Veduta della mostra Matteo Costanzo. “CTRL+Z”. Ph Matteo Costanzo

Matteo Costanzo a Macerata. Barocco apocalittico

MACERATA | Musei Civici Palazzo Buonaccorsi | Fino al 29 marzo 2026

di VALERIA CARNEVALI

Accedere alle sale del piano nobile di Palazzo Buonaccorsi, prestigiosa sede espositiva della rete museale maceratese, può essere in questo momento un’esperienza straniante e disarmante: lo shock visivo è parte del percorso che compie lo spettatore, come lo è l’effetto di disorientamento, virtuosa risultante dell’innesto tra le nuove opere di Matteo Costanzo (Roma, 1985) e gli ambienti delle storiche sale, connotate dallo stile barocco, ridondante e pletorico per sua natura, e proprio per questo atmosfera ideale che abbraccia e completa il progetto.

Il lavoro presentato per l’assegnazione del Premio Pannaggi nell’edizione del 2025-26, conferma le tematiche e la ricerca estetica che l’artista pesarese d’adozione porta avanti da tempo: l’osservazione critica delle dinamiche del presente, l’effetto incontrollato della comunicazione mediatica sulla società, la riflessione sul divenire collettivo secondo una personale visione teleologia che parte dalla politica e si sviluppa nel procedere della Storia, in una peculiare sintesi tra poesia visiva e arte generativa che produce monolitiche ma sfaccettate creazioni tridimensionali, non quadri né sculture, ma oggetti autoportanti e autosignificanti, inseriti in un spazio estraneo che riesce ad accoglierli con sorprendente continuità.

Veduta della mostra Matteo Costanzo. “CTRL+Z”. Ph Matteo Costanzo

Continuità che si percepisce sin dall’inizio del percorso, in cui una semplice modifica della sede espositiva converte l’ambiente museale in uno spazio immersivo, ed è la curatrice stessa, Paola Ballesi, a spiegarcelo: “Nel progetto site-specific abbiamo trasformato la veranda di Palazzo Buonaccorsi in una specie di caverna attraverso l’applicazione di stickers sulle vetrate, una caverna nella quale si respira il caos mediatico della realtà che ci circonda, una sorta di trappola divisiva, un sensibilissimo dispositivo per cogliere il clima del nostro tempo, clima affidato ad una comunicazione multimediale, visuale, verbale usa e getta; è lo zeitgeist del nostro tempo, usare le immagini per consumarle e buttarle via. Da qui il titolo CTRL+Z, che è il comando che si usa nel computer per cancellare quanto ormai è stato consumato, e che va conferito nella discarica, nel pozzo senza fondo di internet.“

Veduta della mostra Matteo Costanzo. “CTRL+Z”. Ph Matteo Costanzo

Matteo Costanzo crede in quella che possiamo definire come una chiamata etica, una presa di responsabilità per chi è artista: egli vede la volontà di indagare la circostanza in cui si trova il mondo come un percorso obbligato per chi concepisce e produce arte. Chiarissime le sue parole, raccolte in conversazione in seguito alla visita alla mostra:

“Quello che mi ha mosso fin dall’inizio sono due macroargomenti: il selvaggio e il fallimento. Queste due ossessioni mi perseguitano da sempre: il selvaggio come ciò che è inatteso tra ciò che è addomesticato e ciò che rimane selvatico e il fallimento come quel qualcosa che ci permette di apprendere, di proseguire, di fare esperienza. Senza il fallimento non avremmo alcun principio pedagogico.”

La poetica del fallimento ribalta un concetto negativo in qualcosa di positivo e di stimolante, e non si percepiscono, in effetti, messaggi di ineluttabilità o di distopia, quanto piuttosto di rielaborazione del vissuto comune e sistemazione del caos. La tecnica rispecchia questa attitudine: le grandi opere tridimensionali, composte da tanti elementi avvicinati tra loro, ricordano molto la poesia visiva che aveva un forte ruolo negli anni Settanta. Sembra che Matteo prenda il passato dell’arte per riempirlo di presente, approfondendolo in maniera trasversale, salvando ciò che sente filologicamente più prossimo. I suoi monoliti, metaforiche rovine che rendono le sale di Palazzo Buonoccorsi uno scenario preapocalittico, si esprimono come sculture ma sono creazioni generate dalla casualità: le immagini che le compongono non sono scelte, ma utilizzate come materiale primigenio così come arrivano a qualsiasi componente dell’umanità che si trova ad essere pubblico di questo grande rumore visivo. Lo spaesamento visivo e concettuale è un effetto intenzionale ed immaginifico: nelle parole di Matteo è una “crasi tra mimetico e metamorfico”, è simbiosi tra l’architettura dell’esistente e intervento estetico.

Veduta della mostra Matteo Costanzo. “CTRL+Z”. Ph Matteo Costanzo


Matteo Costanzo. “CTRL+Z”
vincitore della VIII edizione del Premio Pannaggi/Nuova Generazione 2025
a cura di Paola Ballesi

Fino al 29 marzo 2026

Musei Civici Palazzo Buonaccorsi
Via Don Minzoni 24, Macerata

Orario: martedì-domenica 10-13/15-18.30

Info: +39 0733 256 361

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