MILANO | PIRELLI HANGARBICOCCA | Fino al 26 luglio 2026
di ELEONORA BIANCHI
La mostra di Rirkrit Tiravanija (Buenos Aires, Argentina, 1961) a Pirelli HangarBicocca è tutto meno che la definizione vera di mostra, quantomeno quella a cui siamo abituati. In un tempo in cui tutto deve essere visto, capito e possibilmente fotografato nel giro di sette secondi, The House that Jack built sceglie di andare ostinatamente controcorrente e costringe il visitatore a scoprirla mano a mano.
All’entrata delle Navate ci accorgiamo che il colpo d’occhio totale tipico di HangarBicocca questa volta non c’è. L’esposizione non è esposta, non si lascia consumare tutta insieme, la prospettiva solitamente infinita della cattedrale industriale è stravolta da un labirinto arancione che occupa e piega lo spazio a suo piacimento, per condurci, a errori e tentativi, alle varie installazioni.
Comincia il gioco.

Niente di esageratamente spettacolare o infantile, sia mai, piuttosto, quell’atteggiamento sotteso che altera il comportamento delle persone. Sbagliamo strada, torniamo indietro, sbuchiamo da qualche parte e sorprendiamo degli sconosciuti sdraiati in una tenda da campeggio o intenti a bere del tè. Di fatto, lo capiamo fin dalla biglietteria quali saranno i nostri inconsapevoli compagni di viaggio, volti sconosciuti che continuano a riapparire lungo il percorso e ci rivolgono quel sorriso a metà tra l’imbarazzo e la complicità perché ci siamo persi tutti dentro queste maledette tende arancioni.
Tiravanija conosce bene questi meccanismi minimi dello stare insieme. Sa che non resistiamo davanti a una scacchiera lasciata libera, che il tè non si beve mai da soli e che condividere uno spazio cambia completamente il modo in cui lo attraversiamo.

Il taglio estremamente relazionale della mostra si vede bene in questi piccoli slittamenti: niente di spettacolare, niente di forzato. La partecipazione non è obbligatoria, le relazioni germogliano un po’ per caso e un po’ per necessità logistica. Ci osserviamo, ci aspettiamo, ci evitiamo per pochi secondi quando la prossimità ci sembra troppo cringe e poi ci ritroviamo in tre davanti a un biliardino a cercare il quarto sconosciuto che diventerà compagno di viaggio semplicemente perché sta attraversando il labirinto insieme a noi.
È sorprendente quanto questo cambi anche la percezione dello spazio di HangarBicocca. Le Navate diventano all’improvviso uno spazio ristretto, intimo, quasi domestico, caldo, vicino al corpo, fatto di soste e deviazioni continue.
Anche le architetture moderniste che Tiravanija cita lungo il percorso perdono qualsiasi rigidità celebrativa. I riferimenti a Le Corbusier, Friedrich Kiesler o Carlo Scarpa perdono la dimensione di icone da contemplare a distanza di sicurezza per restituirci degli ambienti da usare, attraversare, occupare temporaneamente.

Tiravanija costruisce le condizioni affinché le persone si muovano insieme senza sapere esattamente cosa succederà dopo. In questo continuo attraversarsi, incrociarsi, aspettarsi e perdersi, la mostra prende una forma sempre diversa. Per qualche ora, dentro il labirinto, anche gli sconosciuti sembrano appartenere alla stessa storia.
E la cosa più disorientante, forse, è che tutto questo funziona davvero. Senza bisogno di effetti speciali, senza proclamazioni sulla “partecipazione”, senza la solita retorica dell’arte che unisce le persone. Succede. Un labirinto di tende arancioni, qualche gioco da tavolo, un biliardino, del tè e improvvisamente ci si ritrova a condividere lo stesso spazio con altri sconosciuti come se fosse la cosa più normale del mondo.
Quando usciamo dalle Navate, la sensazione è un po’ assurda: non abbiamo “visto” una mostra, ci abbiamo abitato dentro per un tempo breve e leggermente disallineato dal resto della città. Poi ovviamente tutto torna normale. Smettiamo di cercarci, di sorriderci e di parlarci e resta addosso una domanda un po’ banale, che però vuole una risposta: com’è che dentro era così facile e qua fuori no?
Rirkrit Tiravanija. “The House That Jack Built”
a cura di Lucia Aspesi e Vicente Todolí
26 marzo – 26 luglio 2026
Pirelli HangarBicocca
via Chiese 2, Milano
Orari: giovedì, venerdì, sabato e domenica 10.30-20.30
Ingresso libero
Info: +39 02 6611 1573
info@hangarbicocca.org
www.pirellihangarbicocca.org



