MACERATA | Biblioteca Mozzi Borgetti | Fino al 10 gennaio 2027
di MARINA DACCI
La complessa operazione espositiva Expositio Mundi – la mostra come medium – organizzata dal Comune di Macerata e supportata da una complessa rete istituzionale e privata – ha trovato casa in tre spazi espositivi: Palazzo Bonaccorsi, Sferisterio e Biblioteca Mozzi Borgetti.
L’obiettivo dell’intera operazione è stato quello di porre in dialogo e valorizzare il patrimonio locale e le relazioni col territorio che hanno trovato a mio parere il più felice sposalizio nel progetto Le Survivances di Laura Paoletti all’interno della Biblioteca civica.

Senza scomodare Didi Huberman e Warburg le immagini del passato continuano qui a riaffiorare e esercitare la loro forza visiva nel tempo.
Così le carte e gli antichi volumi di botanica, astronomia, mitologia nelle scaffalature di questo splendido edificio, al tempo collegio gesuitico nel XVI secolo, riprendono naturalmente vita, si riaccendono in dialogo con le opere dell’artista.
Da sempre la ricerca di Laura Paoletti prende avvio dalle letture di testi di narrativa, poesia, mitologia che l’artista esprime visivamente col disegno e con l’acquerello. Le immagini che ne scaturiscono appaiono in bilico tra sogno e realtà, tra passato e presente evocando fragilità dell’esistenza umana in rapporto alla magnificenza della natura. Così, le sue opere – che in questa mostra sono gemmazioni su tempo, metamorfosi, miti celesti, figure letterarie, casa come corpo vivente – si depositano nelle sale in rapporto con testi sapienziali e letterari conservati nella biblioteca. Il risultato è un’amplificazione vicendevole anche grazie a uno scambio proficuo e profondo tra l’artista e la responsabile scientifica Laura Mocchegiani che dichiara: “Les Survivances ha attraversato le stratificazioni di questo luogo come una luce obliqua, rivelando ciò che era già lì, in attesa”. Dunque Paoletti si è messa in ascolto dello spazio e in dialogo profondo con chi questo spazio lo gestisce.
L’obiettivo generale di indagare la nascita e lo sviluppo di una mostra come dispositivo culturale per una pratica di alfabetizzazione e conoscenza pubblica trova nel progetto di Laura Paoletti un affondo preciso: l’esposizione si genera mentre accade e in cui lo sguardo di un’artista di oggi si misura con un enorme archivio di immagini, resilienti al tempo, conferendo loro nuova vita.
Il percorso di mostra si sviluppa in cinque sale in cui, come in un dedalo, l’itinerario del visitatore passa dal buio alla luce, dalla terra al cielo, dalla singola pianta all’ecosistema. Ogni sala ha un vestito installativo originale e curato che cattura in modi diversi lo sguardo.
Nella Galleria Traversa (la parte più antica) grandi specchiere riflettono una luce lunare e abbracciano due grandi Notturni di materia quasi impalpabile, creando un’atmosfera sospesa che avvolge il visitatore in una dimensione quieta e protetta.

Ed ecco poi l’ingresso nella Sala delle Costellazioni focalizzata sulle Sopravvivenze celesti. Orione, Cassiopea, Andromeda, Perseo sono disegnati da Paoletti su copertine di vecchi libri, in risonanza con testi dedicati al destino delle figure mitologiche del cielo antico, racconti di costellazioni nate dalla proiezione di corpi umani nel firmamento dopo la loro morte. Il dialogo è con opere dedicate all’astronomia, disciplina di cui la biblioteca conserva un fondo antico tra i più ricchi della regione. Tre cinquecentine fanno così da contrappunto: la Cosmografia di Apiano (l’opera astronomica più influente del Rinascimento); il Theatrum mundi et temporis di Gallucci e il De architectura di Vitruvio.

La sala centrale (Il Carro del Sole) viene nominata Sopravvivenze mutate in cui si fa spazio l’interesse dell’artista verso la poesia, la letteratura e il rapporto con il mare.
Sopravvivenze mutate ospita due teche quadrate che sono percorribili circolarmente dal visitatore. Qui trovano casa lavori sulla metamorfosi: la Storia di Psyche, Furia, Ocipete, tutte figure legate al movimento e alla trasformazione, alla perdita e al ricordo. Il controcanto antico è costituito dal testo di Aldrovandi (Monstrorum Historia), dall’incunabolo delle Metamorfosi di Apuleio, stampato nel 1469 e aperto sul momento del prodigio («Sume, Psyche, et immortalis esto»), dalle cinquecentine di Ovidio, testimoni del suo universo metamorfico.
Passando nella sala successiva si incontrano gli erbari storici della biblioteca (dal XV al XVII secolo) in relazione visiva con le tavole dell’Herbier dell’artista, posizionate in teche e negli scaffali della sala. Si connettono ai temi dell’oblio, dell’invisibilità e dell’incanto ad enfatizzare le meraviglie e ai segreti del mondo vegetale. Sono rappresentati la ninfea con rimandi all’Odissea di Omero, il papavero, l’orchidea, l’elleboro affiancato dall’antico Ortus sanitatis del 1511, l’iris, la mela selvatica che occhieggia a Sogno di una notte di mezza estate.

A chiusura del percorso la Sala della Sopravvivenza vitale che ospita in una teca in vetro e marmo la fusione in bronzo di una mano infantile che regge una rosa di Gerico, materia apparentemente inerte ma in realtà forma vivente, simbolo di rigenerazione. Il gesto è un segno di custodia e di offerta.
Nelle opere presenti nelle varie sale di Laura Paoletti protagonisti assoluti sono i bambini che, nella loro innegabile innocenza, sono portatori di una spontanea connessione con la memoria del mondo e della sua perpetua rinascita.
Le Survivances di Laura Paoletti
nell’ambito di EXPOSITIO MUNDI. La mostra come medium
a cura di Lorenzo Benedetti e Giuliana Pascucci
11 luglio 2026 – 10 gennaio 2027
Biblioteca Mozzi Borgetti, Macerata



