Prende il via la VI edizione del Premio Osvaldo Licini by Fainplast, il Premio ispirato alla figura visionaria di Osvaldo Licini che nasce con l’obiettivo di sostenere e promuovere la ricerca pittorica contemporanea, valorizzandone gli studi più attuali e premiando gli artisti che ne rinnovano in modo significativo il linguaggio.
Sono stati annunciati i sei artisti selezionati per l’anno 2026, che sono: Thomas Braida, Cecilia De Nisco, Pesce Khete, Alessandro Roma, Caterina Silva, Michele Tocca.

Questa rosa di artisti è stata scelta grazie alla partecipazione di una rete diffusa di esperti del contemporaneo — tra curatori, critici, direttori di museo, collezionisti e artisti — provenienti da tutta Italia. Ogni partecipante ha espresso in autonomia due segnalazioni, secondo criteri di merito e indipendenza. Le segnalazioni sono state raccolte in forma riservata e anonima, senza che i partecipanti conoscessero l’identità degli altri coinvolti nel processo, a garanzia di un approccio pluralista, meritocratico e trasparente. La somma dei voti ha determinato i nomi degli artisti riconosciuti quest’anno.
In autunno sarà annunciato il nome dell’artista che, avendo ottenuto il maggior numero di segnalazioni, realizzerà una mostra personale presso la Galleria d’Arte Contemporanea Osvaldo Licini di Ascoli Piceno.

Istituito nel 2021, il Premio Osvaldo Licini by Fainplast promosso dall’Associazione Arte Contemporanea Picena insieme a Fainplast, main sponsor della rassegna, in sei edizioni ha coinvolto quasi 250 professionisti del settore — tra curatori, critici, direttori di istituzioni, giornalisti e collezionisti — raccogliendo quasi 400 segnalazioni. Da questo processo sono emersi 30 artisti selezionati, eccellenze dell’arte italiana e internazionale. Il Premio si è affermato nel tempo come un punto di riferimento per l’individuazione delle pratiche più innovative nella pittura contemporanea e per la costruzione di una rete attiva tra artisti, curatori, istituzioni e pubblico.
Andrea Valentini, Presidente dell’Associazione Arte Contemporanea Picena, dichiara: “Il Premio Osvaldo Licini non si esaurisce nella scelta degli artisti e nella proclamazione del vincitore, ma si sviluppa come un percorso continuo lungo tutto l’arco dell’anno. Si parte dalla selezione degli artisti, attraverso gli inviti rivolti a importanti professionisti del mondo dell’arte, e si prosegue con attività rivolte agli associati e alla cittadinanza, per avvicinarli all’arte contemporanea, alla figura di Licini e alla pittura italiana: presentazioni, cataloghi, residenze d’artista e altri appuntamenti. La qualità degli artisti selezionati negli anni, grazie al coinvolgimento di importanti professionisti italiani, ha reso il Premio sempre più riconosciuto e quest’anno, con grande piacere, avremo sei artisti selezionati”.

Roberta Faraotti, che insieme al fratello Daniele e al padre Battista è alla guida di Fainplast, main sponsor del Premio, aggiunge: “L’intuizione avuta nel 2021, nella creazione di un premio dedicato alla pittura contemporanea, è stata ripagata nel tempo dai risultati ottenuti, dai nomi autorevoli di artisti che sono entrati in connessione con la rassegna e dalle collaborazioni intessute con grandi istituzioni e musei sul territorio nazionale. Il percorso tracciato prosegue con l’edizione di quest’anno, che annovera nomi di grande prestigio che concorrono alla crescita del premio”.
Gli artisti selezionati
Thomas Braida porta avanti una ricerca pittorica che nasce da stimoli eterogenei, dalla mitologia alla cultura popolare fino a un’estetica trash e di scarto. Il suo linguaggio, di matrice espressionista e venato di ironia grottesca, intreccia riferimenti alti e bassi, letterari e visivi, in un realismo straniante e magico. Braida concepisce la pittura come un atto di semplificazione della realtà e insieme come processo quasi alchemico, in cui colore, segno e soggetto convergono in un “click” improvviso di armonia. Ne risulta un’opera che rifiuta i piccoli mondi chiusi in favore di nuove strade, capace di far coesistere il grande e il piccolo formato e di generare realtà alternative più che documentare quella esistente.
Il linguaggio pittorico di Cecilia De Nisco parla attraverso sfocature intenzionali, ombre, grana e pixelazione, tutti mezzi per riflettere sulle fenomenologie del desiderio. La frammentazione, l’ostruzione della vista e lo sfocamento del fuoco fungono da strumenti per riflettere sulle complessità dei regimi affettivi e sulla costante negoziazione delle relazioni di potere intime. Giocando con il “rumore” visivo e con lo sguardo, l’artista crea immagini in cui desiderio e intimità attraggono ma allo stesso tempo sfuggono.

