Jacopo Mazzonelli, Harmonices, installation view at CONTEMPORALIS, 2022

CONTEMPORALIS: un ponte culturale tra Italia e Francia

Intervista a ROBERTA MALAVASI e RICCARDO VALENTINI di Alessia Pietropinto

Fondata a Parigi nel 2021 da Roberta Malavasi e Riccardo Valentini, CONTEMPORALIS è un’associazione culturale franco-italiana nata con l’obiettivo di favorire il dialogo tra le scene artistiche contemporanee dei due Paesi attraverso residenze, mostre, premi, incontri e relazioni tra artisti, curatori, collezionisti e istituzioni. Con una progettualità sempre più strutturata e una presenza attiva tra Francia e Italia, CONTEMPORALIS si è affermata come una piattaforma capace di sostenere concretamente la mobilità e la visibilità internazionale delle nuove generazioni artistiche. In questa intervista Riccardo Valentini e Roberta Malavasi ripercorrono la nascita del progetto, le attività sviluppate negli ultimi anni e le prospettive future di una realtà che ha fatto della relazione tra i due Paesi la propria missione culturale.

Riccardo Valentini e Roberta Malavasi

CONTEMPORALIS nasce a Parigi da un’iniziativa privata trasformata nel tempo in un progetto culturale strutturato. Qual è stata l’esigenza che vi ha spinti a creare un’associazione dedicata allo scambio artistico tra Italia e Francia?
Innanzitutto teniamo a sottolineare che mia moglie e io proveniamo da ambiti professionali molto distanti dal mondo dell’arte e che ci siamo avvicinati all’arte contemporanea incuriositi dai percorsi di vita e dalla sensibilità di diversi artisti incontrati in Italia e successivamente in Europa, a partire dal 2010.
L’idea di creare un’associazione nasce durante il periodo della pandemia, dall’osservazione di una scarsa presenza di artisti basati in Italia nelle fiere e nelle gallerie d’arte, a partire da Parigi ma non solo. Al di là di alcuni artisti italiani di fama internazionale già ampiamente riconosciuti, abbiamo notato una rappresentazione insufficiente del talento artistico presente nel nostro Paese: un talento che continua a esistere in forme diverse, ma che spesso fatica a uscire da determinati contesti locali.
Per essere precisi, ci riferiamo agli artisti italiani o cresciuti in Italia e residenti nel Paese, lasciando da parte le numerose figure che invece vivono e lavorano stabilmente in Francia.

Vivete da molti anni a Parigi, una delle capitali internazionali dell’arte contemporanea. In che modo il contesto culturale francese ha influenzato il vostro approccio al collezionismo e successivamente alla progettazione culturale?
Fin dai primi mesi successivi al nostro arrivo a Parigi, alla fine del 2011, abbiamo avuto la possibilità di entrare in contatto con alcuni collezionisti che hanno avuto la gentilezza di introdurci all’ADIAF, l’associazione francese dei collezionisti fondatrice del Prix Marcel Duchamp, creata da una personalità di grande rilievo come Gilles Fuchs.
Attraverso le attività dell’ADIAF abbiamo potuto osservare da vicino il forte interesse rivolto alla giovane produzione artistica, grazie a visite in atelier e mostre anche fuori Parigi, e constatare la straordinaria dinamicità dell’intero sistema culturale francese.

Linda Carrara, La prima Passeggiata, installation view at CONTEMPORALIS, 2022

Fin dall’inizio avete lavorato sulla costruzione di connessioni tra artisti, collezionisti, curatori e istituzioni. Quanto conta oggi, per un artista emergente, la possibilità di entrare in una rete relazionale internazionale?
Riteniamo sia fondamentale per un artista emergente accedere al maggior numero possibile di esperienze e reti relazionali, confrontandosi con interlocutori differenti. Questo consente di arricchire il proprio bagaglio di sensibilità e di interpretazione dei temi contemporanei attraverso prospettive diverse e contesti nuovi.
Naturalmente ogni artista deve possedere la volontà e il desiderio di uscire dalla propria zona di comfort e dalle relazioni consolidate a livello locale, aprendosi a situazioni e confronti differenti.

