Exhibition View, Chap(ə)l, 2026, 10 & zero uno, Ph. Filippo Molena

Ciò che il potere non può cancellare: Austin Camilleri tra memoria, colonialismo e resistenza

VENEZIA | 10 & zero uno | Fino al 7 novembre 2026

di VALERIA ENEIDE

Con CHap(ə)l, alla galleria 10 & zero uno di Venezia, l’artista maltese Austin Camilleri indaga le eredità del colonialismo attraverso passaporti, cartografie e simboli imperiali, interrogando ciò che la storia lascia visibile e ciò che tende a cancellare.
Chi cresce sulle rive del Mediterraneo ne assorbe, quasi senza accorgersene, le sue storie. Storie di conquiste e dominazioni, di rotte tracciate per avvicinare terre e popoli, ma anche per stabilire confini e rapporti di potere. Il blu delle sue acque attraversa questa memoria, custodendo le tracce di un passato che continua a riaffiorare nel presente.

Exhibition View, Chap(ə)l, 2026, 10 & zero uno, Ph. Filippo Molena

Per Austin Camilleri (Malta, 1972), artista di origine maltese, il Mediterraneo è un orizzonte culturale e storico da cui interrogare le eredità del colonialismo e i modi in cui la storia viene raccontata, riscritta e talvolta cancellata. Nella mostra CHap(ə)l, alla galleria 10 & zero uno di Venezia, documenti, cartografie e simboli diventano superfici sulle quali si depositano le contraddizioni del potere e le tracce di ciò che sfugge al suo controllo.
Il potere non si manifesta soltanto attraverso la conquista dei territori o il controllo delle risorse. Agisce anche sulle identità, stabilendo quali informazioni ci definiscono, quali confini delimitano il nostro spazio e quali vicende meritano di entrare nella memoria collettiva. Camilleri si confronta con questi meccanismi intervenendo su oggetti e immagini che già possiedono un funzione e una storia. Non sceglie superfici neutre: lavora su supporti che portano con sé il peso delle istituzioni, della geografia e della memoria, modificandoli dall’interno.

GHOSTTRIP SERIES, 2015_2021, magnani paper, rosaspina paper, non-Newtonian blue ink, etching ink, 27 di 192, 26×18 cm each_10 & zero uno, Venice_ph Filippo Molena

È quanto accade nella Passport Series, dove l’artista interviene sulle pagine del proprio passaporto coprendo con inchiostro rosso le informazioni personali e i timbri. Il documento conserva la propria riconoscibilità, ma ciò che dovrebbe identificare il titolare viene sottratto alla vista. Il passaporto, strumento che certifica l’identità e consente di attraversare i confini, rivela così anche il suo rovescio: è un dispositivo attraverso cui le istituzioni classificano le persone e regolano la loro libertà di movimento. L’intervento dell’artista mette in discussione questa autorità, sottraendo alla lettura proprio ciò che il documento è destinato a rendere visibile. Eppure, il gesto non cancella completamente ciò che copre. Sotto il rosso, la scrittura continua a essere percepita come una presenza latente: un’identità che resiste alla propria riduzione a una serie di dati.

Exhibition View, Chap(ə)l, 2026, 10 & zero uno, Ph. Filippo Molena

Una tensione analoga attraversa la Ghost Trip Series, dove l’inchiostro blu interviene sui disegni e collage legati al naufragio delle persone migranti. Le immagini vengono parzialmente coperte, come se l’acqua si fosse depositata sulla carta fino a rendere incerti alcuni dettagli. Il blu richiama il mare, ma non si tratta di uno sfondo rassicurante: ciò che emerge è piuttosto la distanza tra la vastità dello spazio marino e la fragilità delle vite che lo attraversano. Sulla superficie compaiono anche piccole impronte di proiettili in piombo, che indicano i luoghi dei naufragi. La mappa non si limita più a descrivere una porzione di mondo: diventa il supporto di una memoria, un luogo in cui la geografia si lega alla perdita. Ogni impronta introduce una presenza e, allo stesso tempo, rimanda a un’assenza, a quei naufragi che spesso diventano notizie brevi destinate a scomparire dalla memoria pubblica.

PASSPORT SERIES,2021-2026, artist passport paper, etchin ink and acrylics, embossing on rosaspina paper, 33×25,5 cm con cornice_(detail)_10 & zero uno, Venice_ph Filippo Molena

Questa attenzione alla tracce si ritrova anche nello spazio espositivo che ospita la mostra. Un tempo ex macelleria, la galleria 10 & zero uno conserva ancora quelli che sono stati gli elementi che hanno attraversato la storia di quel luogo e che oggi vengono utilizzati nell’allestimento delle opere. Anche qui il passato non viene ricostruito ma sopravvive attraverso oggetti e segni che continuano ad essere presenti.
Nell’ex cella frigorifera si trova A-Riva, una scultura lignea che unisce l’effigie della Regina Vittoria, ispirata alla statua presente in Republic Square a La Valletta, allo scafo di un’imbarcazione. L’opera non cancella il riferimento storico alla figura regale, ma ne modifica la percezione. La memoria del potere resta riconoscibile mentre la sua immagine viene alterata, mettendo in discussione l’autorità che rappresenta.

Austin Camilleri, A-Riva, 2026, tulip wood, 47x15x15 cm, 10 & zero uno, ph Filippo Molena

In CHap(ə)l, il potere appare dunque non soltanto come una forza capace di conquistare territori, ma come un sistema che agisce attraverso documenti, immagini e rappresentazioni che influenzano il nostro modo di vedere il mondo. Definire le identità, tracciare confini, stabilire quali eventi meritino di essere ricordati significa anche determinare ciò che trova spazio nella narrazione collettiva. L’artista interviene su questi meccanismi attraverso gesti misurati che aprono a nuove possibilità di letture della storia.


Austin Camilleri.
CHap(ə)l
catalogo con testo critico di Lucia Longhi

Fino al 7 novembre 2026

10 & zero uno
Via Garibaldi 1830, Venezia

Info: +39 329 408 9647
c.boscolo@10zerouno.com
10zerouno.com

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