Enzo Cacciola - 50 anni di pittura, veduta della mostra, Spazio IsolaSET, Palazzo Lombradia, Milano

Enzo Cacciola. 50 anni di pittura: una ricerca radicale

MILANO | Spazio IsolaSET  | Fino al 23 febbraio 2026

di LUIGI ABBATE

A Milano, Spazio IsolaSET di Palazzo Lombardia, fino al 23 febbraio, presenta Enzo Cacciola – 50 anni di pittura. Mostra-consuntivo non solo per l’artista, ligure di nascita (Arenzano), piemontese di Rocca Grimalda, presso Ovada, dove da molto tempo risiede, fra l’altro esercitando la carica di sindaco, giovanilissimo ottantenne ancora in fervida attività. Curata da Alberto Fiz, l’esposizione fissa il punto su uno dei protagonisti di quella che negli anni ’60 e ‘70 si definiva, più per ragioni di comodità che per reale convincimento critico-estetico, “arte analitica”. Desunta dal titolo di uno storico saggio di Filiberto Menna (La linea analitica dell’arte moderna), la definizione è stata per un certo tempo ombrello che raccoglieva figure accomunate da una ricerca radicale sulla pittura in quanto tale, a prescindere da condizionamenti sovrastrutturali, tanto che per qualificarne le ragioni s’è arrivato a usare l’espressione “pittura pittura”, escludendo con ciò persino la possibilità di un’aggettivazione. Esperienza sul Grado-zero percepita e condivisa in quegli anni non solo in Italia, ma anche in Francia, Olanda e Germania. Cacciola è stato uno degli esponenti di spicco di questa tendenza, concentrando l’attenzione della sua ricerca essenzialmente sul parametro-colore. Ulteriore peculiarità del suo lavoro sta nel porre attenzione alla processualità della realizzazione, praticata con il ricorso a materiali di uso industriale, comunque pittoricamente inconsueti, come il cemento, pensati per soffermarsi sull’idea di trasformazione della materia ancor prima che sull’opera d’arte conclusa, dunque sul processo anziché sul risultato. Atteggiamento che ha associato il lavoro di Cacciola all’Arte Povera, ma che in realtà ne costituisce il tratto distintivo.

Enzo Cacciola – 50 anni di pittura, veduta della mostra, Spazio IsolaSET, Palazzo Lombradia, Milano

Affacciatosi alla ribalta nel 1971 con una personale alla Galleria La Bertesca di Genova, nel 1975 è presente alla mostra Analytische Malerei di Düsseldorf e due anni dopo viene invitato a esporre a Documenta Kassel 6. Dopo la perlustrazione del grado zero nel dominio del monocromo nei cemento e asbesto del ’73 e ’74 e nei cementi immediatamente successivi, e dopo una pausa produttiva durante la quale riflette sulla radicalità di approccio vissuta fino a quel momento, all’inizio del nuovo millennio riprende l’attività rimodulando la stessa estetica, ma mantenendo una coerenza di fondo, continuando a lavorare su materiali industriali, come multigum, viti e bulloni, per realizzare dittici affiancati e legati appunto dai bulloni, collocati ben in vista, dunque a loro volta parte integrante dell’opera.

Enzo Cacciola – 50 anni di pittura, veduta della mostra, Spazio IsolaSET, Palazzo Lombradia, Milano

La mostra milanese tratteggia questo percorso, offrendo al visitatore una sorta di scorrimento orizzontale nella visione delle opere all’interno delle due porzioni di spazio espositivo che presentano saggi significativi, anche di grandi dimensioni, consentendo di cogliere bene più che le fratture la continuità e, appunto, l’apprezzabile coerenza del modo di porsi. Le opere sfilano a partire dalla parete di fronte all’entrata in senso orario, in modo da accompagnare l’evoluzione del lavoro di Cacciola dagli esordi di inizio anni Settanta, caratterizzati da un astrattismo ora costruito su strutture geometriche, cromaticamente vistose, ora in alluminio e sintetica, ma anche acrilico e sin olio, ora nelle cosiddette Superfici integrative, moduli componibili di due o tre elementi monocromi. Si procede con i cementi e asbesti nelle varianti del bianco, rosa e azzurro, quindi, sempre nel dominio del monocromo, i cementi, dove Cacciola trova ulteriori variazioni sul tema, come quella presentata a Documenta Kassel: a fronte di una precisa richiesta, non potendo usare la carta come semplice supporto in grado di sostenere il sottile strato di cemento, l’artista fissa i sei elementi di formato ridotto su altrettanti basi di faesite. Soluzione originale, in linea con l’idea di partenza: pur usando materiali percepiti come “pesanti”, tali non risultano, perché la pittura in Cacciola è sempre e comunque prioritaria. Dopo la citata pausa, il ritorno alla percezione visiva sembra caricarsi di sensualità come avviene nella grande tela del 2025 poggiata su due cavalletti e “nobilitata” da un passamano, sontuosa (250×140) con il multigum rosso-sangue a tracimare fra le due componenti: una ferita, quasi una deflorazione.

Enzo Cacciola – 50 anni di pittura, veduta della mostra, Spazio IsolaSET, Palazzo Lombradia, Milano

Si noti − e la cosa ha rilevanza non solo formale − che il ricorso, a volte esclusivo, ai materiali stessi come titoli delle opere non è relegato al periodo “radicale” degli esordi, ma persiste fino agli anni recenti, come pure la titolazione di “Superfici integrative”: proprio associato a tale definizione si trova in mostra un recente (2023-24) set di quattro elementi in cemento bianco ad ampie striature. Ciò, se vi fosse bisogno, ancora una volta a testimoniare della forte coerenza linguistica di Cacciola, che, ben lungi dall’apparire accademica aspirazione alla pratica del saggio di stile, si manifesta come autentica esigenza espressiva, se non perfino come sintomo di necessità esistenziale. E, ancora, una coerenza che non gli ha impedito di esercitare da inizio anni ’70 ad oggi una varietà di approcci attraverso l’uso dei medesimi materiali.

Enzo Cacciola – 50 anni di pittura, veduta della mostra, Spazio IsolaSET, Palazzo Lombradia, Milano

Unico rammarico, la brevità del calendario espositivo, dal 5 al 23 febbraio. Si dirà, inevitabile, data forse la funzione dello spazio disponibile; tuttavia la profondità e la continuità nel corso dei decenni di un lavoro, lo si diceva all’inizio, a carattere consuntivo di un autore ormai storicizzato − opere di Cacciola son state acquisite ad esempio dal Museo del Novecento di Milano − avrebbe meritato la frequentazione da parte di un pubblico più ampio e numeroso. L’invito è dunque a non farsi sfuggire la visita, a ingresso libero.

Enzo Cacciola – 50 anni di pittura, veduta della mostra, Spazio IsolaSET, Palazzo Lombradia, Milano

Enzo Cacciola – 50 anni di pittura
a cura di Alberto Fiz

5 – 23 febbraio 2026

Spazio IsolaSET
Palazzo Lombardia, Piazza Città di Lombardia 1, Milano

Orari: dalle 10:00 alle 19:00. Ingresso libero

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