Sedi varie | 20 giugno – 4 ottobre 2026
di VERONICA CAMASTRA
Sulla riva del torrente Tramazzo è iniziata la settima edizione di Una Boccata d’Arte, l’iniziativa nata nel 2020 da Marina Nissim, presidente di Fondazione Elpis, che porta l’arte contemporanea nelle regioni italiane. Il format non esclude nessuno: 20 artisti, 20 borghi, 20 regioni.
Negli ultimi anni l’arte contemporanea sembra tornare a una dimensione collettiva, legata alle piccole comunità e orientata a creare un legame tra il territorio e chi lo abita. È proprio quello che succede con Una Boccata d’Arte. Distaccandosi dalle logiche di mercato che caratterizzano sempre di più il sistema dell’arte e concentrano l’attenzione sulle città come principali centri culturali, il progetto fa l’opposto: seleziona per ogni regione un borgo con meno di 5.000 abitanti e affida a ciascuno un artista chiamato a realizzare un’opera site specific.
Italiani e internazionali, questi artisti aprono un dialogo tra la propria poetica e la comunità che li accoglie e dopo un lungo processo e quindici giorni di residenza, nascono opere che possiamo definire collettive: parlano del luogo, delle sue storie, tradizioni e delle necessità della comunità.

Sabato 20 giugno ogni regione ha inaugurato la propria opera. A tagliare il nastro immaginario di questa edizione è stato Tredozio (FC), un piccolo borgo che ha rappresentato la regione Emilia Romagna e ospitato l’opera dell’artista Vasilis Papageorgiou TO RIVER, a cura di Sofia Baldi Pighi.
Una tovaglia romagnola ricoperta di rame è ora posizionata sulla riva del Tramazzo, che attraversa questo centro abitato e si fa carico di memorie condivise. Donata all’artista da un abitante, la tovaglia che per anni ha accolto piatti cucinati con amore e bicchieri di vino ha viaggiato fino ad Atene, dove l’artista l’ha modificata per poi restituirla alla comunità, assieme a due bandiere stampate con ruggine che portano i disegni della tavola.
TO RIVER non è un verbo che esiste in inglese, ma per l’artista è il ritratto in parole di quello che il fiume fa: scorre, cambia, crea e abita uno spazio. Come il fiume, l’opera continuerà a trasformarsi grazie all’ossidazione del rame che gli farà cambiare colore nel tempo. Il torrente custodisce storie e ricordi: si racconta che, per diventare “adulti”, fosse necessario tuffarsi dal ponticello sul Tramazzo o che un tempo vi si lavassero i panni. A queste si aggiunge ora l’opera di Vasilis: una presenza che, seppur recente, sembra custodire tutto ciò che questo corso d’acqua e Tredozio hanno visto nel tempo.
Lo scopo e i risultati di Una Boccata d’Arte sono visibili fin da subito. L’inaugurazione ha richiamato con entusiasmo cittadini e visitatori, tra loro anche il sindaco, che ha sottolineato l’importanza dei piccoli centri, oggi sempre più segnati dal fenomeno dello spopolamento, ma ancora capaci di reinventarsi. Erano infatti presenti anche i ragazzi di Habitat, un progetto di residenze artistiche e di riattivazione culturale nato dall’iniziativa di giovani abitanti di Tredozio, che hanno seguito il progetto in ogni sua fase.

Al di là dell’appennino, dopo il confine con la regione Toscana, un altro corso d’acqua ci racconta un’altra storia. A Palazzuolo sul Senio (FI) l’intervento di Laura Dâmaso a cura di Gabriele Tosi ci riporta direttamente al 2 novembre 2023, quando durante l’alluvione la piena del fiume Senio divise in due il paese, creando una crepa visibile ancora oggi guardando le rovine di uno dei ponti. Il lavoro di Laura Dâmaso è iniziato con una pratica tanto comune quanto complessa: l’ascolto. Ha ascoltato gli abitanti, le storie di quel 2 novembre, ma anche quelle che lo hanno preceduto, di come questo torrente abbia cambiato le sorti dell’intera comunità. Il titolo, O fluxo che unisce não se attraversa, tra il portoghese e l’italiano rimanda proprio alla dualità dell’acqua, elemento che unisce ma che a volte separa e distrugge. Con una poetica che intreccia corpo e suono, Laura Dâmaso ci invita ad ascoltare
Sotto le rovine del ponte, durante l’inaugurazione, l’artista si è immersa nelle acque del Senio dando vita a una performance in cui ogni contatto con il fiume era accompagnato dalla sua voce, sospesa tra lamento e liberazione, in un dialogo continuo tra l’acqua e il respiro. L’opera prosegue sulle sponde del Senio, dove due sculture, lontane e nascoste, dialogano attraverso un suono continuo. Si tratta di due flauti in ceramica, realizzati in Portogallo, che emettono un suono percepibile soltanto avvicinandosi e assumendo una posizione di ascolto.

