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ROMA | Macro Testaccio | 13 aprile – 29 maggio 2016

di CORINNA CONCI

Sono quindici gli artisti italiani under 40 selezionati in occasione del Premio Fondazione V.A.F.
Il fine dell’iniziativa è stabilire un contatto tra la nostra nazione e la Germania per alimentare un confronto e un dialogo artistico più intenso. I protagonisti di questa settima edizione sono Michele Bubacco, Ottavia Castellina, Alice Cattaneo, Paolo Chiasera, Michael Fliri, Chiara Fumai, Hilario Isola, Andrea Mastrovito, Davide Monaldi, Valerio Rocco Orlando, Gianni Politi, Luigi Presicce, Roberto Pugliese, Alice Ronchi, Mona Lisa Tina.

Mona Lisa Tina, L'albero delle bugie, performance 2016, Foto: Roberto Fellicò

Mona Lisa Tina, L’albero delle bugie, performance 2016, Foto: Roberto Fellicò

Dal 13 aprile il Macro Testaccio di Roma ospita la mostra del Premio, aperta fino al 29 maggio. Nella giornata inaugurale ha avuto luogo la performance di Mona Lisa Tina L’albero delle bugie (2016), ideata appositamente per lo spazio e per l’occasione. L’azione prende il suo senso dalle genealogie delle famiglie e dei luoghi, sottolineando come le strutture interne/umane e quelle esterne/degli spazi siano entrambe connesse profondamente al passato: la memoria di un individuo è paragonabile alla memoria di un’architettura. Così, il Macro Testaccio in quanto ex macello porta in sé un ricordo di quell’esperienza che Mona Lisa Tina rappresenta con una camminata faticosa e lenta a causa di un peso legato alle caviglie che richiama la forma di un albero genealogico e produce un rumore assordante. L’artista infine, come atto di purificazione del passato, usa l’acqua e la voce come elementi che rispondono alla morte con la vita e l’unione con l’Altro.

Durante la serata dell’opening della mostra ha inoltre avuto luogo la cerimonia di premiazione, dove è stato proclamato vincitore Valerio Rocco Orlando: «Questo premio è per me l’occasione per rileggere dieci anni di ricerca e collaborazioni con istituzioni e sfera sociale, per comprendere dove sono oggi, attraverso il confronto con gli altri, e muovere nuovi passi, con maggiore fiducia e consapevolezza».

Valerio Rocco Orlando, Niendorf (The Damaged Piano), 2008, videoinstallazione a due canali

Valerio Rocco Orlando, Niendorf (The Damaged Piano), 2008, videoinstallazione a due canali

L’artista ha proposto l’opera Niendorf, The Damaged Piano (2008): i protagonisti di questo progetto sono Michael Nyman e un vecchio pianoforte scordato, del quale il musicista si è innamorato in un negozio di un restauratore berlinese. Nyman, dopo averlo suonato e aver sentito in quelle note (distorte e affascinanti) tutte le anime che l’hanno precedentemente toccato, ne rimane rapito. Tempo dopo Valerio Rocco Orlando contatta Nyman e lo riprende mentre suona lo strumento recuperato dal passato. Gira poi un secondo video del solo pianoforte all’interno del negozio, mostrandoci come lo vede lui: vivo e illuminato di riflessi coloratissimi, colmo di sfumature emotive. Niendorf, The Damaged Piano (2008) è un’installazione video su due canali, dalle quali immagini emergono due mondi apparentemente diversi ma visceralmente connessi. Da una parte il primo piano di un viso impegnato e razionale, assorto in una concentrazione in bianco e nero; dall’altra un luccichio di pathos visivo: si tratta del mondo di due artisti, quello del musicista e quello di Valerio Rocco Orlando.

