Aki Sasamoto “XYZ”, Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Aki Sasamoto e la scienza esatta dello stare al mondo

MILANO | Pirelli HangarBicocca | Fino al 7 gennaio 2027

di ELEONORA BIANCHI

L’arte contemporanea soffre endemicamente di due mali opposti: il sussiego da convegno neuroscientifico o la farsa da ludoteca per adulti sovvenzionata. Entrare nello Shed di Pirelli HangarBicocca per la personale di Aki Sasamoto – XYZ, a cura di Roberta Tenconi e Tatiana Palenzona – significa trovarsi di fronte a un paradosso formidabile: un’esposizione che sembra concepita per soddisfare entrambi i vizi, ma che finisce per decostruirli con spietata lucidità e irresistibile ironia.

Aki Sasamoto “XYZ”, Veduta della mostra, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Il primo impatto visivo è quello di un magazzino di cianfrusaglie in attesa di inventario: lavatrici, esche da pesca sovradimensionate, trappole per granchi, blocchi di ghiaccio che colano, bicchieri di Murano e tavolini disposti con la studiata casualità di un mercatino dell’usato. Un parco giochi deserto, un palcoscenico senza attori, una scenografia già pronta, ma in attesa che succeda qualcosa. In questa fase, lo spazio si presenta come un matto reliquiario dove gli oggetti rischiano di apparire muti e distanti, e il visitatore prova quel sottile, familiarissimo senso di inadeguatezza: devo davvero leggere un saggio per capire perché una molla sospesa dovrebbe rappresentare la fluidità dei rapporti umani?
La risposta di Sasamoto è un no secco: basta guardare la lavagna.

Aki Sasamoto performance di Wrong Happy Hour, 2014/2026 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Dove chiunque altro avrebbe messo in scena un monologo straziante sui traumi dell’infanzia o sul rapporto con la madre (Secrets of My Mother’s Child), Sasamoto traccia alla lavagna l’equazione dell’iperbole equilatera X x Y = 1: due asintoti si avvicinano all’infinito senza toccarsi mai. L’emozione non viene negata, viene imbrigliata in un grafico perché i diagrammi sono riflessi del disagio nella vita e tracciare uno schema permette di stare di fronte alla lavagna con le spalle rivolte al mondo. L’uso della matematica non serve a elevare l’opera ad arcana teoria accademica, ma a proteggerci dalla pornografia del dolore. Usare i grafici cartesiani per misurare le nevrosi domestiche o la fobia delle macchie (Delicate Cycle) è un atto d’ironia raffinatissima: dimostrazione che l’unico modo per tollerare l’irrazionalità dell’esistenza è far finta che sia un problema matematico. I traumi, le relazioni, la memoria, il controllo, la comunicazione, la vulnerabilità, il desiderio di essere compresi: tutto passa attraverso oggetti ridicoli, meccanismi precisi, movimenti assurdi. L’artista non trasforma la vita in arte. Fa quasi il contrario. Prende l’arte e la costringe a sporcarsi con la vita. Cancellare una macchia dalla stoffa è relativamente semplice. Cancellarla dalla memoria è un altro paio di maniche. Il ciclo della lavatrice diventa il ciclo del ricordo, dell’ansia, del tentativo di ricominciare da capo. Un vero peccato che il cestello della nostra testa non sappia mai quando fermarsi…

Aki Sasamoto Delicate Cycle, 2016/2026 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2026 Courtesy l’artista e Pirelli HangarBicocca, Milano Foto Agostino Osio

Tutto questo apparato concettuale rimarrebbe un elegante esercizio di stile se non intervenisse l’elemento imprevedibile: la presenza fisica dell’artista. Quando l’uragano Sasamoto entra in sala, spazza via in trenta secondi la rigida etichetta della mostra e gli oggetti toccati dalla sua mano prendono di colpo vita. Il Luna Park si accende, le opere, pezzi di uno spartito scritto a metà diventano virtuosi capricci, Sasamoto ci travolge con tutta l’energia di cui è capace. La vera magia di XYZ non sta in qualche complicata equazione, dunque, ma in quell’esatto momento in cui la teoria cede il passo alla pratica. La guardiamo con un sorriso divertito mentre fa cose, ci viene incontro, ci sposta con una disarmante e quasi infantile naturalezza. In quel cortocircuito tra la precisione del diagramma e l’imprevedibilità del gesto, Aki Sasamoto demolisce ogni nostra difesa intellettuale. Ci ritroviamo così attori per caso, spiazzati, divertiti e inevitabilmente un po’ più vivi di quando siamo entrati.

Aki Sasamoto. XYZ
a cura di Roberta Tenconi con Tatiana Palenzona

17 settembre 2026 – 17 gennaio 2027

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2, Milano

Orari: giovedì, venerdì, sabato e domenica 10.30-20.30

Calendario Performance e Public Program:

Giovedì 22 ottobre
19.00 | Secrets of My Mother’s Child | performance
20.00 | Conversazione tra Aki Sasamoto e Massimo Bernardi nella Lab Room

Venerdì 23 ottobre
18.00 | Centrifugal March | performance

Sabato 24 ottobre
11.00 | Strange Attractors | performance
16.00 | Wrong Happy Hour | performance
19.00 | Delicate Cycle | performance

Ingresso Gratuito

Info: +39 02 6611 1573
info@hangarbicocca.org
www.hangarbicocca.org

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