Veduta della mostra di Eva Lindström, "Niente è impossibile per noi!". Ph. Marco Isaia

Bologna Children’s Book Fair 2026: il Vento del Nord e la poetica del possibile

BOLOGNA | Bologna Fiere | #Report

di ALESSIO COTENA

Si è chiusa la 63ª edizione della Bologna Children’s Book Fair, riconfermando il capoluogo emiliano come epicentro di un immaginario che non conosce confini, ma che anzi trova nel confronto internazionale la sua linfa vitale. In un’edizione segnata da numeri importanti – oltre 32.000 visitatori professionali e 1.540 espositori – il dato statistico cede il passo a una riflessione più profonda sul ruolo del libro per l’infanzia come presidio di resistenza e scoperta. Quest’anno, l’attenzione si è concentrata in modo quasi magnetico sull’apporto fondamentale dato dalla letteratura del Nord Europa: un focus alimentato dalla presenza della Norvegia come Paese Ospite d’Onore e dal prezioso lavoro di ricerca culturale compiuto dall’associazione Hamelin con il programma BOOM! Crescere nei libri. Il cuore pulsante di questa indagine ha trovato la sua esposizione ideale nel convegno “Vento del Nord: nuovi sguardi sull’infanzia” presso la Biblioteca Salaborsa, una giornata di studi densissima che ha saputo tracciare una linea di continuità tra l’eredità dei grandi classici, come l’immortale e rivoluzionaria Astrid Lindgren, e la carica innovativa di autrici e autori contemporanei del calibro di Kitty Crowther, Maria Parr, Guus Kuijer e Toon Tellegen.

Veduta convegno “Vento del Nord: nuovi sguardi sull’infanzia” presso la Biblioteca Salaborsa, credit Hamelin

Al centro di questa tendenza risiede un’onestà intellettuale radicale, capace di scardinare la visione stereotipata del bambino come soggetto da proteggere sotto una rassicurante campana di vetro; una lezione, questa, che affonda le radici nella libertà sfacciata di Pippi Calzelunghe per arrivare fino alle figure erranti e pensose di oggi. Autori come Emma AdBåge, Øyvind Torseter e la stessa Crowther, intervenuti nel dibattito bolognese, hanno delineato una poetica in cui il segno grafico non serve a confermare il già noto, ma a indagare temi complessi come la solitudine, l’assurdo e la natura selvaggia dell’esistere. È un’estetica del dubbio che ha trovato il suo naturale punto di gravità nella proposta norvegese e nel claim “E se…?”.

La delegazione di Oslo ha proposto un ribaltamento prospettico: il libro non è più il luogo delle risposte precostituite, ma lo spazio della domanda infinita, dove l’infanzia è considerata un interlocutore indipendente, capace di abitare l’incertezza con una naturalezza che a noi adulti appare spesso sovversiva. Tale approccio riflette valori profondamente radicati nella società del Nord: democrazia, libertà di espressione e una fiducia incrollabile nelle capacità critiche dei giovani lettori, invitati a esplorare il mondo senza la guida di mappe predefinite.

Veduta BCBF 2026. Ph credit ufficio stampa fiera

Questo dialogo costante tra il Nord e l’Italia è alimentato dal lavoro sapiente di case editrici che operano come veri e propri avamposti culturali, capaci di intercettare narrazioni e stili visivi in grado di rompere con immaginari più tradizionalmente italici. Camelozampa, in particolare, continua a tracciare una via privilegiata portando nel nostro Paese l’universo sospeso di Eva Lindström e la quotidianità densa di Emma AdBåge. Quest’ultima, attraverso opere magistrali come La Buca, riesce a catturare con straordinaria precisione la libertà dei corpi e la complessità delle dinamiche relazionali tra pari, raccontando un’infanzia che resiste e che riconosce le difficoltà dell’esistere senza cercare rifugio in soluzioni edulcorate. Lo stesso accade nel libro Il sacco, in cui l’autrice tratteggia narrativamente e visivamente un’infanzia autentica, colta in un rapporto schietto e non mediato con le figure genitoriali.

Allo stesso modo hanno operato i Topipittori con la pubblicazione di pietre miliari di Kitty Crowther, come Dentro me o Storie della notte, dove l’immaginario nordico prende vita attraverso creature liminali e paesaggi che vibrano di una fitta rete di relazioni tra le cose. La bibliografia della Crowther si arricchisce oggi della preziosa pubblicazione di Madre Medusa da parte della casa editrice Sigaretten. In quest’opera, l’autrice belga esplora il legame simbiotico tra madre e figlia con una potenza visiva ancestrale, dove i lunghi capelli materni si fanno nido e rifugio, ma anche emblema di un amore che deve affrontare la sfida più difficile: il distacco e la necessaria conquista dell’autonomia da parte della piccola Irisée.

 

Immagine della mostra di Kitty Crowther. Ph. Marco Isaia

La riflessione sulla visione nordica ha trovato infine un compimento necessario nelle mostre che hanno abitato la città durante i giorni della kermesse, trasformando Bologna in una galleria diffusa del segno contemporaneo. A Palazzo Paltroni, la monografica di Eva Lindström, Niente è impossibile per noi!, mette in scena la sua capacità di gestire spazio in maniera vibrante e singolare. Nelle sue tavole, i personaggi galleggiano in un’espansione continua, dove l’assurdo diventa lo strumento per cercare un nuovo equilibrio tra le cose e dove l’imprevisto è parte integrante del quotidiano. La poetica della Lindström celebra la separatezza come verità esistenziale: i suoi protagonisti, avvolti da una sottile solitudine, si riconoscono proprio nella loro natura minuta di fronte a paesaggi sconfinati che ne esaltano la fragilità. Poco distante, negli spazi dell’Arena del Sole, l’esposizione dedicata a Kitty Crowther ha messo a nudo la genesi di Madre Medusa attraverso schizzi e disegni preparatori che rivelano la densità materica del suo segno grafico e la ricerca visiva attorno al dilemma del possesso e della protezione. Due percorsi che, sebbene distinti, convergono in un’unica certezza: la letteratura per l’infanzia oggi non è più un genere, ma un osservatorio privilegiato sulla fragilità e sulla bellezza del mondo, un luogo dove perdersi è l’unico modo possibile per iniziare veramente il viaggio nella complessità del nostro mondo.

Veduta mostra di Eva Lindström, “Niente è impossibile per noi!”. Ph. Marco Isaia

63a Bologna Children’s Book Fair (BCBF)

BolognaFiere
Viale della Fiera 20, Bologna

Info: +39 051 282111
bookfair@bolognafiere.it
www.bolognachildrensbookfair.com

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