Anna Botticini, Il cane antico, 2025, carbone su tela grezza e trattata, cm 70x100

ZOOMORPHIC: oltre 20 artisti contemporanei indagano il mondo animale da Manuel Zoia Gallery

MILANO | Manuel Zoia Gallery | 7 – 30 maggio 2026

La Manuel Zoia Gallery inaugura giovedì 7 maggio alle ore 18.00 la mostra collettiva ZOOMORPHIC, un nuovo progetto espositivo che riunisce le opere di oltre 20 artisti contemporanei.

L’esposizione mette in dialogo pratiche e visioni artistiche differenti, tra pittura, scultura e installazione. Gli artisti indagano ed esplorano il mondo animale in tutte le sue forme, ma non solo: il legame tra esseri umani e animali, tra istinto, simbolo e immaginazione. Ne emerge una pluralità di sguardi e un percorso corale che riflette la molteplicità del rapporto animale-uomo, nella sua espressione più intima e universale.

Maurizio Bongiovanni (Tettnang, 1979) vive a Roma. La sua pittura riflette sul rapporto tra immagine e contemporaneità digitale, traducendo in forma pittorica materiali visivi frammentari provenienti da ambiti diversi. Le opere, costruite per stratificazione, affrontano temi come identità, sessualità e ambiguità della comunicazione, mantenendo una tensione tra ironia e componente tragica.

La ricerca di Anna Botticini (Brescia, 1993) esplora le relazioni complesse e bizzarre tra esseri umani, se stessi, gli altri e il mondo, dando forma a situazioni incomprensibili, violente e inquietanti. Le opere, realizzate con materia grezza e gesti istintivi, si presentano come immagini crude e vive.

Angelo Brugnera (Sacile, 1966) vive e lavora a Sacile. La sua pratica scultorea si fonda sull’uso della pietra, materia privilegiata attraverso cui sviluppa la propria espressione artistica in modo diretto e radicato nella lavorazione.

Nei lavori di Savina Capecci, che vive e lavora a Pordenone, i colori danno forma a esitazioni, paure e incertezze, sospese in una dimensione sottile che racconta il presente, mettendone in luce fragilità e debolezze con un linguaggio espressivo attraversato da una leggera ironia.

Tiziana Cera Rosco (1973) sviluppa una ricerca che nasce dalla parola poetica e si traduce in pratiche performative e fotografiche, in cui il corpo agisce in relazione a luoghi sacri e naturali, intrecciando dimensione umana, vegetale e animale.

Jacopo Dimastrogiovanni, Dialogo muto, 2019-2020, olio, acrilico e carta su tela, diam. cm 60

La pratica di Colosimo e Bruni si sviluppa attraverso l’unione di installazione e performance, costruendo opere che si articolano tra dimensione oggettuale e azione, come interventi condivisi e dichiarazioni di intenti.

Andrea Cusumano (Palermo, 1973) costruisce una produzione che attraversa diversi media e discipline, dando forma a opere complesse in cui gli elementi si completano reciprocamente, con una ricerca centrata sulla drammaturgia dello spazio e su una rilettura contemporanea dell’arte totale.

La pittura di Jacopo Dimastrogiovanni (Livorno, 1981), che vive e lavora a Trento, indaga il disagio umano attraverso un processo di trasformazione dell’immagine: da una base figurativa deformata e distrutta, emerge una fisionomia alterata ma ritenuta più autentica.

Annalisa Filippi (Trento, 1976) si esprime attraverso una pittura astratta e informale che indaga il corpo umano, progressivamente dissolto in movimenti fluidi di colore e campiture che suggeriscono presenze e assenze.

La pratica di Tommaso Frattini, attivo a Milano, si sviluppa tra pittura e arte urbana attraverso l’uso di aerografo, bombolette spray e gessetti.

La pittura di Giuseppe Gallace (Soverato, 1993) che vive e lavora a Torino, si configura come un processo continuo di costruzione e decostruzione dell’immagine, in cui presenze ambigue e stratificate emergono e si dissolvono, sospese tra memoria e visione.

Federica Patera e Andrea Sbra Perego, Sem e i suoi figli, elaborazione fotografica digitale, cianotipia su lino, filo d’oro, cm 77x54x3

La ricerca di Francesco Maluta (Lovere, 1983), che vive e lavora a Milano, costruisce un immaginario favolistico in cui elementi tragici e ironici convivono, tra figure animali e atmosfere ambigue che riflettono sulla dimensione umana.

Elena Monzo (Orzinuovi, 1981) indaga la società contemporanea attraverso la figura femminile, mettendo in evidenza ossessioni legate all’immagine, alla cura del dettaglio e al conformarsi ai canoni estetici. Le opere sottolineano il decadimento di una società ancorata all’apparenza attraverso immagini stratificate e visionarie.

La pratica di Federica Patera e Andrea Sbra Perego, che vivono e lavorano a New York, intreccia arte tessile e linguaggio, indagando la traduzione come passaggio tra significati e culture attraverso opere che combinano dimensione visiva, linguistica e performativa.

Elisa Schiavina, DuemilaVenti, 2020, acrilico e olio su lino, cm 35×45

Luiss Perlanera (Torre del Greco, 1981) sviluppa una ricerca che nasce dalla tradizione artigianale e si articola nella rielaborazione di soggetti in chiave contemporanea, mantenendo una forte attenzione alla tecnica e ai materiali.

La pittura di Ieva Petersone (Jelgava, 1984), che vive e lavora a Milano, indaga il rapporto tra realtà e percezione, muovendosi tra figurativo e astratto e trasformando oggetti e frammenti in composizioni cromatiche che ampliano le possibilità percettive.

La sua pittura di Maurizio Pometti (Catania, 1987) che vive e lavora a Catania, evoca la memoria attraverso immagini di ricordi mai vissuti, costruendo opere come frammenti di un diario immaginario sospeso tra realtà e dimensione surreale.

La ricerca di Dado Schapira utilizza il filo come elemento espressivo che si trasforma in forme e grafie, creando intrecci che evocano parole, mondi e geografie e configurandosi come una forma di comunicazione visiva.

Elisa Schiavina (Pavia, 1992), che vive e lavora a Milano, utilizza diversi media per indagare la realtà fisica ed emotiva, con particolare attenzione al rapporto tra dimensione infantile ed età adulta.

La ricerca di Nicolò Tomaini (Bellano, 1989) si sviluppa nella società contemporanea e si concentra sul tema della non comunicazione, analizzando il rapporto tra l’uomo e l’esperienza e le modalità di relazione con l’arte.

La ricerca di Vanni Cuoghi (Genova, 1966) che vive e lavora a Milano, è caratterizzata da uno stile narrativo e surreale.

Vanni Cuoghi, Saluti da Brescia (Leonessa d’Italia), 2018, acquerello e china su carta, cm 35x50x30

ZOOMORPHIC

7 – 30 maggio 2026

Inaugurazione: giovedì 7 maggio ore 18.00

Manuel Zoia Gallery
Via Maroncelli 7, Milano

Orari: mer – sab, 15.00 – 19.00

Info: info@manuelzoiagallery.com
manuelzoiagallery.com

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