in cui si racconta, riassumendola visivamente, la sua storia e le fasi cruciali del lavoro di recupero.

Palazzo Barbantini-Koch, Ferrara Foto © Paolo Pugnaghi

Analogo principio anima l’intervento per l’altro Polo Culturale BPER a Ferrara, dove Palazzo Barbantini-Koch, storica sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, viene restituito alla città anche in questo caso dopo un importante intervento di recupero e rifunzionalizzazione. Il palazzo accoglie, anche in questo caso, la collezione permanente, garantisce adeguati spazi per mostre temporanee e valorizza il patrimonio documentario dell’Archivio storico dell’istituto.
Il percorso permanente, intitolato Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente. Collezione permane e curato da Lucia Peruzzi e Luciano Rivi, suddivide in 18 sale ben 135 opere dei nuclei dell’ex Cassa di Risparmio con capolavori provenienti dalla Corporate Collection BPER, al fine di costruire una lettura panoramica della pittura ferrarese ed emiliana in un arco temporale che si estende dal Rinascimento al Novecento.

Polo Culturale BPER – Ferrara, immagini di allestimento, Mostra permanente “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente” Foto © Paolo Pugnaghi

Significativa anche la proposta della mostra temporanea Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati che, curata da Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni, rilegge la presenza del fiore nell’arte italiana tra Ottocento e primo Novecento, seguendone il passaggio da elemento ornamentale a figura capace di condensare riflessioni su bellezza, tempo, perdita e finitudine. Attraverso oltre quaranta opere, il percorso costruito si dipana tra Romanticismo, Naturalismo, Divisionismo, Decadentismo e Simbolismo e individua nella vanitas la chiave interpretativa della fragilità dell’esistenza, intrecciando anche immagini e letteratura. A questa prospettiva più storicizzata si affianca l’intervento contemporaneo site-specific Nontiscordardimé, di Doa Oa, che trasferisce il tema della caducità nel presente, confrontandolo con la crisi climatica e la progressiva erosione della biodiversità. In merito agli eventi temporanei è già disponibile un calendario di appuntamenti per il 2027.

Polo Culturale BPER – Ferrara, immagini di allestimento, Mostra temporanea “Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati” Foto © Paolo Pugnaghi

In conclusione l’aspetto più interessante dell’operazione Poli Culturali BPER. Un Sistema di Patrimonio Diffuso risiede soprattutto nel coraggio e nella determinazione di convertire due edifici storici da sede istituzionale a presidio culturale. Il restauro scientifico, la conservazione, la ricerca e lo studio del patrimonio, l’esposizione e la didattica correlate concorrono insieme a delineare i contorni di un modello virtuoso nel quale l’architettura non costituisce un semplice contenitore, ma parte integrante della narrazione culturale, evitando di essere contenitore di attività economiche, produttive o di rappresentanza. A L’Aquila come a Ferrara, il palazzo è indirizzato a un altro impiego, forse socialmente più produttivo e rigenerativo: diviene una soglia attraverso cui la collezione torna a confrontarsi con la città, mettendo in primo piano il valore sempre attuale dell’arte, della storia e della cultura in generale.
In questa prospettiva i Poli Culturali BPER si configurano come una forma di musealità diffusa, nella quale la tutela non coincide con la mera conservazione dell’oggetto, ma con la capacità di riattivare relazioni facendo rete. Il patrimonio bancario, sedimentato attraverso acquisizioni e incorporazioni, viene così riletto come patrimonio territoriale delle comunità. È una materia da studiare, conservare e soprattutto condividere. Questa trasformazione – dall’appartenenza privata alla responsabilità pubblica – conferisce al progetto di BPER il suo valore più encomiabile: in due città abbiamo due declinazioni di una medesima idea che cerca di definire una geografia della memoria nella quale le differenti identità locali non vengono uniformate, ma messe in relazione, secondo i principi – efficaci – di un nuovo interesse culturale e museologico.

Scrigno di memorie. Paesaggi, colori e tradizione: cinque secoli di arte del Meridione. Collezione permanente
a cura di Michele Maccherini e Luca Pezzuto
con il patrocinio del Comune dell’Aquila
protocollo d’Intesa sottoscritto da BPER Banca, Fondazione Carispaq e Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi dell’Aquila
nell’ambito delle iniziative de L’Aquila 2026 – Capitale italiana della Cultura

I colori del tempo. Lo splendore ritrovato di Palazzo Farinosi Branconi. Percorso temporaneo (allestito al secondo piano)

3 settembre 2026 – 10 gennaio 2027

Polo Culturale dell’Aquila
Palazzo Farinosi Branconi
Piazza San Silvestro 2, L’Aquila

Orari: giovedì 14.00-19.00 (ultimo turno di visita alle 18.00); venerdì, sabato e domenica 10.00-19.00 (ultimo turno di visita alle 18.00); ogni turno di visita è accompagnato dal personale interno, con una durata complessiva di circa 50 minuti con partenza: giovedì: 14:00, 15:00, 16:00, 17:00 e 18:00; venerdì, sabato e domenica: 10:00, 11:00, 12:00, 13:00, 14:00, 15:00, 16:00, 17:00 e 18:00; biglietteria Via Gignano 20, L’Aquila

e

Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente. Collezione permanente
percorso permanente a cura di Lucia Peruzzi e Luciano Rivi
realizzato con il patrocinio del Comune di Ferrara
con il coinvolgimento di Fondazione di Ferrara e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio

Vanitas. Fiori e simboli, da Hayez a Casorati. Mostra temporanea
a cura di Fernando Mazzocca ed Elena Lissoni
in collaborazione con 24 ORE Cultura

8 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027

Polo Culturale di Ferrara
Palazzo Barbantini-Koch
Corso della Giovecca 108, Ferrara

Orari giovedì 14.00-19.00; venerdì 10.00-19.00; sabato 10.00-19.00; domenica e festivi 10.00-19.00; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura; chiuso lunedì, martedì e mercoledì; aperture e chiusure straordinarie 1 novembre 2026 10.00-19.00; 24 dicembre 2026 chiuso; 25 dicembre 2026 chiuso; 26 dicembre 2026 10.00-19.00; 31 dicembre 2026 chiuso; 1 gennaio 2027 chiuso
Ingresso intero €10,00; ridotto €8,00 (gruppi fino a un massimo di 25 personeOver 70; titolari delle convenzioni attive); ridotto speciale €5,00 (residenti nel Comune di Ferrara; clienti BPER); gratuito ragazzi fino a 26 anni; scolaresche e un accompagnatore per gruppo; persone con disabilità e un accompagnatore; insegnanti; guide turistiche abilitate; giornalisti con tesserino; architetti iscritti all’Albo; tesserati ICOM; personale MiC; dipendenti e pensionati del Gruppo BPER; accompagnatore di minore titolare di conto Teen Gruppo BPER; visitatori nel giorno del proprio compleanno. Le condizioni sono riportate nella scheda tecnica della mostra.) Tra le convenzioni già stipulate figurano FAI – Fondo Ambiente Italiano, ARCI APS e Federalberghi Ferrara; risultano in fase di finalizzazione quelle con Fondazione MEIS e FIDAM. La richiesta di adesione al circuito MyFE Card prevede la tariffa ridotta di €8,00 per i possessori della carta.

Info e prenotazioni: +39 059 7161230
lagallerialaquila@bper.it
lagalleria-aquila@civita.art
lagalleria-ferrara@civita
www.lagalleriabper.it

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