Giuditta Branconi, 2025. © Giuditta Branconi. Courtesy of the artist; L.U.P.O Gallery, Milan. Ph. Pietro Cisani

Lo sguardo è anarchico. Giuditta Branconi alla Collezione Maramotti

REGGIO EMILIA | Collezione Maramotti | 8 marzo – 26 luglio 2026

Nei miei dipinti tutto avviene contemporaneamente.
Non voglio direzionare lo spettatore, lo spettatore può vedere ciò che vuole.
Lo sguardo è anarchico.

(Giuditta Branconi)

Per Cannon Fodder, prima mostra personale di Giuditta Branconi (1998, Sant’Omero, Teramo) in uno spazio istituzionale, la giovane artista ha realizzato una serie di nuove opere pittoriche e una grande installazione composta da tele dipinte, nella quale il pubblico potrà entrare fisicamente.

Il titolo della mostra (“carne da cannone”) fa riferimento a corpi sacrificabili, a una materia destinata a essere consumata da un sistema più ampio. Nello slittamento dal campo militare alla dimensione visiva e simbolica, le immagini di Branconi si trasformano in munizioni di denuncia di un presente violento e opprimente: compresse, cariche, pronte a detonare sulla superficie della tela, in un’esplosione non solo formale, ma anche emotiva e politica – un eccesso che rifiuta la compostezza.

Giuditta Branconi, 2025. © Giuditta Branconi. Courtesy of the artist; L.U.P.O Gallery, Milan. Ph. Pietro Cisani

La pittura di Branconi, ricca e traboccante, è spesso contraddistinta da una travolgente densità visiva e si sviluppa sia sul fronte che sul retro dei sottili tessuti che utilizza come base, moltiplicando le possibilità espressive e i livelli di lettura.

Combinando riferimenti iconografici della cultura alta e di quella popolare, estratti di letteratura, fumetti, giornali, canzoni e messaggistica istantanea, l’artista trasforma lo spazio del quadro in un luogo pullulante e ossimorico, un labirinto semiotico in cui immagini, parole e simboli apparentemente incongruenti coesistono liberamente come in un flusso di coscienza.

All’intreccio esuberante della composizione si accompagnano un’indagine stilistica e una tecnica pittorica estremamente minuziose. Ogni grafema che compone le opere di Branconi deriva dall’appropriazione, e dalla sua successiva personale ricontestualizzazione significante, di codici e riferimenti tratti da fonti eterogenee, dall’arte asiatica a incisioni di epoca vittoriana, dai libri per l’infanzia agli arabeschi, dai fumetti ai tatuaggi, fino ai manuali illustrati.

Questa libera accumulazione iconografica satura lo sguardo e annulla ogni gerarchia di stili e soggetti. Cuori, catene, scene di caccia, nuvole, volti, stelle, numeri, lettere, fiori, uccellini, scheletri, farfalle: tutti gli elementi di queste grottesche contemporanee coesistono, ibridandosi, in un immaginario eclettico, stratificato e visionario – una sorta di media-evo fantastico che si avvicina al pensiero dello storico dell’arte Jurgis Baltrušaitis sulla potente vitalità dell’arte gotica medievale.

Giuditta Branconi, 2025. © Giuditta Branconi. Courtesy of the artist; L.U.P.O Gallery, Milan. Ph. Pietro Cisani

Per questa mostra Branconi ha scelto di potenziare il testo come elemento centrale, rendendolo una presenza pervasiva e declinata in una miriade di lingue, alfabeti e font, dando vita a un diario interiore per frammenti in cui perdersi o cercare di tracciare nuove connessioni.
L’installazione centrale della mostra – configurata come un trittico atipico, tridimensionale, in cui entrambi i lati dipinti sono esposti allo sguardo del visitatore – è il punto di accesso a una visione inedita, a una lettura senza segreti né nascondigli dell’universo di Branconi, in cui la tela assorbe tensioni e rilascia irruenza visuale, trasformandola in energia pittorica.

Queste nuove opere diventano un campo di battaglia, in cui segni e figure sono spinti fino al punto di collasso. Ciò che resta non è rovina, ma una nuova possibilità di significato che nasce dalla deflagrazione.

In occasione della mostra sarà pubblicato un libro con un testo di Flavia Frigeri, storica dell’arte e curatrice presso la National Portrait Gallery di Londra.

Con l’invito a Giuditta Branconi, la Collezione Maramotti prosegue il lungo percorso di esplorazione e condivisione pubblica dell’opera di artisti emergenti che, attraverso il linguaggio pittorico, concepiscono nuovi corpi di lavoro espandendo ricerche e pratiche personali in un progetto ambizioso.

Giuditta Branconi
Cannon Fodder

8 marzo – 26 luglio 2026

Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi, 66 – Reggio Emilia

Visita alla mostra con ingresso libero nei seguenti orari:
Giovedì e venerdì 14.30 – 18.30
Sabato e domenica 10.30 – 18.30
Chiuso: 25 aprile, 1 maggio

Info:
tel. +39 0522 382484
info@collezionemaramotti.org
collezionemaramotti.org

Condividi su...