"Carlos Carlé e il grande gres. Dodici artieri ad alta temperatura". Opere di: Cognet, Ardini, Carlé, Castellano, Carlé, Lorenzini. Centro Esposizioni del MuDA di Albissola Marina (SV). Ph. Claudio Pagnacco

Carlos Carlé e il grande gres ad Albissola. Storie di fuoco, terra e creatività

ALBISSOLA MARINA (SV) | MuDA | 6 giugno – 7 settembre 2025

di FRANCESCA DI GIORGIO

Nella storia delle Albisole, l’immagine e la cultura locali sono state profondamente influenzate dalla memoria degli artisti che, come i futuristi, hanno lavorato con maestria con gli artigiani del territorio, contribuendo a cambiare la scena della ceramica a livello internazionale. Tuttavia, questa narrazione spesso ha messo in ombra figure altrettanto significative, come quella di Carlos Carlé (Oncativo, Argentina, 1928 – Savona, 2015).

A dieci anni dalla sua scomparsa, la mostra Carlos Carlé e il grande gres. Dodici artieri ad alta temperatura, a cura di Enzo Biffi Gentili, allestita fino al prossimo 7 settembre al Centro Esposizioni del MuDA di Albissola Marina, si presenta come un’occasione preziosa per riscoprire e rivalutare l’opera di uno dei più significativi scultori ceramisti del Novecento. Promossa dalla Fondazione Museo della Ceramica di Savona nell’ambito del Festival della Maiolica – che si è svolto dal 6 al 8 giugno nei quattro comuni della Baia della Ceramica – questa esposizione si configura come un vero e proprio saggio plastico-visivo, capace di intrecciare storia, tecnica e poetica in un percorso che attraversa territori e culture diverse.

“Carlos Carlé e il grande gres. Dodici artieri ad alta temperatura”. Opera: Olivia Cognet, Totem. Centro Esposizioni del MuDA di Albissola Marina (SV). Ph. Claudio Pagnacco

Al centro della mostra si trova il gres, materiale raro e affascinante, che Carlé ha elevato a vera e propria materia poetica. La sua dichiarazione, “Noi ceramisti abbiamo la possibilità di creare la nostra materia”, sintetizza l’approccio innovativo e personale dell’artista, che ha dedicato tutta la vita alla sperimentazione di questa sostanza resistente al calore estremo. La sua esperienza, iniziata nelle fabbriche di refrattari in Argentina e proseguita in Italia e in Europa, si traduce in un’arte che unisce abilità artigianale e sensibilità artistica, incarnando quella “nuova idea di arte applicata” che il curatore sottolinea.

“Carlos Carlé e il grande gres. Dodici artieri ad alta temperatura”. Opere: Carlos Carlé, Caja (1971), e Danilo Trogu, Edificio primo (2016). Centro Esposizioni del MuDA di Albissola Marina (SV). Ph. Claudio Pagnacco

Emigrato in Italia negli Anni ’60, Carlé intraprese un percorso inverso rispetto a quello della sua famiglia, che era partita dal Piemonte per stabilirsi in Argentina. Arrivato ad Albissola Marina nel 1966, si trovò immerso in un contesto ricco di ricordi e presenze di artisti come Fontana, Jorn, Matta, Baj e Lam, protagonisti dell’età d’oro della ceramica e dell’arte moderna. La sua presenza in questo ambiente rappresentò un ponte tra diverse culture e tradizioni artistiche.
Arrivato nel 1966 ad Albissola Marina, dicevamo, Carlé non è stato solo un visitatore o un artista in transito ma è diventato parte integrante di quella comunità di creativi, condividendo passioni, tecniche e visioni con gli artigiani e gli artisti locali. Durante i suoi anni ad Albissola, Carlé ha stretto amicizia con figure di spicco come Wilfredo Lam, con cui ha condiviso non solo il lavoro, ma anche un profondo rispetto e una reciproca ispirazione.
Con la sua sensibilità internazionale e prospettiva innovativa, Carlos Carlé, insieme ad altri artisti e artigiani di Albissola, ha contribuito a far crescere la fama di questa piccola ma importante comunità, portando nuove tecniche e idee che si sono fuse con la tradizione locale. Arrivato come ceramista già ben formato, Carlé si distinse dagli artisti locali per il suo approccio più scultoreo e per le sue tecniche che si discostavano da quelle tradizionali dell’artigianato albisolese. Per gli artisti albissolesi Carlé è stato più di un maestro: è stato un amico, un mentore e un esempio di come l’arte possa essere un linguaggio universale capace di unire culture e generazioni.