La pittura di Pesce Khete scaturisce da un continuo attrito tra controllo e abbandono. Khete lavora quasi sempre in una condizione fisica che esclude a monte la prospettiva d’insieme e che gli permette di procedere per gesti successivi. Questo sistema, che sembrerebbe istintivo e gestuale, nasce in realtà da un metodo estremamente controllato, fatto di regole autoimposte, tempi limitati e porzioni di spazio ridotte. Ne emerge un rapporto strettissimo tra pittura e memoria involontaria, per cui immagini, citazioni d’arte e frammenti autobiografici riemergono sulla superficie senza essere mai cercati, e vengono poi “isolati” per non trasformarsi in racconto.
La ricerca di Alessandro Roma è caratterizzata da un approccio pittorico predominante, frutto della sua formazione accademica e dell’attività giovanile. Di recente, Roma ha indagato diverse tecniche, esplorando la fusione, la stampa su tessuto, la ceramica e il collage. Ciò ha portato a un repertorio completamente nuovo di paesaggi interiori, derivanti sia da esperienze reali che da fonti letterarie, che trasforma la sua immaginazione in qualcosa di tangibile e accessibile allo spettatore.

Caterina Silva costruisce il proprio linguaggio artistico attorno a una radicale esplorazione dei limiti del linguaggio e della rappresentazione. Le sue opere prendono forma a partire da un alfabeto personale, in continua evoluzione, fatto di forme distintive e non figurative, che rifiutano ogni chiusura formale per aprirsi invece a spazi di ambiguità, silenzio e resistenza a un significato fisso. Attraverso questo processo, l’artista mette in crisi le strutture di potere che di solito legano il linguaggio all’autorità e al controllo. Lo fa con una pennellata astratta e fortemente gestuale, con cui esplora il potenziale di mezzi di comunicazione non codificabili né recuperabili da altri per fini di controllo.
Michele Tocca porta avanti una pratica defilata ma risoluta, radicata nel rapporto intimo con i luoghi, gli ambienti domestici e il camminare. Dipinge dal vero, quasi sempre fuori dallo studio, in una condizione di vulnerabilità che espone la pittura alle cadenze e alle circostanze del mondo fisico. Scarna, tattile, fatta di gesti elementari e misurati, la pittura di Tocca ritorna su fenomeni ricorrenti ma mai identici, che esistono soltanto nel momento in cui accadono: i cambi di luce, il tempo atmosferico, le formazioni organiche, le tracce minime di attività ordinarie. Nelle loro variazioni infinitesimali, queste circostanze non diventano mai soggetto dei dipinti, ma costituiscono le condizioni stesse del loro farsi.

I professionisti del contemporaneo che hanno selezionato gli artisti sono: Paola Angelini, Andrea Barzaghi, Raffaele Bedarida, Ilaria Bonacossa, Paola Bonani, Elena Bordignon, Camilla Bruni, Marino Capretti, Barbara Casavecchia, Elia Castello, Luca Cerizza, Caliandro Christian, Adelaide Cioni, Stefano Coletto, Eva Comuzzi, Mauro Covacich, Davide Daninos, Michele Dantini, Flavio De Marco, Sara Dolfi Agostini, Adrienne Drake, Piero Ducci, Roberta Faraotti, Milovan Farronato, Matteo Fato, Marta Federici, Fabio Frasca, Federico Giannini, Sebastiano Impellizzeri, Denis Isaia, Andrea Lombardinilo, Angela Maderna, Beatrice Meoni, Paola Nicolin, Luigi Presicce, Emanuela Pulvirenti, Leonie Radine, Andrea Salvino, Alessandro Scarabello, Massimiliano Scuderi, Marco Senaldi, Marta Silvi, Alex Urso, Italo Zuffi.
Info:
www.premiolicini.org



