Auty, Autogestione. Revival e progetto, 1975, tecnica mista e collage su carta, 24x34 cm

Filippo Auti alias Auty. Un artiere irregolare

FAENZA | Galleria Comunale D’arte della Molinella | Fino al 4 ottobre 2026

La mostra in corso negli spazi Galleria Comunale D’arte della Molinella a Faenza intende far conoscere e valorizzare la figura di Filippo Auti detto Auty (Faenza 1934 – Milano 2007), artista romagnolo dalla vita errabonda e disperata, trascorsa on the road, e sino a oggi quasi completamente sconosciuto o dimenticato nella sua città natale. I lavori esposti provengono principalmente dalla raccolta privata di opere di Auty realizzata da Enzo Biffi Gentili, storico e critico delle arti applicate torinese ma di famiglia d’antica origine faentina, e recentemente da lui donata all’Associazione ex allievi del Liceo Torricelli, che l’artista aveva frequentato dal 1949 al 1953.

Auty, La morte viene da lontano, 1975, tecnica mista e collage su carta, 48x34cm

Filippo Auti è figlio di genitori ignoti, e viene affidato all’Orfanotrofio maschi di Faenza. Una storia da romanzo d’appendice. Fin dalla fine Anni ’50 ha vita raminga, praticamente senza fissa dimora, tra Bologna, Roma, Parigi, e poi a Milano, dove si stabilisce. Nelle due ultime città fiorisce la sua arte del disegno, sempre ostinatamente distante da luoghi deputati come le gallerie: il mercato delle sue opere è la strada, sovente di notte, e diviene personaggio caratteristico di Brera, il quartiere storicamente più artistico di Milano.

Enzo Biffi Gentili ricorda che «le vendite dei suoi artefatti a bassissimo prezzo, a uno o a due euro, si trasformavano in performance dal violentissimo linguaggio antifrastico, intellettualmente spiazzante, per alcuni perturbante. Al proposito è visibile su You Tube un video realizzato tre anni prima della sua morte: Il suo umorismo nero e il suo ductus grafico sovente “selvaggio” ne fecero il re degli artisti “minori” meneghini». Fra i suoi ammiratori e sostenitori, vi era Bettino Craxi, nonostante Auty gli fosse politicamente avverso. Auty morì per infarto, nel 2007, a 73 anni. Dall’inizio del ventunesimo secolo, la sua reputazione artistica aveva iniziato a consolidarsi perché personaggi di rilievo in ambito culturale ne riconoscono il talento, considerandolo un maestro anche per le giovani generazioni creative. È il caso di Ivan Manuppelli fumettista underground milanese oggi divenuto autore delle edizioni 24 ORE Cultura, che lo invitò a collaborare alla sua rivista “The Artist” fondata nel 2001. Di Ivan Hurricane saranno esposti in mostra sei lavori ispirati dall’opera di Auty.

«Auty è un outsider ma très cultivé» dichiara ancora Enzo Biffi Gentili, e la mostra sipropone di dimostrarlo, a partire da composizioni grafiche degli Anni ‘70 eseguite secondo le tecniche del fotomontaggio e del collage. «La loro importanza riguarda anche la maggior riconoscibilità, rispetto ad altri “periodi”, di fonti, citazioni e colleganze artistiche» prosegue Biffi Gentili, e ancora: «tra le suggestioni storich esono certe quelle di John Hearthfield e il dadaismo; di Aleksandr Rodčenko e il costruttivismo; del più vicino Nouveau Réalisme; tra le interferenze coeve quelle con Lamberto Pignotti e la poesia visiva fiorentina; con Winston Smith, graphic anarchist caposcuola della Montage art USA.
Ma tutta l’opera di Auty esibisce referenze alte. È un erede dell’espressionismo più radicale e politicizzato. Otto Dix è un suo mito, e un capolavoro del pittore tedesco, I giocatori di skat del 1920, con quei militari sfigurati emutilati e le loro placche e protesi e membri pendenti è forse tra le cause dell’ossessione di Auty per i trapianti d’organo e del suo interesse morboso per Frankenstein e “superominidi”. Si potrebbe ipotizzare che queste sue ossessioni siano state indotte dalla visione dei fatti a pezzi dai bombardamenti che colpirono l’Orfanotrofio faentino nel 1944».

Auty, Senza titolo (90 gradi), 1989, tecnica mista su cartoncino, 70×50 cm circa

Le opere donate all’Associazione ex Allievi del Liceo Torricelli esposte in mostra sono oltre cinquanta tecniche miste su carta di vari formati – realizzate da Filippo Auti nell’ultimo quarantennio del secolo scorso, che Enzo Biffi Gentili ha raccolto in circa un lustro di ricerche in Italia. La donazione è stata così motivata dal critico: «Ho pensato che il risarcimento artistico e morale da riconoscere a Filippo Auti sarebbe stato esemplare con il ritorno dei suoi lavori tra gli ex allievi, e gli attuali, del Liceo che frequentò. Atto di liberalità, come si suol dire, che compio molto volentieri anche perché tra gli ex Allievi del Torricelli di Faenza sono iscritti Ugo Biffi Gentili, mio prozio, maturato nell’anno scolastico 1887-1888 e Giovanni Biffi Gentili, mio nonno, maturato nell’anno scolastico 1896-1897».
Il donatore ha autorizzato l’alienazione di alcune opere al fine di cofinanziare la realizzazione della mostra; l’importo eventualmente eccedente le spese e lavori importanti di Auty saranno donati alla Biblioteca Manfrediana così duramente colpita dall’esondazione del Lamone nel maggio 2023. Una scelta compiuta a ragion veduta, anche perché la Manfrediana era il luogo prediletto da Auty per le sue bizzarre ricerche tanatologiche, sulla morte e sull’immortalità, che conduceva in giovane età.
Il Comitato Esecutivo per l’organizzazione della mostra-omaggio ad Auty, composto da Antonio Nannetti, Stefano Drei e Giorgio Assirelli dell’Associazione ex Allievi del Liceo Torricelli, ha potuto realizzare i progetto anche grazie al supporto del Sindaco di Faenza Massimo Isola e dello storico patron del MEI Meeting delle Etichette Indipendenti Giordano Sangiorgi.

Filippo Auti alias Auty
uN artiere IRREGOLARE
Mostra ideata e curata da Enzo Biffi Gentili, storico e critico d’arti applicate
Organizzazione a cura dell’Associazione ex Allievi del Liceo Torricelli in Faenza
allestita su progetto dell’architetto Vincenzo Lega

19 settembre – 4 ottobre 2026

Dal 3 al 4 ottobre 2026 la mostra è evento collaterale ufficiale del MEI Meeting degli Indipendenti, la nota manifestazione musicale dedicata alle produzioni discografiche indipendenti ed emergenti italiane.

Galleria Comunale D’arte della Molinella
Voltone della Molinella 2, Faenza

Orari: Aperture mattutine (10.00 – 12.30): 20, 26, 27 settembre e dall’1 al 4 ottobre 2026
Aperture pomeridiane (16.00 – 19.00). Tutti i giorni dal 20 settembre al 4 ottobre 2026

Info:  Giorgio Assirelli – aptus55@gmail.com | +39 3386788393

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