STLOPUN: intervista all’ideatore del progetto Michael Moling

San Martin de Tor (BZ)

Intervista a MICHAEL MOLING di Valentina Varoli

STLOPUN, letteralmente “tappo” in ladino. È una parola onomatopeica che richiama lo scoppio, ma in cui il significato tradizionale associato allo sparo, si è allargato nel tempo a comprendere anche il suono della bottiglia che viene stappata per essere condivisa in un momento di festa.
E il progetto STLOPUN effettivamente è questo: un’esperienza in cui l’arte si mescola alla musica, all’enogastronomia, al paesaggio per diventare festa e condivisione, ma anche uno spazio di contaminazione, di dialogo, connessione e scoperta.
Il 12 settembre il parco d’arte permanente di San Martino in Badia ha accolto questo nuovo progetto pilota di SMACH, ideato da Michael Moling, al quale durante l’evento abbiamo potuto fare alcune domande.

Come nasce l’idea di questo progetto e perché è innovativo?
STLOPUN nasce da una ricerca scientifica che ho svolto per la mia tesi di laurea alla Rome Business School’s International Master in Tourism and Hospitality Management.
L’idea alla base del progetto non è quella di offrire una semplice visita guidata accompagnata da una degustazione, ma sperimentare un’esperienza culturale interdisciplinare. Il percorso si struttura attorno a quattro opere appositamente selezionate, che vengono liberamente interpretate attraverso altri linguaggi. La comprensione profonda del messaggio delle opere scelte e la conoscenza degli artisti coinvolti diventano il punto di partenza verso pratiche di contaminazione culturale in grado di rendere questa esperienza ricca, stratificata e accessibile a vari tipi di pubblico.
Innescando anche un processo che aiuterà l’intero asset di SMACH a diventare una vera e propria destinazione, aumentando visibilità, interazioni con il parco, nuove partnership e infine sostenibilità finanziaria a lungo termine.

STLOPUN, Upcycling Band. Ph. SMACH

Come si struttura STLOPUN?
L’evento si struttura in due momenti strettamente connessi tra loro. Nella prima parte i partecipanti sono accompagnati attraverso il parco della Val d’Ert in un percorso in quattro tappe in cui le opere sono intese come stazioni narrative che si prestano all’interpretazione degli altri ambiti di ricerca.
Per esempio la musica ha un ruolo fondamentale nel creare un paesaggio sonoro integrato al percorso, proponendo un’esperienza musicale di grande sperimentazione. Grazie alla collaborazione con musicisti locali della Upcycling Band di Max Castlunger, che utilizza strumenti e materiali riciclati o naturali, il suono apre a nuovi livelli interpretativi. Anche gli aspetti enogastronomici naturalmente sono fondamentali in questo percorso e sono curati da Jan Clemens Wieser e Paul Halmagean, sommelier e chef del Cocun Cellar Restaurant / Hotel Ciasa Salares, e dallo chef Mattia Degli Innocenti, chef del The Social Hub Firenze.
STOPLUN termina con una cena condivisa, un momento conclusivo in cui tutti i gruppi che hanno partecipato all’evento si ritrovano sul prato del maso, la struttura architettonica tipica delle nostre valli, e attorno al fuoco si forma e si consolida questa nuova piccola comunità, nata dalla condivisione di un percorso unico, dal dialogo innescato dall’arte e dal desiderio di scoperta di sé, degli altri e del territorio.

STLOPUN. Ph. SMACH

Mi affascina l’idea che STLOPUN sia progettato come una sorta di viaggio che dalla scoperta di sé porta fino alla creazione di una comunità.
Sì, le opere scelte vogliono accompagnare i partecipanti in un viaggio di scoperta di sé e del gruppo, attraverso i temi proposti dalle opere d’arte e reinterpretate dagli altri linguaggi.
La prima opera è Fragile as a Rainbow di Xinge Zhang & Jiaqi Qiu e avvia il percorso con il tema della fragilità e delle emozioni. Si passa infatti attraverso un’installazione monumentale di archi a cui le due artiste cinesi hanno associato colori diversi senza però specificare le corrispondenze tra colori e sensazioni. Attraversare quest’opera significa quindi accettare di compiere una sorta di rito iniziatico che dall’introspezione porterà sempre di più ad aprirsi verso gli altri e a creare connessioni e comunità.

Xinge Zhang & Jiaqi Qiu, Fragile as a Rainbow, 2021. Ph. Gustav Willeit

Quali sono le altre opere selezionate?
Il percorso esplora poi il tema della casa (da intendersi come heimat) attraverso Ciasa di Conor McNally, un’opera che crea l’immagine archetipica della casa e che, usando una semplice linea, evoca i concetti di accoglienza, ospitalità e cura di sé e degli altri. Si prosegue con Foresta nera di Gaia Lionello che crea diciannove ceppi neri in vetroresina e li dispone in un’innaturale forma triangolare per portarci a riflettere sul tema della percezione e della trasformazione.
L’ultima opera è Terminus di Stefano Cagol, una pietra in vetroresina che si integra perfettamente con l’ambiente naturale in cui è inserita e che ci interroga sull’idea di confine e di limite.

Conor McNally, Ciasa, 2019. Ph. Gustav Willeit

Trovo che questa connessione tra arte, territorio e identità ladina sia un aspetto fondamentale per STLOPUN e in generale per tutte le attività promosse da SMACH.
Sì, questo è un aspetto fondamentale che contraddistingue SMACH sin da quando è stato fondato nel 2012. I fondatori volevano portare l’arte contemporanea fuori dalle gallerie e avvicinarla al territorio, permettere a queste pratiche di intrecciarsi con la vita delle persone e con la realtà viva e complessa della Val Badia. Tutte le opere promosse da SMACH sono ideate non solo nel rispetto dell’ambiente, ma anche della storia e delle peculiarità culturali ladine.
Nel corso degli anni SMACH è cresciuto, ampliando moltissimo il progetto, ma il valore della comunità, il legame con il territorio, la storia e l’identità ladine rimangono aspetti fondativi e orientativi del nostro intero lavoro, che segue i valori della Convenzione di FARO.

Stefano Cagol, Terminus, opera installata sulla cima del Monte Muro in Alto Adige. Ph. Gustav Willeit

SMACH
Str. Tor 65, San Martin de Tor (BZ)

Info: +39 349 2150164
info@smach.it
www.smach.it
Informazioni e aggiornamenti su STLOPUN: www.smach.it/stlopun

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