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MILANO | Fondazione Mudima | 23 aprile – 24 maggio 2013

di MATTEO GALBIATI

Era il 1989 e la mostra Les magiciens de la terre fece irrompere, ufficialmente in uno dei templi dell’arte contemporanea internazionale – il Centre Georges Pompidou di Parigi – il linguaggio dell’arte africana. Fu Jean-Hubert Martin, allora direttore del museo parigino, il primo, dopo aver fatto ricerca sul campo, a favorire l’incontro con gli artisti africani contemporanei. Una rivelazione per molti. Si spostava l’attenzione dell’arte attuale anche sul continente nero, accogliendo con vivo interesse la voce e la personalità dei talenti provenienti dalla grande nazione africana. Una scoperta felice: ci si accorgeva che anche lì l’arte contemporanea si muoveva e lo faceva con un dinamismo e una sensibilità davvero particolari.


Da Mudima
, sotto la regia di Achille Bonito Oliva che ha selezionato sei artisti equamente divisi tra uomini e donne, si possono ammirare alcune suggestive opere che testimoniano le esperienze artistiche provenienti dal suolo d’Africa, prova del risveglio e dell’emancipazione del continente dopo la triste parentesi coloniale. Anche agli occhi del visitatore meno accorto, dalle opere emerge il forte fervore culturale che dimostra quanto il desiderio di riscatto e affermazione animi ancora questi travagliati paesi. È quindi utile la visita alla mostra – lo suggeriamo oltre ogni apprezzamento e gusto individuali del possibile visitatore – per ritrovare quella passionalità viva e sanguigna, genuinamente propositiva, che dovrebbe animare l’arte. Tali lavori – tutti gli artisti hanno avuto meritata notorietà sullo scenario artistico mondiale – mostrano quella sincera emotività e autenticità che deve esprimere il senso dell’opera d’arte.

Declinate sia in pittura che in scultura queste opere non devono essere confuse come artigianato etnico, ma come istanza artistica di conoscenza, felice nell’espressione di una territorialità e un genio ben precisi e determinati, per quanto inusuali o non abituali nella nostra cultura. Pensare in termini di origine e identità – che cercano di emergere con chiarezza da tali lavori – riporta chiaro il principio di affermazione e affrancamento dal silenzio e dall’isolamento che l’arte aiuta e favorisce.
Sappiamo che l’Africa è stata culla dell’umanità, accogliendo lo sviluppo dell’uomo che da qui ha mosso i suoi primi passi, e forse, proprio come profetizza il presidente della Fondazione Mudima, Gino di Maggio, il XXI secolo sarà dominato dal risveglio di questo immenso e straordinario continente da troppo tempo vessato, oppresso e abbandonato. L’arte espressa da questi artisti sembra essere proprio un segnale inequivocabile.

Africana
a cura di Achille Bonito Oliva

Artisti: Mikidadi Bush (Tanzania), Seni Camara (Senegal), John Goba (Sierra Leone), George Lilanga (Tanzania), Esther Mahlangu (Sudafrica), e Margaret Majo (Zimbabwe) con 4 sculture di Sarenco e i lavori fotografici di Paola Mattioli e Fabrizio Garghetti.

23 aprile – 24 maggio 2013

Fondazione Mudima
Via Tadino 26, Milano

Orari: lunedì-venerdì 11.00-13.00 e 15.00-19.30

Info: +39 02 29409633
info@mudima.net
www.mudima.net

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