Colombina Reloaded. Metamorfosi veneziana. Exhibition view ph Massimiliano Tuveri courtesy The Art Society

Colombina Reloaded. La casa che stava per diventare una colombina

VENEZIA | Casa Colombina | Fino al 15 marzo 2026

di FRANCESCO LIGGIERI

La casa a Venezia è un argomento serio. Sono almeno vent’anni che la politica abitativa è uno sfracello: qui lo sappiamo tutti, anche chi dice “la casa ai veneziani” e poi la affitta al turismo perché ci guadagna di più. Non è una novità.
Non lo è neanche usare l’abitazione come luogo per un atto espositivo: anche qui, vent’anni fa, un curatore molto in gamba si inventa una sorta di viaggio nelle case degli artisti (differenza sostanziale, ma la logica è la stessa), dando a questa performance collettiva il titolo Private Gallery. Questa storia è molto simile, anche se cambiano gli attori. Questa casa di cui sto per raccontarvi non è ancora una casa nuova e, badate bene, non è più una casa vecchia.
È quella cosa instabile che esiste solo per un breve periodo di tempo, come un pensiero prima di essere detto o una decisione prima di essere presa sul serio. Si trova al primo piano: novanta metri quadri di esitazione. Due camere da letto che vedono corpi entrare e uscire, una cucina che sa ancora di mattine lente e di mani appoggiate sul tavolo senza fretta, un soggiorno che sembra aspettare qualcuno che non arriva mai. La casa in sé non chiede nulla: si limita a restare lì, in Calle Colombina, come fanno certe persone che hanno già vissuto abbastanza da non dover spiegare niente. Entrarci è un atto leggermente scorretto, come leggere una lettera non destinata a te. È una casa in vendita, sì, ma per qualche settimana decide di sospendere la propria funzione principale. Niente annunci immobiliari, niente proiezioni di futuro con rendering rassicuranti. Prima del cantiere, prima delle polveri, prima delle promesse: una parentesi.

Colombina Reloaded. Metamorfosi veneziana. Exhibition view ph Massimiliano Tuveri courtesy The Art Society

Tutto questo si chiama Colombina Reloaded: un nome che sembra un aggiornamento software, ma anche una maschera pronta a essere rimessa in faccia. E anche qui, a Venezia, con le maschere non si parla mai a vuoto, anzi. È Carnevale e Venezia, in questo periodo, fa una cosa strana: si traveste per dire la verità. Tutti fingono di essere qualcun altro per poter finalmente essere se stessi. La casa fa la stessa cosa. Si mostra nuda proprio mentre sta per cambiare pelle. Nel corridoio, appena entrati, c’è una mappa del futuro: materiali, planimetrie, suggestioni. Non è una promessa, ma una dichiarazione d’intenti. Come dire: ecco cosa potrei diventare, ma prima guarda cosa sono. In cucina, Stefania Serio porta il cibo senza cucinarlo. I suoi dipinti parlano di gesti antichi, di tavole apparecchiate anche quando nessuno arriva, di quel modo mediterraneo di ricordare le persone attraverso i sapori. Il cibo non è rappresentato come natura morta, ma come corpo vivo, vulnerabile, pronto a trasformarsi. La cucina sembra respirare meglio con quelle immagini addosso, come se qualcuno avesse finalmente riconosciuto il suo ruolo: non nutrire, ma tenere insieme.

Colombina Reloaded. Metamorfosi veneziana, Through the Ether, Kyle Meyer, Archival Pigment Print woven with hand dyed fabric, 147 x 227 cm, 2025, ph Massimiliano Tuveri courtesy The Art Society

La camera da letto principale diventa qualcos’altro ancora. Kyle Meyer lavora con il corpo, ma non nel modo diretto che ci si aspetta. Tessuti tinti, fotografie, superfici che sembrano assorbire storie invece di raccontarle. È una stanza che parla sottovoce. Qui dormono persone. Qui sognano, nascondono cose, fanno finta di niente. Le opere non invadono lo spazio: lo ricordano. Come se la stanza stessa decidesse di confessare solo una parte di quello che sa. Matteo Attruia compie un’azione concettuale radicale ed essenziale, dialogando con l’abitazione di Calle Colombina attraverso un intervento incisivo. Nella camera da letto, spazio dedicato all’intimità e al riposo, l’artista agisce sulle superfici esistenti portando alla luce un segno che attraversa e ridefinisce l’ambiente. L’intervento riflette sull’abitare come esperienza mentale prima che fisica, invitando ad interrogarsi su ciò che è davvero necessario. La stanza si trasforma così in uno spazio concettuale, in cui il gesto artistico diventa una riflessione  sull’idea stessa di casa, sul desiderio e sulla misura.

Colombina Reloaded. Metamorfosi veneziana, Alli need is all, Matteo Attruia, incisione su muro, dimensioni ambientali, 2026,  ph. Massimiliano Tuveri, courtesy The Art Society

Fuori, Cannaregio continua a essere Cannaregio. L’ex area industriale, la Saffa, la Venezia che non si fotografa perché non corrisponde all’idea che ci siamo fatti. Ed è proprio lì che questa casa ha senso. Non come eccezione, ma come possibilità. Una trasformazione che non cancella l’identità, ma la sposta di qualche grado, come si fa con una sedia per far entrare meglio la luce. Qualcuno visita la mostra pensando di comprare una casa e sempre qui forse qualcun altro in visita può pensare di comprare un’idea. Qualcun altro forse ancora non vuole comprare nulla, ma esce con la sensazione che abitare un luogo significhi accettare di cambiarci insieme. Quando ve ne andate, facci caso la casa resta lì: sempre sospesa, sempre in attesa.
Come se sapesse che, qualunque cosa diventerà, per un attimo — solo per un attimo — riesce a essere esattamente se stessa.


The Art Society è una piattaforma culturale, fondata da Andrea Vittoria Giovannini, nata con l’obiettivo di rinnovare il concetto di collezionismo in Italia e di sostenere la ricerca di artisti italiani under 40. Privilegiando eventi su invito, esperienze curate in contesti intimi e “inconsueti” pensati per favorire un incontro diretto e consapevole con le opere, propone un modello di fruizione alternativo alle dinamiche del mercato tradizionale, lontano dalle logiche espositive standardizzate.
Luca De Bona è la matita responsabile del restyling di Casa Colombina. Product designer e art director, la sua ricerca coniuga linguaggi contemporanei, memoria del progetto e attenzione alla dimensione quotidiana dell’abitare.

 

Colombina Reloaded
un progetto di The Art Society
mostra a cura di Lucia Longhi

31 gennaio – 15 marzo 2026

Sestriere Cannaregio – Calle Colombina 

Orari: sabato – domenica | 10:00 – 18:00; altri giorni su richiesta

Modalità: visita su appuntamento | spazio privato in condominio (indirizzo su registrazione)

Info: The Art Society
info@theartsociety.club

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