Bologna | Sedi varie | fino al 25 luglio 2026
di VERONICA CAMASTRA
Ormai non si può più immaginare Bologna senza OPENTOUR. All’Accademia di Belle Arti, la conclusione dell’anno accademico coincide con un ultimo grande obiettivo: raccontare a tutta la città il lavoro svolto durante l’anno, creando un incontro tra la nuova generazione di artisti e artiste e gli spazi che animano il panorama culturale cittadino.
Arrivati alla dodicesima edizione, è ormai un appuntamento necessario e irrinunciabile. Il titolo di quest’anno è Unboxed: Ababo si apre, si spacchetta e non solo ci mostra quello che per mesi è successo all’interno delle sue aule con OpenShow, ma ne varca anche i confini, creando un ponte fatto di accoglienza e permeabilità durante il quale pubblico e privato riescono a lavorare in sinergia per i giovani.

Parte di questo processo è Giovani Talenti in Galleria, progetto curato da Carmen Lorenzetti e Giuseppe Lufrano. Questa iniziativa non solo permette agli studenti di capire come funziona il sistema che li aspetta una volta usciti dall’ambiente accademico, ma prepara anche istituzioni e gallerie a confrontarsi con una nuova generazione di artisti e curatori. Sono infatti sempre più numerose, quest’anno 31, le gallerie e gli spazi indipendenti che hanno partecipato.
Inaugurate tutte l’11 giugno, siamo andati a visitarne alcune.
Fino all’11 luglio, lo Studio Linea Verticale ospita E.T. Telefono Terra, dove la prospettiva dell’extraterrestre atterrato nel nostro mondo si ribalta e immagina noi esseri umani in lontane galassie alla ricerca di un modo per tornare sul nostro pianeta. È una vera e propria nostalgia di casa quella che permea i lavori degli artisti Giorgio Celiberti Jr, vincitore della menzione speciale da parte dei collezionisti, e Roberta Sorbo. In rappresentanza del nostro pianeta, le tele di Celiberti si riempiono di insetti, la specie più numerosa, ma anche quella più a rischio che abita la Terra. Quasi abbozzati ma incredibilmente nitidi, sembrano voler oltrepassare la superficie della tela, quasi a voler tornare a uno strato non visibile ai nostri occhi. Le opere di Roberta Sorbo, invece, tra tele e sculture si dispongono nello spazio come frammenti provenienti da altre galassie. Ne emerge una sensazione di sospensione, un punto di connessione tra il microcosmo e l’immensità dell’universo, con noi esseri umani sospesi tra queste due dimensioni.

A cura di Luca Caccioni, fino al 25 luglio, alla P420 è visitabile La Follia che viene dall’incanto. Gli artisti esposti, Asia Galeati, Federico Grilli, Yichen Li, Yunru Quan (vincitrice del premio Premio Fondazione Carisbo per i Collezionisti), Paolo Saputo, Enrico Scapinelli, Luida Mija Severino, Giuseppe Urciuolo, Changchang Xu, Moringen Yan, ci chiedono di ripulire il nostro sguardo dalle gerarchie di consumo che caratterizzano oggi il mondo dell’arte, e osservare le opere come possibili esperienze.
Quello che viene fuori è la follia nel suo senso più visionario: la capacità di riuscire a vedere qualcosa di invisibile e soggettivo, quell’approccio antropologico che rende l’arte contemporanea la forma più pura di introspezione. Ci viene chiesto di rimanere incantati nel senso più fanciullesco del termine: prendere parte ad un’esperienza e farne creazione, perché è proprio nell’atto di lasciarsi attraversare dall’opera che l’immaginazione smette di essere evasione e diventa uno strumento di conoscenza.

Al Museo Lercaro, sotto la guida di Marinella Paderni, la mostra Insieme, oltre. Donare, ricevere, cambiare curata dal II anno del corso di Didattica dell’Arte e Mediazione Culturale del Patrimonio Artistico, una delle eccellenze dell’accademia bolognese. Partendo dalla storia del museo fatta di incontri tra il Cardinale Lercaro e l’arte, il focus diventa non tanto l’oggetto, ma ciò che Marco Aime definisce valore di legame: quella connessione che nasce nel momento dello scambio e che crea esperienza condivisa, contatto. Gli artisti selezionati tra i vari corsi – Paula di Vittorio, Lu Yajie, Chiara Ines Zanzi, Cosimo Chirico, Viola Ricci, Chiara Agliardi, Martina di Costanzo, Damiano Schiavone, Federica Duca, Tamara Reith Luca Cavani, Aurora Taiti, Paolo Saputo, Emanuele Bongiorno, Donatella Valente, Qianhua Cheng, Andrea Fabrizio – riescono, con linguaggi diversi, a ricordarci che ogni traccia che lasciamo di noi nel mondo diventa parte di una collettività destinata a moltiplicarsi all’infinito.
OPENTOUR, unico nel suo genere, apre un ventaglio di possibilità oggi necessario più che mai: in un mondo in cui la cultura riceve sempre meno fondi, le Accademie e le istituzioni rappresentano un passaggio fondamentale, offrendo alle nuove generazioni le connessioni, gli strumenti e le occasioni necessarie per costruire il proprio percorso.
OPENTOUR 2026 – Unboxed
Giovani Talenti in Galleria
a cura di Carmen Lorenzetti e Giuseppe Lufrano
E.T. Telefono Terra
a cura di Studio la Linea Verticale
fino all’11 luglio 2026
Studio la Linea Verticale
via dell’Oro 4/b, Bologna
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Insieme, oltre. Donare, ricevere, ricambiare
a cura delle studentesse e degli studenti del Biennio di Didattica dell’arte e mediazione culturale del patrimonio artistico
fino al 12 luglio 2026
Museo Lercaro
via Riva di Reno, 57, Bologna
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La follia che viene dall’incanto
a cura di Luca Caccioni
fino al 25 luglio 2026
P420
via Azzo Gardino 9, Bologna
Info: www.ababo.it



