Installation View, “Anastasia Sosunova. Crossover”, curated by Chiara Nuzzi. Courtesy Fondazione ICA Milano and the artist. Ph. credits: Andrea Rossetti Archive.

L’instabile processo della costruzione del senso

MILANO | Fondazione ICA Milano | Fino al 7 marzo 2026

di ELEONORA BIANCHI

Le ultime due mostre di Fondazione ICA Milano, Rodamoinho di Marina Rheingantz e Crossover di Anastasia Sosunova, occupano lo spazio in maniera certamente diversa ma non per questo incompatibile, propongono due modalità distinte ma complementari di attraversamento del presente. Se Rheingantz lavora per sottrazione, Sosunova procede per accumulo e slittamento. In entrambi i casi, quanto emerge è una riflessione sul modo in cui immagini, forme e oggetti possono caricarsi di senso attraverso la stratificazione, pittorica o culturale che sia.

Installation View, “Marina Rheingantz. Rodamoinho”, curated by Alberto Salvadori. Courtesy Fondazione ICA Milano and the artist. Ph. credits: Andrea Rossetti Archive.

La pittura di Marina Rheingantz si presenta come superficie residua, unica superstite di un minuzioso processo di spoliazione che elimina ogni appiglio figurativo, ogni referente oggettivo che lo spettatore potrebbe ritrovare nella realtà. I luoghi della memoria personale dell’artista si sciolgono, diventano macchie, trame, linee, orizzonti instabili e immaginari che assumono, attraverso una gestualità ritmica e insistente, una nuova dimensione universale.

Installation View, “Marina Rheingantz. Rodamoinho”, curated by Alberto Salvadori. Courtesy Fondazione ICA Milano and the artist. Ph. credits: Andrea Rossetti Archive.

Il titolo, Rodamoinho, fa riferimento a un vortice percettivo, più che semplicemente semantico: ci troviamo incastrati in un turbinio incompleto, il nostro sguardo è attirato e trattenuto da quegli ecosistemi pittorici in cui ci sentiamo ospiti non sempre graditi. Palinsesti emotivi dove il colore sedimenta più come esperienza e sensazione che come presentazione o rappresentazione del reale. La superficie della tela si comporta come uno spazio di resistenza dove, con quell’atteggiamento paziente che è più proprio della tecnica del ricamo, il paesaggio persiste, anche solo come idea o suggestione.

Installation View, “Anastasia Sosunova. Crossover”, curated by Chiara Nuzzi. Courtesy Fondazione ICA Milano and the artist. Ph. credits: Andrea Rossetti Archive.

Diversamente, Anastasia Sosunova, costruisce Crossover come un dispositivo di decontestualizzazione e rielaborazione. Video, sculture e installazioni si intrecciano per parlare di arte, antropologia ed etnografia, mettono in crisi le narrazioni consolidate, giocano con la storia ufficiale e con il folklore dei popoli. Le tradizioni locali, le credenze religiose e le esperienze autobiografiche si stratificano, si sovrappongono e vengono rimesse in circolo attraverso degli slittamenti concettuali che sanno indirizzare l’attenzione di chi guarda, ma senza mai offrire un punto di approdo stabile. Gli oggetti di Sosunova sono estrapolati dal loro contesto originario per essere reindirizzati verso nuovi sistemi di significato.

Installation View, “Anastasia Sosunova. Crossover”, curated by Chiara Nuzzi. Courtesy Fondazione ICA Milano and the artist. Ph. credits: Andrea Rossetti Archive.

Si generano assemblaggi ambigui, talvolta volutamente improbabili, al fine di indagare la capacità delle credenze collettive di modellare comportamenti, abitudini e immaginari delle persone.
Nell’implicito dialogo tra le due mostre, affiora una comune tensione verso la costruzione del senso come processo instabile. Passi questo attraverso la stratificazione del colore o attraverso la decostruzione degli artefatti, l’opera non si offre mai come risposta, ma come campo di esperienza, zona grigia dove fermarsi a decidere da che parte stare.

Marina Rheingantz. Rodamoinho
a cura di Alberto Salvadori

Anastasia Sosunova. Crossover
a cura di Chiara Nuzzi

20 novembre 2025 – 7 marzo 2026

Fondazione ICA Milano
Via Orobia 26, Milano

Orari: giovedì 14.00-18.00; venerdì e sabato 12.00-19.00
Ingresso libero

Info: www.icamilano.it

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