Fuori dai confini della realtà. Tra Klee, Chagall e Picasso, veduta parziale della mostra, Musei Civici “Gian Giacomo Galletti”, Palazzo San Francesco, Domodossola (VB) Foto Elena Datrino

La libertà dell’immagine oltre la realtà, a Domodossola un dialogo tra i grandi maestri del Novecento

DOMODOSSOLA (VB) | Musei Civici “Gian Giacomo Galletti” Palazzo San Francesco | Fino all’11 gennaio 2026

di MATTEO GALBIATI

La verità incarnata nelle opere d’arte di alcuni artisti, che hanno operato nel pieno del Novecento, ha sempre vissuto in un territorio liminale, in uno spazio interstiziale peculiare in bilico tra identità figurale e immaginario astratto. Una certa riduzione archetipica delle visioni si è tradotta, in molti grandi maestri, in un costante sconfinamento tra queste due polarità riservandosi, così, la possibilità di definire narrazioni libere e ampliare costantemente il repertorio delle loro poetiche.

Fuori dai confini della realtà. Tra Klee, Chagall e Picasso, veduta parziale della mostra, Musei Civici “Gian Giacomo Galletti”, Palazzo San Francesco, Domodossola (VB) Foto Elena Datrino

Fuori dai confini della realtà. Tra Klee, Chagall e Picasso parlando di confini non è un caso sia inserita nell’ambito 5ª edizione dell’Esposizione Italo Svizzera è un’elegantissima proposta di lettura di queste tematiche e mette al centro delle riflessioni proprio il lirico poetare di autori i quali, sganciandosi spesso dal limite della realtà o ri-definendone le possibilità, hanno trovato risposte in tensioni spirituali, interiori, ideali, metaforiche per prodursi poi, con la sobria leggerezza della sintesi, in capolavori di rilevante valore iconico. Oltre ai nomi elencati nel titolo, aggiungiamo, sottolineandoli, anche quelli di Gastone Novelli, Osvaldo Licini, Roberto Sebastián Matta, Egidio Costantini, e Fausto Melotti che completano in mostra il novero di personalità molto diverse, ma sensibilmente affini, capaci di misurarsi, in questa messa a confronto, ricercata e storicamente e criticamente significante voluta dal curatore Antonio D’Amico supportato da Stefano Papetti e Federico Troletti, con il superamento dei confini della realtà quale decisa presa di posizione poetica, atto di libertà contro ogni passività percettiva.

Paul Klee, Baumgruppe, 1931, acquerello italiano su carta Ingres, 49.5 x 65 cm, Collezione privata Courtesy Nuova Galleria Morone, Milano

Uscire dai confini per tutti questi artisti non è stato mai un perdere contatto con il mondo, ma quanto riscriverlo da un punto di vista più vasto. La loro conoscenza e visione storica ed estetica riverbera in un progetto chiaro e nitido nelle sue coordinate di senso che arricchisce lo sguardo del visitatore spinto a indagare, scoprire, verificare di persona i principi su cui si fonda la mostra stessa. L’esposizione è un atto di esperienza che, attraverso il regalo della testimonianza di piccoli grandi capolavori che amplificano la lettura di percorsi di maestri già noti sorprendendo per un’inedita forza ed energia rappresentativa emancipata dalle loro stesse opere più iconiche, dà modo di comprendere e capire le istanze accolte dall’idea del progetto.

Fuori dai confini della realtà. Tra Klee, Chagall e Picasso, veduta parziale della mostra, Musei Civici “Gian Giacomo Galletti”, Palazzo San Francesco, Domodossola (VB) Foto Elena Datrino