Uno degli aspetti centrali del vostro operato riguarda il sostegno alla mobilità artistica attraverso residenze e progetti di scambio. Perché ritenete che l’esperienza della residenza sia ancora oggi uno strumento fondamentale nella formazione e nella crescita di un artista?
La residenza consente di interrompere le consuetudini del lavoro quotidiano e di immergersi in contesti ambientali e relazionali differenti, spesso molto lontani da quelli abituali.
A nostro avviso, un artista dovrebbe avere periodicamente l’opportunità di confrontarsi con nuove realtà per alimentare idee, progetti e sperimentazioni.
In Francia osserviamo la presenza di numerose residenze, sia pubbliche sia private, caratterizzate da un’eccellente organizzazione e capaci di offrire importanti benefici agli artisti sul piano della riflessione e della ricerca. Si tratta di un modello che meriterebbe maggiore attenzione anche in Italia, dove le strutture dedicate risultano ancora relativamente poche e poco conosciute.

Andrea Francolino, Humus, le drapeau unique de la Terre, performance at Istituto Italiano di Cultura di Parigi, 2025

Nel corso degli ultimi anni avete collaborato con realtà come l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, AMACI e il progetto IN-EDITA a Forte Marghera. Quanto è importante, oggi, creare alleanze tra soggetti differenti del sistema dell’arte contemporanea?
La nostra associazione nasce e opera proprio con l’obiettivo di creare relazioni e connessioni tra realtà italiane e francesi, offrendo agli artisti di entrambi i Paesi opportunità di apertura culturale e creativa.
In questi anni abbiamo sviluppato diverse collaborazioni con istituzioni pubbliche e private per favorire gli scambi tra i vari attori del sistema e veicolare contenuti innovativi.
Siamo costantemente alla ricerca di nuovi partner che possano offrire spazi di accoglienza e residenza agli artisti francesi interessati a confrontarsi con il contesto italiano.

Attraverso il Prix CONTEMPORALIS avete scelto di sostenere concretamente giovani artisti italiani e francesi. Quali caratteristiche ricercate negli artisti con cui decidete di collaborare?
È importante precisare che gli artisti che sosteniamo vengono selezionati con il coinvolgimento del Comitato Artistico di CONTEMPORALIS, composto dalla presidente Roberta Malavasi, dal sottoscritto in qualità di vicepresidente, dal segretario generale e dalla tesoriera.
Gli artisti devono presentare un progetto solido, fondato sul proprio percorso di ricerca e accompagnato da una proposta specificamente pensata per CONTEMPORALIS. Accanto alla qualità del progetto, valutiamo anche la capacità di confrontarsi con contesti e interlocutori diversi, elemento essenziale per partecipare alle nostre iniziative.

Romina De Novellis x CONTEMPORALIS, installation view at CONTEMPORALIS 2023. Romina De Novellis, Del maiale non si butta via niente, 2022

Negli ultimi anni avete dato visibilità a numerosi artisti italiani a Parigi, contribuendo alla loro apertura internazionale. Quali sono oggi, secondo voi, le principali difficoltà che un giovane artista incontra nel costruire un percorso fuori dai confini nazionali?
Restando nell’ambito dell’esperienza francese, che conosciamo meglio, un giovane artista interessato a sviluppare un percorso internazionale dovrebbe innanzitutto documentarsi con attenzione sulle opportunità disponibili: residenze, bandi, fiere dedicate agli emergenti e reti professionali già attive sul territorio.
In caso contrario, rischia di perdersi nell’enorme quantità di iniziative che Parigi offre.
La Francia è probabilmente uno dei Paesi europei più attrattivi sotto questo profilo: da un lato, la cultura e l’arte contemporanea occupano un ruolo centrale e godono di un reale riconoscimento pubblico; dall’altro, questa stessa attrattività richiama migliaia di artisti provenienti da tutto il mondo, generando una forte concentrazione di proposte culturali, gallerie e professionisti.
In un contesto così ricco e competitivo, anche per il pubblico può risultare difficile orientarsi. CONTEMPORALIS svolge quindi anche una funzione di accompagnamento e orientamento per gli artisti che arrivano a Parigi per la prima volta.

Parigi continua a esercitare un forte potere attrattivo nel panorama artistico globale, ma è anche una città estremamente competitiva. In che modo CONTEMPORALIS riesce a ritagliarsi uno spazio riconoscibile all’interno di questo ecosistema?
Fin dalla sua nascita, nel 2021, CONTEMPORALIS ha voluto definirsi come una piattaforma di relazioni tra Italia e Francia, dedicata al sostegno di artisti di valore nel loro percorso oltre i confini nazionali.
La nostra missione consiste nel rafforzare il dialogo tra la scena artistica contemporanea francese e quella italiana, offrendo agli artisti occasioni concrete di visibilità internazionale.
Ribadiamo costantemente che le nostre attività non hanno finalità lucrative e che non operiamo come una galleria o come intermediari commerciali. Crediamo che proprio questo posizionamento ci abbia consentito di essere riconosciuti e apprezzati per la passione e l’interesse autentico che dimostriamo nei confronti degli artisti coinvolti nei nostri progetti.

