Luigi Ghirri, Modena, 1979 © Eredi Luigi Ghirri

Al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia la fotografia si fa spazio: l’universo di Luigi Ghirri e Giovane Fotografia Italiana

Reggio Emilia | Palazzo dei Musei | Fino al 28 febbraio 2027

di AURORA SECCHIA

Quando percepiamo qualcosa – qualsiasi cosa – lo facciamo attraverso i sensi: vista, udito, olfatto, tatto, gusto sono i canali attraverso i quali facciamo esperienza del mondo. La percezione è a tutti gli effetti un fatto sinestetico, è travolgente. Quando, dunque, si guarda una fotografia per esempio, capita di immaginare tutto ciò che non si può percepire: i rumori e i suoni, gli odori e i profumi, le superfici sotto la punta dei polpastrelli. Suono e immagine, ascolto e sguardo, in particolare vivono un rapporto a stretto contatto. Questo si può dire, a maggior ragione, se le fotografie in questione sono scattate da Luigi Ghirri.

La mostra Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori – presso Palazzo dei Musei di Reggio Emilia – indaga esattamente questo aspetto, quella “strana e misteriosa parentela tra suono e immagine” che ha sempre affascinato l’artista.

All’interno del Palazzo dei Musei, dal 2021, è presente uno spazio dedicato a Ghirri, promosso dal Comune di Reggio Emilia (Musei Civici e Fototeca della Biblioteca Panizzi) in collaborazione con la Fondazione Luigi Ghirri. Questo spazio si comporta come un vero e proprio laboratorio di ricerca, che ha l’obiettivo di leggere e rileggere continuamente il lavoro del grande artista, aprendolo e connettendolo sempre più all’oggi, coinvolgendo anche – come in questo caso – artisti contemporanei.

Luigi Ghirri. A Series of Dreams, Palazzo dei Musei Reggio Emilia, installation view, corridoio prima sezione, foto Iacopo Pasqui

Il nuovo percorso espositivo – a cura di Ilaria Campioli e Andrea Tinterri, con la curatela musicale di Giulia Cavaliere – è articolato in tre nuclei, creando un vero e proprio percorso che esplora il profondo legame tra Luigi Ghirri e la musica.

L’intera mostra si apre con la proiezione di un video inedito realizzato da Ghirri nel 1991 – tagliato e montato per l’occasione da Cristiano Travaglioli – che documenta l’avvicinamento dell’artista al linguaggio audiovisivo. All’interno delle scene che si focalizzano sulle piccole cose della vita e sul tempo lento, è possibile percepire il legame di Ghirri con il suono e con la musica, ascoltando – come fossimo insieme a lui – “Series of Dreams” di Bob Dylan, musica classica e i rumori ambientali che accompagnano le immagini.

Nel corridoio centrale si sviluppa poi la prima parte, che indaga i luoghi della musica attraverso l’obiettivo dell’artista, mostrando la familiarità della ricerca della musica all’interno della sua stessa fotografia. In questi scatti la musica si mostra come un’apparizione fugace e una tradizione radicata, portando allo sguardo un ritratto stratificato e sfaccettato di questo stesso linguaggio.

Luigi Ghirri. A Series of Dreams, Palazzo dei Musei Reggio Emilia, installation view, seconda sezione, foto Iacopo Pasqui

Il secondo nucleo, invece, dà spazio alle relazioni musicali attraverso numerosi progetti – alcuni dei quali inediti – che raccontano i rapporti intessuti tra Ghirri e musicisti come Lucio Dalla, Gianni Morandi, Ron, Luca Carboni, i CCCP e molti altri. In questa sezione viene messo in luce e raccontato per la prima volta il lavoro di Paola Bergonzoni – graphic designer e compagna di vita di Ghirri – con la quale l’artista ha collaborato nella progettazione delle copertine dei dischi e nell’ideazione dei progetti editoriali. Questa sezione in particolare riproduce anche il sapore di un’epoca, portando a percepire quasi il fragore e l’energia che la musica produce quando diventa emozione collettiva, immortalata e resa eterna dalla fotografia. Il terzo nucleo è quello che affonda le radici nella contemporaneità ed è intitolato Oltre quei monti il mare: si tratta dell’intervento del cantautore, produttore discografico e compositore Iosonouncane che ha indagato la relazione tra paesaggio visivo e paesaggio sonoro, riflettendo su come il suono racconta lo spazio che attraversa. All’interno delle tre sale in cui si sviluppa l’installazione sonora, si snoda una composizione di suoni che Iosonouncane sente nella sua quotidianità, suoni che lo hanno plasmato e formato nel profondo – ciò che sente affacciandosi da casa nel suo paese di origine (Buggerru, Sardegna), il rumore del mare, il riverbero della montagna. Il musicista sceglie di narrare come il suono si palesa all’ascolto, mostrandoci ciò che non è possibile vedere, ma solo sentire. In questa dimensione il buio non solo aiuta nell’immersione, ma crea un’esperienza totalizzante. È qui che si ritrova quel legame naturale tra vedere e ascoltare, perché se attraverso il lavoro di Iosonouncane siamo portati a immaginare il paesaggio che sentiamo, attraverso quello di Luigi Ghirri ricreiamo i suoni che riverberano nello scatto, che sono già presenti al suo interno.

