Installation view Dadamaino. Segni, grafie e spazi, 2025, Musma (Matera), ph. Gor Monton, Courtesy Musma

Dadamaino a Matera: il segno come ferita della luce

MATERA | MUSMA | FINO AL 5 OTTOBRE 2025

di ALESSIA PIETROPINTO

Nel ventre minerale di Matera, dove la roccia si fa dimora e la luce scava spazio più del tempo, si apre un varco silenzioso, quasi respirato: è lì che Dadamaino torna, o forse riaffiora. Segni, grafie, spazi, nella curatela sapiente e misurata di Flaminio Gualdoni non è solo una mostra: è una convocazione delle forme, delle memorie, dei gesti che si liberano dalla parola per farsi ritmo, energia tracciata nell’aria, presenza muta e viva.
Tra le pareti porose del MUSMA – scultura dentro la scultura, museo vivo incastonato nei Sassi – si dispiega una narrazione che ha il passo del respiro e la tenacia dell’intuizione. Le opere selezionate, realizzate tra il 1975 e il 1996, restituiscono al visitatore il battito lento e incandescente di un’artista che ha abitato il segno come un corpo, lo ha svuotato di peso retorico, lo ha caricato di una nuova gravità poetica.

Installation view Dadamaino. Segni, grafie e spazi, 2025, Musma (Matera), ph. Gor Monton, Courtesy Musma

Dadamaino, nata Edoarda Emilia Maino, donna d’avanguardia e d’ascolto, è stata capace di attraversare l’Informale e il Concettuale senza mai farsi contenere da essi. In questa mostra materana, i cicli come Inconscio razionale, I fatti della vita, Costellazioni e Il movimento delle cose si rivelano come tappe di un viaggio interiore condotto con l’intensità di una liturgia laica fatta di iterazione, essenzialità e rigore. Ogni segno si fa organismo pulsante, non linguaggio ma traccia, quasi uno scavo nella pelle del mondo; ma è nel legame tra l’artista e la città che la mostra trova una vibrazione ulteriore. Nel 1978, mentre Matera diveniva terreno di lotta e rinascita per la salvaguardia dei Sassi, Dadamaino era lì, con Pietro Consagra e altri visionari del ‘Fronte dell’Arte’, a firmare con gesto politico e poetico una dichiarazione d’amore e impegno per la città. Ecco allora che la sua installazione I fatti della vita, per datazione, uso dello spazio e tensione lirica, si intreccia a quella Lettera ai materani che fu denuncia e speranza, utopia in forma di parola.
Il ritorno di Dadamaino a Matera – non solo simbolico ma anche fisico, attraverso le tre opere in ceramica prodotte nella bottega del maestro Mitarotonda nel 1975 – suggella un dialogo interrotto e finalmente ripreso. Le due terraglie e il piatto intitolato proprio Fronte dell’Arte non sono semplici memorabilia: sono reliquie di una stagione creativa irripetibile, in cui l’artista milanese si fa materia fra le mani dei ceramisti lucani, nella contaminazione feconda tra astrazione e tradizione.

Installation view Dadamaino. Segni, grafie e spazi, 2025, Musma (Matera), ph. Gor Monton, Courtesy Musma

Come osservano Fernando Colombo e Nicoletta Saporiti dell’Archivio Dadamaino, questa scoperta riapre una pagina dimenticata, colma di senso: quella di un Sud non solo luogo ma forma mentale, spazio del possibile, laboratorio dove l’arte si fa civiltà e gesto etico.
E se è vero, come suggerisce Gualdoni, che Dadamaino cercava una “purificazione assoluta del segno”, allora non poteva che trovarsi a casa tra le architetture scavate di Matera, dove tutto è riduzione all’essenziale, e ogni curva è un atto di resistenza alla dimenticanza.

Installation view Dadamaino. Segni, grafie e spazi, 2025, Musma (Matera), ph. Gor Monton, Courtesy Musma

In fondo, l’opera di Dadamaino assomiglia a Matera: entrambe parlano per assenza, per ritmo, per soglia; entrambe sono silenziose e ineluttabili. Non vogliono spiegare, ma agire. Come una stella fissa nella costellazione dell’arte italiana, l’artista torna tra queste pietre per indicare, ancora una volta, una via fatta di segni leggeri e profondissimi, come tracce d’acqua su una lastra di tufo.

Installation view Dadamaino. Segni, grafie e spazi, 2025, Musma (Matera), ph. Gor Monton, Courtesy Musma

DADAMAINO. SEGNI, GRAFIE, SPAZI
A cura di Flaminio Gualdoni

Promosso da: MUSMA
In collaborazione con: Archivio Dadamaino, Mirad’or Galleria d’arti
Con il patrocinio di: Comune di Matera, Fondazione Zetema

5 luglio – 5 ottobre 2025

MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea
Palazzo Pomarici, via San Giacomo, Sasso Caveoso – Matera

Orari: tutti i giorni, lunedì-domenica | 10.00 – 20.00

Info: info@musma.it
T. 3669357768 / 3883473702
https://www.musma.it/

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