ART VERONA 2025 TALK – CONTEMPORALIS, esperienze tra Italia e Francia. Ospiti Leonardo Regano, curatore, Riccardo Valentini e Roberta Malavasi, fondatori di CONTEMPORALIS Association Amis Art Contemporain France – Italie, Andrea Francolino, artista

La vostra associazione nasce da un’esperienza di collezionismo consapevole e partecipato. Che ruolo può avere oggi il collezionista nel sostenere realmente la ricerca contemporanea?
Vivendo a Parigi abbiamo potuto apprezzare ancora meglio l’importanza dei centri d’arte e delle residenze per artisti, come Poush, Fiminco e la Cité Internationale des Arts, luoghi che permettono di conoscere numerosi artisti e approfondirne il lavoro in tempi relativamente brevi.
Ci consideriamo collezionisti interessati non solo all’acquisizione delle opere, ma anche alla scoperta di nuovi talenti e tendenze. Per questo organizziamo regolarmente visite alle Beaux-Arts di Parigi e ai centri d’arte della banlieue, dove operano numerosi giovani artisti provenienti da contesti geografici e culturali differenti.

In diverse occasioni avete sottolineato l’importanza del rapporto tra Francia e Italia anche alla luce del Trattato del Quirinale e delle nuove politiche culturali europee. Quanto credete che la cultura possa incidere concretamente nella costruzione di relazioni internazionali?
La cultura ha sempre svolto un ruolo fondamentale nella storia delle relazioni tra Stati e popoli, contribuendo allo sviluppo di nuovi modi di vivere e di pensare.
Oggi, come in passato, il desiderio di espressione artistica continua a essere molto vivo nelle nostre società, pur confrontandosi con fenomeni complessi come la globalizzazione e la crescente finanziarizzazione di alcuni processi culturali.
A Parigi questa vitalità è particolarmente evidente: lo testimoniano l’aumento costante di mostre ed esposizioni, ma soprattutto la crescita di nuovi spazi di residenza e centri d’arte. Si tratta spesso di progetti che rispondono a una precisa volontà politica di rigenerare aree urbane e periurbane attraverso la cultura, trasformandole in luoghi di produzione e condivisione artistica contemporanea.

Jacopo Mazzonelli, Harmonices, installation view at CONTEMPORALIS, 2022

Lavorate a stretto contatto con artisti appartenenti a generazioni e percorsi differenti. Quali trasformazioni avete osservato negli ultimi anni nelle pratiche artistiche emergenti?
La nostra esperienza è ancora relativamente recente, considerando che frequentiamo attivamente il mondo dell’arte contemporanea da circa quindici anni. Negli ultimi anni abbiamo osservato come la dimensione della comunicazione e dell’interazione digitale abbia assunto un peso sempre maggiore nel lavoro degli artisti, offrendo loro la possibilità di dialogare in modo immediato con un pubblico ampio e diversificato.

Oggi molte realtà indipendenti cercano nuove modalità di sostenibilità economica e progettuale. Quali sono le principali sfide nel portare avanti un’associazione culturale no-profit dedicata all’arte contemporanea?
Per CONTEMPORALIS la sfida principale consiste nel mantenere una proposta riconoscibile e di qualità pur disponendo di risorse limitate.
Cerchiamo quindi di sviluppare attività e iniziative curate con attenzione, rivolte a pubblici specifici e capaci di consolidare la nostra credibilità, offrendo agli artisti opportunità concrete di crescita e visibilità.

La vostra attività alterna dimensione espositiva, progettazione curatoriale e costruzione di reti internazionali. Come immaginate l’evoluzione futura di CONTEMPORALIS?
Nei prossimi cinque o dieci anni immaginiamo CONTEMPORALIS come una piattaforma sempre più riconosciuta e apprezzata per la qualità delle proprie attività, animata dalla stessa passione e dallo stesso interesse autentico che ne hanno guidato la nascita.
Vorremmo inoltre rafforzarne ulteriormente la dimensione internazionale.
Siamo convinti che gli artisti italiani meritino una visibilità maggiore rispetto a quella che ricevono oggi e desideriamo continuare a svolgere un ruolo concreto e riconoscibile nella loro valorizzazione.

Info: www.contemporalis.eu

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