Michael Fliri_I Pray I’m A False Prophet 2015_Video 2’ 00_Courtesy by the artist and Galleria Raffaella Cortese_ Fotocredit Installation Kristof Vrancken

Michael Fliri, I Pray I’m A False Prophet 2015, Video 2’ 00. Courtesy by the artist and Galleria Raffaella Cortese. Fotocredit Installation: Kristof Vrancken

Altri tre premi di riconoscimento sono stati assegnati agli artisti Michael Fliri, Chiara Fumai e Roberto Pugliese. Fliri gioca sulle stratificazioni identitarie delle maschere, partendo dai loro valori ancestrali fino ad arrivare alle attribuzioni individuali che possono nascondere nelle loro superfici interne. Infatti, il focus dei suoi ultimi lavori video (I Pray I’m A False Prophet, 2015) e scultorei (The Void Sticks On Us, 2015) verte sullo spazio che vive tra il profilo del viso e la maschera indossata, interstizio che si riempie di materia per mettere in luce il duplice significato del quale è portatore: ciò che nasconde e ciò che vuole rappresentare. I profili dell’artista appaiono così svelati sulla parte esterna delle maschere. L’artista si è detto entusiasta della possibilità che il Premio gli ha fornito: «Durante i quattro giorni di allestimento al Macro tutti gli artisti e giurati erano presenti: sono stati momenti utili per scambi sull’arte e sulla vita e ne sono molto soddisfatto e grato».

Chiara Fumai_Less Light My Dear 2015_ courtesy the artist and waterside contemporary

Chiara Fumai, Less Light My Dear 2015. Courtesy l’artista e waterside contemporary

Fumai presenta l’installazione Less Light My Dear (2015) e The Book of Evil Spirits (2015) un film che raccoglie in catalogo i personaggi incarnati dall’artista nelle sue performance. L’artista chiede aiuto alla medium dell’800 Eusapia Palladino per diventare essa stessa medium e canalizzare gli spiriti delle figure femminili da lei rappresentate nel suo lavoro passato. L’artista dichiara infatti «Sono felice che The Book of Evil Spirits (2015), l’opera commissionata da Contour 7  sulla storia della mia pratica performativa, riceva un premio, perché la considero un lavoro molto importante sulla decostruzione del linguaggio e della documentazione di performance».

Anche Roberto Pugliese ha detto di essere soddisfatto dell’esperienza: «Sono onorato e felice di aver ricevuto un riconoscimento così prestigioso per la mia ricerca e di essere stato selezionato tra colleghi che ritengo molto validi». Pugliese presenta quattro opere distinte, sinuose nella loro forma di discorso acustico.

Roberto Pugliese_Critici ostinati ritmici_Courtesy Studio La Città_Foto Michele Alberto Sereni

Roberto Pugliese, Critici ostinati ritmici. Courtesy Studio La Città. Foto: Michele Alberto Sereni

È un sentiero che si snoda tra tronchi vuoti picchiati da piccolissimi abitanti nervosi, picidi che si passano l’un l’altro la parola in un’onda meccanica (Critici ostinati ritmici, 2010). Si tratta di martelletti metallici che partono in seguito ad una scarica elettrica nata da un’informazione filtrata da un computer. Come nelle sue opere precedenti l’artista dimostra di saper tradurre la voce della natura in tecnologia e il suono in bellezza osservabile. In ScoreN1 infatti è una partitura musicale a sviluppare un dialogo tridimensionale su plexiglas, fili e viti rendendo visibile la complessità e la perfezione estetica del suono.

Roberto Pugliese_Score N1_Courtesy by the artist_Foto Roberto Pugliese

Roberto Pugliese, Score N1. Courtesy l’artista. Foto: Roberto Pugliese

VII Premio Fondazione V.A.F
Giuria e Comitato di Selezione: Martin Engler, Volker Feierabend, Lóránd Hegyi, Silvia Höller, Norbert Nobis, Peter Weiermair

13 aprile – 29 maggio 2016

MACRO – Testaccio
Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma

Info: www.museomacro.org
www.fondazione-vaf.it

Altri appuntamenti:
10 giugno – 28 agosto 2016

STADTGALERIE, Kiel

10 novembre 2016 – 12 febbraio 2017
KUNSTSAMMLUNGEN, Chemnitz

 

 

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