“Carlos Carlé e il grande gres. Dodici artieri ad alta temperatura”. Opera: Carlos Carlé, Pilastro e Megalito (1989). Centro Esposizioni del MuDA di Albissola Marina (SV). Ph. Claudio Pagnacco

È anche per questo che, in pieno spirito di dialogo, in mostra al MuDA troviamo anche dodici artisti nati tra gli anni Venti e gli anni Ottanta del ’900 in importanti luoghi della ceramica: Carlo Zauli (1926-2002), Nanni Valentini (1932-1985), Franco Bucci (1933-2002), Emidio Galassi (1944), Sandro Lorenzini (1948), Adriano Leverone (1953-2022), Danilo Trogu (1956), Roberto Castellano (1969), Simone Negri (1970), Marta Palmieri (1973), Olivia Cognet (1983), Francesco Ardini (1986). Artieri, come li definisce il titolo stesso della mostra: un termine che, nella visione di Biffi Gentili, esprime l’unione tra abilità artigianale e sensibilità artistica caratteristiche di queste figure capaci di incarnare una nuova idea di arte applicata.

Tornando al cuore del titolo e alla materia prediletta da Carlé, quel “grande gres” evoca un’intera costellazione di sue sculture: forme grandiose, monumentali, che sembrano affiorare da un tempo remoto, come megaliti, menhir, dolmen, o muri antichi nati dalla terra e dalla memoria. È una dimensione essenziale della sua arte – esaltata in mostra anche dalla collaborazione con lo studio Peluffo & Partners – che non si nutre soltanto dell’eco di scultori visionari come Kengiro Azuma, Isamu Noguchi, Shamaï Haber o Rainer Kriester, ma nasce anche da un amore profondo per le radici del mondo: per le vestigia archeologiche del Sudamerica, sua terra d’origine, e per la Liguria neolitica, tra il vento del Ponente e la luce di Provenza. Un dialogo silenzioso tra pietra e tempo. La scelta di mettere in evidenza le sue sculture monumentali, ispirate a archetipi e simboli ancestrali, sottolinea una delle possibili funzioni dell’arte: ponte tra le culture e le epoche, unendo il passato remoto alle istanze contemporanee.

“Carlos Carlé e il grande gres. Dodici artieri ad alta temperatura”. Opera: Carlos Carlé, Tótem (Studio per i Megaliti di Barge). Centro Esposizioni del MuDA di Albissola Marina (SV). Ph. Claudio Pagnacco

 

Carlos Carlé e il grande gres. Dodici artieri ad alta temperatura
a cura di Enzo Biffi Gentili
Progetto realizzato da Fondazione Museo Della Ceramica di Savona Onlus, Comune di Albissola Marina

Nell’ambito di Festival Della Maiolica | Savona, Albisola Superiore, Albissola Marina, Celle Ligure, 6 – 8 giugno 2025
Con il sostegno di Fondazione De Mari CR Savona, Fondazione Cento Fiori
Con il patrocinio di Fondazione Giuseppe Mazzotti 1903, Parco Del Beigua – UNESCO Global Geopark

6 giugno –  7 settembre 2025

Centro esposizioni MuDA – Museo Diffuso Albisola, Albissola Marina

Orari: da martedì a domenica, ore 10-12 e 17-19

volume collana MuDA Books di Vanillaedizioni

PRESENTAZIONE VOLUME:
Giovedì 17 luglio ore 21.00

Circolo degli Artisti Piazza Pozzo Garitta, Albissola Marina (SV)
Ingresso libero
Intervengono: Gianluca Nasuti (Sindaco di Albissola Marina), Luca Bochicchio (direttore scientifico Fondazione Museo della Ceramica di Savona Onlus), Enzo Biffi Gentili (curatore della mostra e del volume), Daniele Panucci (assistant curator)

Info: www.museodiffusoalbisola.it/index.php/sedi/centro-esposizioni
www.festivaldellamaiolica.it

Condividi su...