Veduta della mostra, Délio Jasse, The Angolan File, AF Gallery, Bologna 

Dèlio Jasse. The Angolan File: oro e memoria

BOLOGNA | AF Gallery | Fino al 18 aprile 2026

di VALERIA CARNEVALI

In un cortile nascosto nella vecchia Bologna si apre il nuovo spazio di AF Gallery, e lo fa portando un pezzo di storia africana nel cuore della vecchia e nuova Europa. Niente esotismi, né folklore: non sono tessuti e colori a parlare, ma il bianco e nero di fotografie di repertorio e la preziosità della foglia d’oro, elemento simbolico ed estetico che dà la cifra a questa riflessione che integra uno stile documentaristico al linguaggio concettuale.

Veduta della mostra, Délio Jasse, The Angolan File, AF Gallery, Bologna

Dèlio Jasse nasce a Luanda, in Angola, nel 1980, ma si forma e vive nel vecchio continente: risiede a Milano da poco più di un decennio, da quando cioè la sua firma ha raggiunto traguardi autorevoli (nel 2015 partecipa al padiglione nazionale del suo paese alla Biennale di Venezia di Enwezor, per poi esporre in prestigiosi contesti europei), ma è a Lisbona che vive gli anni di formazione, ed il passaggio nella capitale portoghese, cerniera e snodo di immigrazione tra l’occidente e i paesi della colonizzazione lusofona, è probabilmente decisivo nello sviluppo della sua poetica.

Veduta della mostra, Délio Jasse, The Angolan File, AF Gallery, Bologna

The Angolan File è la rielaborazione materica, fisica e non digitale, di figure d’archivio che fotografano la realtà del proprio paese durante la dominazione europea: vedute urbane dalla persistente e ridondante architettura di matrice coloniale, aree estrattive che documentano lo sfruttamento e l’abuso di un territorio non sovrano, ritratti di persone, tante, anonime e presenti, autoctone in scene di vita urbana quotidiana, europee in superbo atteggiamento, accostate alla popolazione locale. Jasse trova le immagini e le salva dalla spazzatura, le tira fuori come polvere da sotto il tappeto, le ingrandisce, le trasforma in opere nobilitandole e consacrandole attraverso l’applicazione di una sottile lamina d’oro, che nasconde volti e particolari ed insieme li sottolinea, concedendo a chi le osserva la possibilità di ragionare sugli strascichi di un passato chiuso male e di stupirsi su come esso venga mediato dalla pratica artistica.

Veduta della mostra, Délio Jasse, The Angolan File, AF Gallery, Bologna

Con questa scelta tutt’altro che scontata, affidata alla cura di Marco Scotini, la galleria, attiva dal 2018 ed attenta soprattutto alla produzione recente di artisti italiani dalla carriera consolidata, inaugura la sua nuova, luminosa e versatile sede, presentando un nome divergente che conferma l’impegno nella ricerca e che lascia intuire una rinnovata attitudine verso larghi orizzonti. Di questo tipo di esperienze ne abbiamo bisogno, e Bologna dimostra di riuscire, quando vuole, a guardare oltre.

 

Dèlio Jasse. The Angolan File
a cura di Marco Scotini

Fino al 18 aprile

AF Gallery
Via San Petronio Vecchio 13, Bologna

Orari: martedì – sabato, 10.30/12.30 – 15.30/18.30

Info: +39 051 229544
info@afgallery.it
https://www.af-artecontemporanea.it/

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