“[…] canzoni e fotografie mi sembrano sempre piccole illuminazioni, squarci visionari che si consegnano a noi per diventare semplicemente parte della nostra vita […]”, Luigi Ghirri.

Durante il percorso espositivo è possibile fruire di una serie di testi e audio originali curati da Giulia Cavaliere, che offrono la possibilità di toccare con mano il dialogo tra suono e immagine che attraversa l’intera mostra. Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori è infatti una mostra che si guarda, si ascolta e si vive.

Luigi Ghirri. A Series of Dreams, Teatro Valli Reggio Emilia, installation view, foto Iacopo Pasqui

Per valorizzare, inoltre, il rapporto tra Ghirri e il mondo del teatro – in occasione di Fotografia Europea – è stato allestito un ulteriore focus a Teatro Valli, dedicato alle immagini per le copertine di musica classica dell’etichetta discografica RCA e alle fotografie che Ghirri ha scattato negli anni agli spettacoli teatrali. L’esposizione di queste opere sottolinea con forza il valore dell’archivio come luogo vivo, capace di tramandare la memoria e l’emozione nel tempo.

Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri, 13a edizione, Voci / Voices, Palazzo dei Musei Reggio Emilia, foto di Iacopo Pasqui

Contemporaneamente, sempre presso Palazzo dei Musei, è possibile visitare la XIII edizione del progetto Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri, promosso dal Comune di Reggio Emilia e a cura di Ilaria Campioli e Daniele De Luigi. Il progetto è un punto di riferimento importante per la promozione di giovani artisti e artiste emergenti under 35, in quanto in palio c’è il prestigioso Premio Luigi Ghirri, dal valore di 4.000 euro, e la possibilità per l’artista vincitore di presentare il proprio lavoro in una mostra personale negli spazi di Triennale Milano. La mostra collettiva Voci / Voices che vede protagonisti i lavori dei sette finalisti – sempre parte del programma di Fotografia Europea – si presenta come uno spazio che mette a fuoco il potere delle immagini di conferire una forma a ciò che spesso rimane invisibile o inascoltato. Gli artisti e le artiste selezionati – Susanna De Vido, Karim El Maktafi, Alice Jankovic, Cinzia Laliscia, Anie Maki, Eva Rivas Bao e Federica Torrenti – propongono una pluralità di sguardi in grado di attraversare territori intimi, politici e ambientali, restituendo una narrazione a più voci che si presentano come specchio della contemporaneità.

Federica Torrenti, La Fortezza (2025 – in corso), installation view, Voci / Voices, nell’ambito di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri – Foto Iacopo Pasqui

Il progetto vincitore è quello di Federica Torrenti, La Fortezza (2025 – in corso), una riflessione sulla coscienza che, se solitamente è stata percepita come una fortezza inespugnabile, qui si presenta come un tentativo di forzarne le porte, irrompere al suo interno e ricondurla a ciò che davvero è. Torrenti cerca di riportarla al suo stato naturale, alla circolarità che contraddistingue la relazione mente-corpo-ambiente e che riporta l’essere umano a un originario rapporto con il mondo. La Fortezza tenta, quindi, di aprire l’immaginazione ad altri modi di abitare cercando di restituire la centralità alle relazioni umane e non umane che ci hanno generato e ci generano continuamente.

Karim El Maktafi, Archivio del mare, installation view, Voci / Voices, nell’ambito di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri – Foto Iacopo Pasqui

Con Archivio del mare Karim El Maktafi vince, invece, la menzione speciale Nuove Traiettorie promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma. Il progetto di El Maktafi riflette sulle migrazioni contemporanee, cercando di conservare e trasmettere attraverso la fotografia le storie delle persone che hanno attraversato il mare. Tutti i lavori dei giovani artisti e artiste finalisti di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri si configurano come tentativi di mostrare diverse possibilità di vivere, abitare ed esistere, cercando di portare alla luce nuovi modi di vedere e percepire il mondo.

La mostra Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori è promossa dal Comune di Reggio Emilia (Musei Civici, Biblioteca Panizzi) in collaborazione con Fondazione I Teatri, Fondazione Luigi Ghirri e ISIA U. Con il patrocinio della Fondazione Lucio Dalla. Con il contributo Art Bonus di IREN. La sezione “Oltre quei monti il mare – Iosonouncane” è realizzata grazie al contributo Art Bonus di BDC – Bonanni Del Rio Catalog e con la sponsorizzazione tecnica di RCF.

 

Palazzo dei Musei – Luigi Ghirri. A Series of Dreams. Paesaggi visivi e paesaggi sonori
30 aprile 2026 – 28 febbraio 2027

dall’8 maggio al 14 giugno: da martedì a giovedì › 10-13
venerdì, sabato, domenica e festivi › 10-18
dal 14 giugno aggiornamenti sul sito: www.musei.re.it

Palazzo dei Musei – Voci / Voices, Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri
8 maggio – 14 giugno 2026

venerdì, sabato, domenica e festivi › 10-18
Info: gfi.comune.re.it

Palazzo dei Musei
via Spallanzani 1, Reggio Emilia

Teatro Valli
1 maggio – 14 giugno 2026
dall’8 maggio al 14 giugno: venerdì, sabato, domenica e festivi › 10-18

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