PIACENZA | XNL Piacenza | Fino al 5 luglio 2026
di ELEONORA BIANCHI
Era una notte buia e tempestosa…
No.
Era una giornata di sole, di quelle che arrivano appena prima di un temporale estivo, uno di quei pomeriggi caldi, fermi, con il cielo che si vede solo a pezzetti perché le nuvole lo nascondono quasi tutto. Di quelle giornate in cui il vento si alza senza riuscire davvero a rinfrescare niente, e la luce sembra troppo gialla per essere innocente. Pesanti cumuli di lana incombono sui nostri programmi della sera. L’azzurro resiste a fatica tra una nuvola e l’altra, mentre il cielo cambia colore continuamente: bianco, grigio, quasi nero. Come se stesse provando tutte le possibilità prima di decidere cosa diventare.
Da piccoli bastava una giornata così per farci restare per ore a guardare in alto. Ci si sdraiava sull’erba calda dei pomeriggi lunghi, si indicava il cielo con un dito appiccicoso di gelato e compariva di tutto: cani enormi, draghi stanchi, facce conosciute e continenti inesistenti. Nessuno si chiedeva se fosse reale. Bastava che, per un istante, somigliasse a qualcosa.

Poi, crescendo, gli occhi si abbassano. Ci abituiamo a guardare gli orari, i telefoni, le pozzanghere. Il cielo resta sopra le nostre teste come una lampada lasciata accesa in un’altra stanza, come un soffitto dato per scontato. Non lo guardiamo più, o meglio, lo guardiamo solo per capire se ci servirà l’ombrello.
A volte, però, anche nella più adulta e grigia disillusione, ci sono spazi che ci fanno tornare la voglia di stare con il naso all’insù a trovare le forme nelle nuvole. È il caso di Oltre le nuvole, mostra in corso negli spazi di XNL Piacenza. Qui le nuvole si comportano da nuvole. Si muovono, si fondono, si mescolano, attraversano i confini disciplinari con la nonchalance e la leggerezza che sanno avere solo loro.
Tutta l’esposizione è permeata da una luce che sembra arrivare da lontano, quella patina gialla che resta sui muri dopo certi temporali estivi, come un suono di sottofondo che attraversa le sale senza fermarsi mai davvero, come quelle forme che si lasciano riconoscere per un solo istante, il tempo necessario a credere di averle capite. Poi cambiano, si disfano, come certi pensieri quando si prova a trattenerli troppo a lungo.

E le nuvole in mostra, di certo, non stanno ferme. A volte sono bianche, a volte colorate, a volte sembrano quasi oggetti solidi e subito dopo si smentiscono. Nuvole di plastica, di fibra di vetro, cose che provano a farsi materia senza mai riuscirci del tutto. Ci sono nuvole di schiuma, leggere e instabili, come quelle di David Medalla. Ci sono quelle che non si dichiarano subito. Succedono nello spazio. La macchina del fumo di Jeppe Hein diventa, per l’occasione, una macchina di nuvole: l’aria si addensa, prende corpo, poi si svuota di nuovo, come se non fosse mai stata davvero occupata. Altre sono di ceramica, altre di tempera, altre ancora non hanno più una forma stabile: restano luce che cambia, o aria che si lascia attraversare. E per un attimo sembra che basti questo per chiamarle nuvole.
Sotto il filo bianco di quegli enormi gomitoli fluttuanti, infatti, si riuniscono ben venti artisti provenienti dai più diversi ambiti disciplinari. All’inizio viene spontaneo trovare nella mischia un senso, un filo logico, cercare di mettere ordine, di dare un nome alle cose che abbiamo davanti. È il nostro modo di non perderci. Ma dentro Oltre le nuvole i nomi sembrano durare pochissimo, come le forme delle nuvole al tramonto. E allora, quasi senza accorgercene, smettiamo di rincorrere le spiegazioni, ci fermiamo e basta.

Restiamo lì, come si resta sdraiati sull’erba in quelle sere, quando il cielo diventa così grande da far sembrare tutto il resto meno urgente, quando guardare in alto non è più una distrazione, ma una via gentile di opporsi alla fretta. Un piccolo, forse insignificante, atto di resistenza fatto di tempo perso bene.
Le nuvole, in fondo, non hanno mai spiegato niente a nessuno. Eppure continuiamo a cercarle con gli occhi. Forse perché non chiedono di essere comprese, solo attraversate, cercate, esperite. Come certi luoghi, certe estati, certe persone che passano nella nostra vita per poco tempo e restano comunque.
Oltre le nuvole / Beyond the Clouds
a cura di Chiara Gatti, Paola Pedrazzini, Gianmarco Romiti, con la partecipazione di Storyville
2 aprile – 5 luglio 2026
XNL Piacenza
Centro d’arte contemporanea, cinema, teatro e musica
via Santa Franca, 36, Piacenza
Orari: da martedì a giovedì dalle 14 alle 19; venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 20; aperture speciali: 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 4 luglio.
Intero €8; ridotto €5, per visitatori fra i 6 e i 25 anni, over 70 anni, insegnanti in attività, dipendenti Soprintendenze e MiC con tesserino; biglietto speciale scuole €2; gratuità per gli accompagnatori/insegnanti; biglietto famiglia €16; due adulti e fino a tre minori (fino ai 14 anni) biglietto gruppi (min 10 max 25 persone) €5 + eventuale costo visita guidata; gratuito: bambini fino ai 5 anni, alunni scuole d’infanzia che partecipano ai laboratori, accompagnatore scolaresche, persone con disabilità + 1 accompagnatore, guide turistiche con patentino e gruppo al seguito, giornalisti con tesserino, possessori tessera ICOM Italia.
Info: +39 0523 323534
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