Simone Camerlengo, Sotto la pelle, installation view, Yag Garage Pescara. Ph. Pierluigi Fabrizio

Tra forma e forza. Riflessioni su “Sotto la pelle” di Simone Camerlengo

PESCARA | YAG/GARAGE | FINO AL 21 MARZO 2026

di MATTEO DI CINTIO

La recensione che vi propongo, incentrata sulla mostra Sotto la pelle del pittore Simone Camerlengo (Pescara, 1989), esposizione curata da Daniela Pietranico e allestita nella suggestiva cornice ottocentesca della chiesa di Sant’Anna a Pescara (grazie alla collaborazione della Galleria YAG/garage) non è una scrittura obiettiva – anche se ci sarebbe da chiedersi quale recensione lo sia fino in fondo. Sottolineo questo punto, con chiari intenti programmatici: non si è obiettivi – non lo si può essere – perché Simone, prima di tutto, è un amico di lunga data; eppoi perché risulta chiaro come la mostra si inneschi in un percorso pittorico coerente ed estremamente riflessivo, conosciuto dal sottoscritto sin dalla sua origine. Tale “tragitto” pittorico è teso ad una ricercatezza definibile come speculativa, capace di congiungere impeto figurativo e decostruzione dello stesso, atto pittorico e traccia materica sulla tela, presenza e assenza, campiture monocromatiche ed eterogenesi del colore. Nel suo lavoro, insomma, possiamo da sempre scorgervi una tensione biunivoca di istanze espressive che, pur amalgamandosi, riflettono insistentemente la rinuncia ad una omeostasi. La pittura di Simone ci trascina, potremmo dire, al di là di un principio di quiete, per parafrasare un discusso concetto freudiano. Se diamo per buono questo punto di partenza, potremmo affermare che Sotto la pelle riassume queste intemperie di concettualizzazioni e rese pittoriche nella dicotomia forma e forza. La connessione fra questi due significanti la riprendo direttamente dall’opera saggistica di “psicoanalisi implicata all’arte” che Massimo Recalcati ha saputo, negli anni, ampliare ed approfondire in maniera puntuale, stravolgendo quell’atteggiamento patografico che tanta letteratura psicologica ha attuato nei confronti dell’esperienza artistica. In una recente intervista, il noto psicoanalista, da sempre interessato alla pittura, o meglio alla sopravvivenza della pittura nel mondo dell’arte contemporanea, ha enucleato nella dialettica fra forma e forza la tesi principale del suo excursus teorico iniziato con Il miracolo e la forma. Per una estetica psicoanalitica (2007).

Simone Camerlengo, Sotto la pelle, installation view, Yag Garage Pescara. Ph. Pierluigi Fabrizio

Secondo Recalcati, infatti, il rapporto tensionale fra forma e forza permette l’emersione di un inconscio dell’opera che non corrisponde al nucleo fantasmatico dell’artista ma che, da esso, si distanzia totalmente e nettamente. Ogni opera, al di là della mano che l’ha generata, racchiude in sé una propulsione all’ordinazione del caos, un processo sublimatorio che permetta al dionisiaco di accondiscendere all’apollineo. L’inconscio che lavora all’interno dell’opera d’arte non è quindi l’emersione dell’Es tout court, ma il processo strutturante che dona forma all’atto pulsionale del gesto. Nei quadri di Simone Camerlengo possiamo, a mio avviso, osservare lo stesso incedere tensivo. Il suo atto pittorico è un movimento di spola che spinge la forza propulsiva e materica del tracciato cromatico a rendersi disponibile ad una strutturazione figurativa. Tale figurazione è instabile, precaria, ma pur sempre – e instancabilmente – operante nel suo lavorio strutturante, nella sua scritturazione, per usare un termine foucaultiano, della realtà. Su questo solco si inseriscono opere come Marciapiede notturno (2026), dove il precipitato bluastro del manto cromatico non rinuncia a rappresentare un particolare del quotidiano, oppure Horizon/Chair (2025), dove la ricorsività del pattern amplifica lo sguardo ordinatorio della realtà.

Marciapiede notturno, 2026, installation view di Sotto la Pelle di Simone Camerlengo, Yag Garage Pescara. Ph. Pierluigi Fabrizio

Soffermandoci su questa lettura, potremmo senza indugio declinare in modo nuovo la portata semantica del titolo della mostra: sotto la pelle non rappresenta solo lo spazio nascosto nel quale «accediamo ai sentimenti nascosti, paure e desideri che non mostriamo apertamente per non svelare la nostra vulnerabilità interiore», ma è il marchio di una modalità silente di “trasduzione” attraverso cui l’esperienza sensibile trova una espressione estetica e rappresentativa. È sotto la pelle materica del gesto pittorico, ad esempio, che si situa quella forza, o quell’impeto traduttivo, che fa sì che una linea non sia completamente aderente al reale ma, al contempo, non si disperda nel caos dell’informe. La linea, per Simone, lambisce sempre la realtà, inanellando suggestioni formali: le sue curvature, ad esempio, ci proiettano verso l’animalità (Animal, 2024), verso un ripiegamento meditativo e mesto (Inseguendo le emozioni, 2025) o il giuoco anamorfico (Forma angelica capovolta, 2026). Ci potremmo infine chiedere del perché di tanta insistenza: a che pro installarsi continuamente in questo faccendio tensivo che interpreta e sovra interpreta il reale per carpirne l’intensità? Una risposta è individuabile nell’uso predominante del blu che, come scrive Daniela Pietranico, è «un colore legato alla spiritualità, alla quiete interiore e all’armonia». Il blu si configura, in effetti, come trait d’union cromatico dominante nelle opere di Camerlengo, unificando fondali monocromi e tracciati materici attraverso l’intera mostra. Non è una scelta casuale, ma un richiamo consapevole al desiderio di trascendenza: evoca l’infinito yves kleiniano e la malinconia profonda, un velo che lambisce il reale senza possederlo, trasformando la forza pulsionale del gesto pittorico in un’aspirazione oltre l’informe, verso uno spazio silente e metafisico dove finalmente forma e forza si fondono.

Horizon/Chair, 2025, installation view di Sotto la Pelle di Simone Camerlengo, Yag Garage Pescara. Ph. Pierluigi Fabrizio

 

Simone Camerlengo. Sotto la pelle
a cura di Daniela Pietranico

21 febbraio – 21 marzo 2026

YAG/GARAGE
Chiesa Sant’Anna
Viale Bovio 265, Pescara

Orari: mercoledì e venerdì dalle 16:00 alle 19:00 o su appuntamento

Info: +39 0857951672 / 347 3567678
info@yag-garage.it
https://yag-garage.com/

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