TORINO | Gagliardi e Domke | dal 25 giugno 2026
Giovedì 25 giugno alle ore 18.00, Gagliardi e Domke inaugura – nella sede torinese – De Coloribus di Paolo Basso, che mette a fuoco il pensiero digitale dell’artista stesso, spaziando tra scienza, arte e analisi sociale. Presso la galleria, lo stesso giorno alla stessa ora, verrà presentata Visioni di Giulio Mosca, un’esplorazione della dimensione esistenziale.
In questa occasione Basso pone il suo lavoro al centro delle sue riflessioni in rapporto con l’esperienza espositiva vissuta con Gagliardi e Domke maturata nel tempo fino a questa personale, terza in ordine di successione, dopo Mitosi N. 20 e AcronimoCromia presentate nel 2024.
De Coloribus apre una riflessione: alla vitalità intensa e combinatoria dei colori si contrappone il mondo (incolore) della “videosfera”, in cui siamo tutti intrappolati e che ci spinge ad azioni compulsive, trasformandoci in bulimici consumatori di immagini, in divoratori di miriadi di pics che scrolliamo quotidianamente e instancabilmente sugli schermi ammaliatori dei nostri smartphone senza differenziazioni di valori di nessun tipo. Ecco allora l’idea dell’artista di dare spazio – nel contesto dell’installazione immersiva, perno del percorso espositivo della sua personale – a questa furia incontrollabile e disordinata di flussi informativi interminabili, sottoponendoli al nostro sguardo come un insieme assiepato di scarti del visivo di cui facciamo parte, restituiti rigorosamente in bianco e nero.

Enrico Perotto, che ha esteso un testo critico sulla mostra dice che tali “bombe digitali“, anestetizzano le nostre capacità reattive e ci rendono sempre più dipendenti dalla “videocrazia” che ci circonda. In ultima analisi, il lavoro digitale di Paolo Basso, da intendere come un’originale espressione delle forme più attuali della New Media Art, istituisce uno stretto dialogo tra il mondo reale e il digitale, dando origine a un’idea personale di medium come luogo di accadimento di relazioni, di scambio di pensieri e di possibilità di interagire con i dati digitali potenziandone la loro precipua proprietà.
In occasione della mostra sarà presentato il libro d’artista De Coloribus, realizzato con il sostegno di OMG – grandArte – I confini del Sacro.
Dal pensiero digitale di Paolo Basso si passa alla mostra di Giulio Mosca che pervade gli spazi della galleria, la struttura architettonica, i percorsi e la luce fino a far pensare ad un progetto site specific. Nella realtà, nel caso di Visioni, l’artista colloca, con un naturale respiro tra le parti indicate, opere tridimensionali e a parete pienamente indicative della sua produzione senza limiti di tempo. Un ampio sguardo abbraccia l’insieme dei lavori, dagli esordi fino al presente, “chiarendo” in modo inequivocabile il fil rouge che ha alimentato il suo interesse per l’arte e la vita stessa: il mistero della condizione umana, declinata di volta in volta attraverso un’acuta capacità di percezione intuitiva, in aspetto filosofico, spirituale e concettuale.

Una necessità di esplorazione rivolta all’essere e al divenire, alla memoria di un passato individuale e collettivo in apparente dissoluzione, in cui restano inevase molte domande su chi siamo, cosa vogliamo, dove andiamo. Se l’uomo fosse solamente un corpo, la perdita di questo corpo metterebbe davvero fine all’identità umana. Se i profeti avessero detto il vero, l’uomo sarebbe essenzialmente di natura incorporea. Tutto ciò che non è legato alla mera transitorietà sarebbe strumento di conoscenza oltre all’apparenza, rappresentando l’immutabile. I simboli, antichi e quasi dimenticati, non appartengono ad un periodo piuttosto che ad un altro. Lasciarli cadere nell’oblio significa soltanto che diventeranno presto incomprensibili.
“L’errore moderno”, come lo chiama J. Guitton consiste nel pensare che il problema di Dio riguardi la sola fede. Sembriamo essere ad una svolta della storia, alla fine di un’era, avviati ad un bivio, nel quale bisognerà decidere fra il bene e il male, la vita e la morte.
Il percorso meditativo di Mosca, ha attraversato lo spazio esistenziale. Non potendo prescindere dal misticismo cristiano della sua prima formazione, autentica e forte, ne ha riconosciuto la straordinaria carica energetica e l’ha mantenuta nel tempo. La visionarietà passionale e libera del suo temperamento si è accordata ad intuizioni intellettuali più rigorose in una regia quasi filmica di narrazione. Un dentro e un fuori immaginato, fisico e metafisico, che gioca con la realtà dello spettatore, con la sua identità più nascosta. Un “precipitato” di materiali e procedimenti, di colori e di forme che obbediscono ad un desiderio, semplicemente umano, di tradurre nel fatto l’infinito.

Paolo Basso | De Coloribus
con un testo critico di Enrico Perotto
Giulio Mosca | Visioni
Inaugurazioni: giovedì 25 giugno ore 18.00 – 21.00
Gagliardi e Domke
via Cervino 16, Torino
Info: +39 011 19700031 | info@gagliardiedomke.com
www.gagliardiedomke.com