I Musei Civici “Gian Giacomo Galletti” di Domodossola vedono, allora, compiuta una narrazione decisa e lucida nei riferimenti e nei rimandi che, con l’accurata ricercatezza di quanto esposto, sa farci riflettere sullo spazio liminale in cui l’arte e la sua percezione si fondono incontrandosi là dove il reale si incrina e lascia emergere l’immaginazione, il sogno, l’allucinazione, l’utopia, la gioia e ogni altro sentimento o sensazione che scaturiscono dal confronto con le opere esposte. Si comprende come certi moti d’animo e di pensiero abbiano, in questi autori, trovato facile approdo in riflessioni artistiche che, muovendosi su questa soglia di confine, hanno interrogato proprio i limiti di ciò che chiamiamo – o proviamo a chiamare – vero. Superare i confini della realtà non significa solamente evadere dal mondo tangibile, ma piuttosto trovare la ragione per indagare quelle sue zone d’ombra. Luoghi solo raggiungibili da stati di coscienza capaci di rendere, attivandoli con la volontà dell’immaginazione, visibile l’invisibile e plausibile l’indeterminabile.

Egidio Costantini su disegno di Jean Cocteau, Tre occhi, 1956, vetro trasparente azzurro soffiato a mano volante con pasta vitrea rossa, 41 (altezza) × 27 (diametro) cm Courtesy ED Gallery, Piacenza

La realtà acquisisce consistenze duttili e interpretabili e, così, disegni, dipinti, ceramiche e vetri, la reinventano attraverso una il-logica poetica singolare, capace sempre di trascenderla. Si comprende come questi linguaggi restino capaci ancor oggi di ampliare e allargare ulteriormente questi confini in cui lo spettatore non si trova più come comparsa secondaria, non è più semplice osservatore passivo, ma si fa parte attiva di un’esperienza percettiva che lo sospinge oltre la soglia del quotidiano.
Essere “fuori dai confini della realtà” non significa fuggire da essa, anzi è attraversarla; è la possibilità di scardinarne i limiti per scoprirne le feconde fratture e le densità dei vuoti. Questo progetto ci aiuta a seguire i desideri di artisti che, in questa prospettiva, hanno costruito tali varchi, hanno creato interferenze, hanno aperto inattesi spiragli di senso. Dobbiamo allora cogliere l’invito che ci viene fatto – da loro, ma anche dalla regia critica – a provare a decostruire l’idea stessa di realtà come dato fisso e immutabile. L’arte diventa il laboratorio in cui la verità si moltiplica, in cui il sogno si fa materia e la percezione si trasforma in atto critico. Come si diceva, uscire dai confini della realtà, in fondo, significa esplorare la libertà più profonda dell’immaginazione che è quella di risolvere l’utopia grande di riscrivere il mondo.

Fuori dai confini della realtà. Tra Klee, Chagall e Picasso
ideata e curata da Antonio D’Amico
con la collaborazione di Stefano Papetti e Federico Troletti
promossa da Comune di Domodossola
in partnership con Fondazione Angela Paola Ruminelli
prodotta da Museo Bagatti Valsecchi di Milano
con il patrocinio della Regione Piemonte
con il sostegno di Findomo s.r.l.
nell’ambito 5ª edizione dell’Esposizione Italo Svizzera

1 agosto 2025 – 11 gennaio 2026

Musei Civici “Gian Giacomo Galletti”
Palazzo San Francesco
Piazza Paola Angela Ruminelli 1, Domodossola (VB)

Orari: da giovedì a domenica 10.00-12.00 e 15.00-18.00; chiusure o aperture straordinarie saranno comunicate sul sito e i profili social di Facebook e Instagram (@palazzosanfrancesco)
Ingresso intero e fisso in caso di eventi in Museo €8.00; ridotto over 65, tesserati AMO €6.00; ridotto bambini/ragazzi da 6 a 19 anni, universitari, guide interpreti e accompagnatori turistici senza gruppo, scuole, accompagnatori diversamente abili €3.00; famiglia (genitori con almeno un figlio) €15.00; Gratis bambini fino 5 anni, diversamente abili con disability card, docenti accompagnatori classi scuole, guide turistiche dell’UE e interpreti turistici nell’esercizio della propria attività professionale; giornalisti; studiosi e ricercatori con esigenze attestate dalle istituzioni di appartenenza

Info: +39 338 5029591
info@museicivicidomodossola.it
www.museicivicidomodossola.it

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