Iniziative come Una Boccata d’Arte ci ricordano che anche l’arte contemporanea è patrimonio nel senso più autentico del termine: può parlare di noi, di chi siamo, e rimanere per raccontarlo alle generazioni future. Se quest’estate vi troverete nei pressi di uno dei borghi coinvolti, fermatevi: è un’occasione per scoprire come l’arte possa nascere dal dialogo con il territorio, offrendo un modo diverso di guardare e vivere un luogo. Tutti i progetti saranno visibili fino al 4 ottobre.
Una Boccata D’Arte 2026. Settima edizione
progetto diffuso di arte contemporanea promosso da Fondazione Elpis
20 giugno – 4 ottobre 2026
Enea Toldo, Se ascolti tutto risponde, a cura di Elena Graglia
Fontainemore (AO), Valle d’Aosta
Andrea Ferrero, I see you falling in my den, a cura di Veronica Botta
Avigliana (TO), Piemonte
Dominique White, Residence time, a cura di Valentina Buzzi
Sori (GE), Liguria
Anouk Tschanz, Refugia, a cura di Edoardo De Cobelli
Cornovecchio (LO), Lombardia
Francesco Alberico, Vogelrat. Il consiglio degli uccelli, a cura di Valerio Panella e Valentina Merz
Chiusa (BZ), Trentino-Alto Adige
Renato Grieco, Continua, a cura di Giovanni Giacomo Paolin, Sara Maggioni e Threes Productions
Lugo di Vicenza (VI), Veneto
Caterina Gobbi, Raccontami di quando tornando dalla fontana, a cura di Marta Oliva
Andreis (PN), Friuli Venezia Giulia
Vasilis Papageorgiou, TO RIVER, a cura di Sofia Baldi Pighi
Tredozio (FC), Emilia-Romagna
Lara Dâmaso, O fluxo che unisce não se attraversa, a cura di Gabriele Tosi e Threes Productions
Palazzuolo sul Senio (FI), Toscana
Abdel Karim Ougri, mar-HB4, a cura di Giovanni Rendina
Ficulle (TR), Umbria
Maja Escher, Piedi caprini, capelli di polpo, a cura di Matilde Galletti
Cupra Marittima (AP), Marche
Natalya Marconini Falconer, Canzàre, a cura di Irene Angenica
Pofi (FR), Lazio
Alice Minervini, Cummar a fiure, a cura di Andrea Croce e MariaTeresa Daniele
Cellino Attanasio (TE), Abruzzo
Angelo Leonardo, Perché non dovrei vagare per i pascoli a cercare il vento?, a cura di Alessia Delli Rocioli
Trivento (CB), Molise
Rebecca Moccia, [titolo non comunicato], a cura di Anche noi (Nostalgia Radicale)
Cusano Mutri (BN), Campania
Enrico Malatesta, In questo frangente, a cura di VOGA Art Project e Threes Productions
Ischitella (FG), Puglia
Aterraterra, Forenza multispecie, a cura di Roberta Mansueto
Forenza (PZ), Basilicata
Francesco Toninelli, Ali Hierax, a cura di Ehab Halabi Abo Kher
Gerace (RC), Calabria
Irene Macalli, Qui il vento ricorda per noi, a cura di Giulia Monroy
Ficarra (ME), Sicilia
Ilare, Mi aspetto che il sole mi illumini ancora, a cura di Anna Pirisi
Monteleone Rocca Doria (SS), Sardegna



