"Mannucci. Fuoco e genesi", 2026, Zona Conce, Fabriano, exhibition view

Edgardo Mannucci e i maestri della scultura informale. Una retrospettiva nelle Marche

Fabriano (AN) | Zona Conce e Arcevia (AN) | Centro Culturale San Francesco | 19 settembre 2026 – 10 gennaio 2027

di VALERIA CARNEVALI

Una serie di incontri geniali con l’arte plastica di Edgardo Mannucci si intreccia lungo il percorso di Fuoco e genesi: il saldatore di microcosmi, domatore di esplosioni nucleari, giocoliere delle leggi fisiche dell’equilibrio, artefice e orefice di orbite in lega colata si specchia nei lavori di artisti coevi confermando il suo contributo al procedere della storia dell’arte italiana. La città di Fabriano ed il piccolo centro appenninico di Arcevia, rispettivamente luogo di nascita e di morte di Edgardo Mannucci (1904-1986), a una ventina di chilometri tra loro, puntano i riflettori sul mezzo secolo di produzione di uno dei maestri della scultura informale che raramente ha avuto occasione di essere esposto al di fuori del territorio natale: risale al 2025 la grande retrospettiva Mannucci e il Novecento a cura di Enrico Crispolti, proposta sempre nello stesso territorio, ma mancano tutt’oggi delle compiute occasioni di approfondimento monografico in spazi pubblici.

“Mannucci. Fuoco e genesi”, 2026, Zona Conce, Fabriano, exhibition view

La mostra in corso, a cura dello storico dell’arte moderna Fabio Marcelli, intende da una parte sopperire a questa mancanza fornendo un’ulteriore tappa bibliografica, ma anche convogliare il pubblico nei luoghi dove Mannucci ha scelto di tornare a vivere dopo il periodo di formazione ed esordio romano.  

Sin dall’accesso del percorso espositivo, molto scenografico per la stessa natura delle sculture in mostra, valorizzate dai bagliori dell’illuminazione nella penombra, colpisce la selezione, effettuata per richiamo ed analogie formali, delle opere che si accostano a quelle di Mannucci: ci accoglie subito Alberto Burri con alcuni disegni dal tratto filiforme, oltre a due combustioni opportunamente evocate come esempi informali, e, passando attraverso ripetizioni modulari, casualità materiche, strutture in metallo, solidità plastiche e segni astratti di grandi autori italiani del secolo scorso, l’occhio conclude la sua visione su una serie di inconsueti scatti di Mario Giacomelli in cui ferri abbandonati e contorni fanno da eco alle sculture, le idee mannucciane.

“Mannucci. Fuoco e genesi”, 2026, Zona Conce, Fabriano, exhibition view

Idea è la parola-chiave, reiterata pressoché in ogni titolo di queste stupefacenti creazioni, dall’aspetto peculiare e riconoscibilissimo: esse nascono come concetto metafisico per calarsi nell’immanente della realtà e concretizzano le rappresentazioni mentali che l’autore ha maturato con la sua esperienza del mondo. Ciò è evidente a partire da una data: prima della guerra Mannucci declina la propria creatività scultorea essenzialmente nella resa della figura umana, in maniera originale e pregevole, ma è dal 1945, anno in cui l’esplosione della bomba atomica su Hiroshima cambia le categorie di percezione della realtà, che nasce la sua poetica più genuina. Da quel momento storico, una folgorazione estetica che supera le valutazioni etiche lo porta a realizzare eccezionali elaborazioni plastiche che rispondono all’urgenza di rappresentare l’energia immensa che si sprigiona nell’universo.  

Da qui, queste forme concentriche e orbitanti, centrifughe o centripete a seconda della percezione, ottenute con la maestria artigianale nell’uso della fiamma ossidrica sul rame e le sue leghe come il bronzo e l’ottone, si irradiano da un nucleo luminoso realizzato con fusioni di vetro colorato, catturano e riflettono la luce, si muovono in equilibrio ruotante nello spazio.  

Il movimento rotante è una delle componenti fondamentali nella fruizione delle opere di Edgardo Mannucci e fa parte del concetto. Esse sono essenzialmente dei mobiles pensati per la collocazione esterna, differenti nella forma e nella cinetica da quelli noti di Alexandre Calder, ma tuttavia con lo stesso impatto fenomenico e ideale: dispiace molto che, nella compostezza e nella ristrettezza dell’allestimento museale, esse non possano essere facilmente messe in movimento.

“Mannucci. Fuoco e genesi”, 2026, Zona Conce, Fabriano, exhibition view

C’è tuttavia nell’apparato espositivo una testimonianza visiva da non perdere per averne contezza: è possibile avere visione di una video-intervista condotta da Franco Simongini e trasmessa da Rai Due nel 1982, nel format “Artisti di oggi”; in essa, realizzata in occasione di una spettacolare mostra diffusa nel centro storico di Fabriano, non emerge solo la figura umana di Edgardo Mannucci, interessante da approcciare per conoscerne meglio l’estro, ma anche la naturalezza del moto rotante che anima ognuna delle sue creazioni, spinte da giocose mani di bambini e da spettatori curiosi e non irretiti.  

Il percorso della mostra è integrato nella struttura Zona Conce, espressione della locale Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, che conserva già nella sua collezione permanente un nutrito nucleo di opere plastiche e grafiche di Edgardo Mannucci, e si completa nel Centro Culturale San Francesco di Arcevia, già studio dell’artista dopo il suo rientro nelle Marche dopo il lungo periodo romano.  

La visita a Mannucci. Fuoco e genesi è un’esperienza necessaria per chi desidera avere una formazione completa sulla scultura contemporanea europea, non potendo essa prescindere dal contributo che ad essa egli ha dato; tuttavia, l’augurio è quello di ritrovarlo in una nuova occasione espositiva, con un allestimento vasto, che permetta magari di fruire anche le opere in movimento, in una istituzione nazionale di importanza centrale: la mostra in corso a Fabriano è il passaggio necessario e chiarissimo che ne conferma il bisogno.  

Edgardo Mannucci nel suo studio nella chiesa di San Francesco di Paola ad Arcevia, 1979. Ph Roberto Ruberti

 

Mannucci. Fuoco e genesi
a cura di Fabio Marcelli
organizzata da Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana

19 settembre 2026 – 10 gennaio 2027

Zona Conce, Fabriano (AN)
Centro Culturale San Francesco, Arcevia (AN)

Orari di apertura Zona Conce, Fabriano: dal lunedì al venerdì: 15/18, sabato, domenica e festivi: 10/13–15/18.
Orari di apertura Centro Culturale San Francesco, Arcevia: mercoledì: 10/12.30, giovedì:15/18, venerdì:15/18, sabato e domenica: 10/13–15/18.

Info: + 39 0732 880883/328 1030132
www.zonaconce.it

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