Alighiero Boetti, immagini della mostra a SMAC Venice (San Marco Art Centre), foto di Nicolò Miana © Alighiero Boetti, 2026, DACS

A Venezia splende il firmamento di Alighiero Boetti

VENEZIA | SMAC Venice | Fino al 22 novembre 2026

di MATTEO GALBIATI

Ritornando a Venezia per proseguire nel report delle proposte concomitanti con la 61.Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, tra le più interessanti e meglio riuscite, di certo va appuntata la visita alla ricca esposizione intitolata semplicemente Alighiero Boetti che, presentata nelle sale di SMAC Venice, rende conto di uno spaccato davvero ampio della visione dell’artista riassumendone i principi nelle serie più celebri con cui ha dato voce alla sua ricerca.

Alighiero Boetti, immagini della mostra a SMAC Venice (San Marco Art Centre), foto di Nicolò Miana © Alighiero Boetti, 2026, DACS

Curata da Elena Geuna e con il prezioso supporto scientifico dell’Archivio Alighiero Boetti, sono ben ottanta i capolavori che, sala dopo sala, attivano quel racconto che può essere esplorato per continui attraversamenti e spostamenti, utili a stabilire connessioni, reciprocità e rispecchiamenti tra i variegati esiti delle riflessioni e dei lirismi boettiani. Il viaggio, intrapreso dallo sguardo del visitatore, può essere soggetto a interessanti deviazioni di traiettorie che, senza precludere comunque scelte di indirizzo tematico-cronlogico la cui estensione va dalla fine degli anni Sessanta ai primi anni Novanta coprendo tutto l’arco temporale della sua produzione, liberano ulteriormente l’approccio analitico all’artista.
Alighiero Boetti (1940-1994), il cui pensiero si estende tra l’estetica poverista e le dinamiche più concettuali, non ha mai trasgredito a un suo rigore di coerenza che attraversa tutte le fasi della sua pratica: gli otto ambienti di SMAC Venice evidenziano proprio questa perdurante logicità del suo pensiero. Ricorre naturale riflettere su quanto le asserzioni, le risposte e le certezze, assunte opera dopo opera, cessino di essere affermative per diventare domande aperte su temi profondi quali quelli del linguaggio, delle relazioni e delle connessioni, delle reciprocità.

Alighiero Boetti, immagini della mostra a SMAC Venice (San Marco Art Centre), foto di Nicolò Miana © Alighiero Boetti, 2026, DACS

È ampiamente ribadito il peso significante della dualità, che, dall’io dell’artista e dalla sua personalità, si moltiplica nella duplicazione continua e progressiva di forme accostate, di ripetizioni che spingono a una vera e propria messa in discussione dell’autorialità stessa del patrimonio ideativo costituito dall’opera che, a un certo punto, Boetti stesso dichiara di essere condivisa. Idea e realizzazione possono essere esito di un lavoro differenziato, inclusivo, esteso tanto che la delega – elemento che si fa agente fra ideazione ed esecuzione – è tra i fondamenti della poetica boettiana (come nei celeberrimi Ricami e le Mappe). Da autore accoglie, in questo modo, aprendolo all’alterità, il tempo e l’imprevedibile.

Alighiero Boetti, immagini della mostra a SMAC Venice (San Marco Art Centre), foto di Nicolò Miana © Alighiero Boetti, 2026, DACS

Del resto questo intercettare il disallineamento rispetto alle certezze Boetti ce lo offre, mutato nomine, anche nelle serio intitolate Biro, Aerei e Calendari dove, nonostante il gesto sia graficamente ripetuto, non riproduce mai l’identità, ma fa risaltare la differenza: i confini del segno cambiano, le appartenenze categoriche, sfumando, mutano, le chiavi di lettura variano e ciascuna superficie diventa una forma di diversa conoscenza che, contendo già la propria precarietà, si apre sempre al nuovo. Boetti, in fondo, non vuole rappresentare mai soltanto il mondo, quanto registrarne l’impercettibile divenire.
La sua moltiplicazione non è conferma dell’uguale, ne rivela le variazioni con una produzione nella quale le ricorrenze formali, i procedimenti e le vibrazioni costituiscono una struttura complessa, continuamente capace di riaprirsi nel proprio senso. Numeri, parole, coordinate, lettere, date, colori e immagini diventano strumenti di una conoscenza che non vuole concludersi nemmeno quando consegue identità che paiono stabili. La sua opera ci consegna il valore del racconto di un mondo che, per natura, vive nell’esercizio del suo stesso equilibrio instabile.

Alighiero Boetti, immagini della mostra a SMAC Venice (San Marco Art Centre), foto di Nicolò Miana © Alighiero Boetti, 2026, DACS

Non esiste, allora, una forma risolutrice capace di dominare il caos, ma una forma che, per propria natura, sa rimanere aperta, disponibile a lasciarsi modificare da questo. È forse proprio qui che si riconosce la forza più profonda dell’opera di Boetti: nell’accettazione dell’imprevisto come parte costitutiva del fare, nella consapevolezza che ogni ordine, per essere davvero vivo, debba conservare al proprio interno una possibilità di deviazione, di errore, di apertura instabili. In questa disponibilità risiede ancora oggi la sua straordinaria attualità: Boetti non ci insegna a ordinare il mondo, ma a guardare dentro l’ordine stesso per scoprire ciò che continua a sfuggire alla sua logica. Non ci chiude dentro a forme precostituite, le lascia respirare e pulsare con ritmi s-costanti davanti ai nostri occhi fino a spingerle a lambire solo il proprio compimento. Ogni “scoperta” di Boetti resta viva sulle superfici e dentro i materiali di cui sono fatte le opere: ciascuna porta ancora con sé una porzione di ignoto, una possibilità non prevista, un margine che non resiste come confine. Qui, in uno spazio sottile e permeabile tra ciò che sappiamo e ciò che ancora non possiamo prevedere, l’opera di Boetti continua a parlarci: nel punto esatto in cui l’ordine, senza smettere di essere tale, torna per noi a farsi di nuovo mondo.

Alighiero Boetti
a cura di Elena Geuna
mostra sostenuta da Ben Brown Fine Arts
catalogo con testi di Elena Geuna, Hans Ulrich Obrist
indicazioni scientifiche Archivio Alighiero Boetti

7 maggio – 22 novembre 2026

SMAC Venice (San Marco Art Centre)
Procuratie
Piazza San Marco 10, Venezia

Orari: tutti i giorni 10.00-18.00; chiuso il martedì

Info: www.smacvenice.org

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