TORINO | Palazzo Madama – Piccola Guardaroba e Gabinetto Cinese | Fino al 6 luglio 2026
Intervista a IRENE PITTATORE di Alessandra Villa
Monumenta Italia è un progetto nato nel 2019 da una constatazione sconcertante: nelle città italiane il numero di monumenti dedicati alle donne (non figure simboliche/mitologiche ma reali) è spesso esiguo, dove non pari a zero, così come il numero di scultrici.
I numeri però trovano tristemente corrispettivi anche nelle città europee e non solo e dimostrano come esista una grande parte della popolazione che non ha mai preso parte alla rappresentazione nello spazio pubblico. Ma al di là dei numeri, l’elemento più sconvolgente e preoccupante è che, di questa disparità, la maggior parte delle persone non se ne accorga. Ed ecco che il progetto, articolato con diverse fasi, mira a far aprire gli occhi sullo spazio che abitiamo. Dopo una prima concretizzazione espositiva nel 2024, Monumenta Italia ha ampliato la sua rete coinvolgendo diverse città come Torino, Savona, Novara, Roma e Bologna, tornando di recente a Torino con un nuovo progetto espositivo a Palazzo Madama.

Cos’è Monumenta Italia e come è nato?
Monumenta Italia è un progetto d’arte pubblica che ha preso le mosse nel 2019 a partire dal censimento Monumentale dimenticanza del Centro Studi e Documentazione del Pensiero Femminile di Torino. È un progetto nomade che si interroga sulla presenza femminile nella statuaria pubblica italiana, con la curatela di Lisa Parola e Tea Taramino.
Il progetto promuove lo studio del patrimonio artistico pubblico in prospettiva di genere, in dialogo con la cittadinanza e le istituzioni. Ha l’obiettivo di attivare consapevolezza e modi diversi di immaginare, progettare e raccontare le città e la loro storia. Monumenta Italia vuole riflettere sulle modalità in cui la memoria prende forma e si stratifica nello spazio pubblico. Le donne presenti nei monumenti sono in gran parte soggetti anonimi o figure allegoriche, spesso nude, rappresentate in posizione ancillare rispetto al protagonista maschile presente sul piedistallo. Mettere in discussione queste rappresentazioni significa inevitabilmente ripensare le forme stesse in cui vogliamo attivare memoria e riflessione nello spazio pubblico attraverso l’arte. Il progetto si articola a più livelli: da una parte Monumenta Italia promuove ricerca e formazione con incontri nelle scuole, pubblicazioni e workshop per tutte le età e dall’altra propone performance, esposizioni e affissioni pubbliche.

In che modo si è aperto il dialogo a Palazzo Madama? Quali erano gli obiettivi da perseguire in base allo spazio?
Per noi è importante ragionare in termini di “cantiere”, di progetto in divenire aperto al dialogo. Portare Monumenta Italia a Palazzo Madama, su invito del direttore Giovanni Carlo Federico Villa e di Anna La Ferla, responsabile del Dipartimento Educazione, ci è parsa una sfida importante. La mostra Monumenta Italia / Cantiere Madama si pone in dialogo con l’esposizione MonumenTO Torino Capitale. La forma della memoria, a cura di Giovanni Carlo Federico Villa e Cristina Maritano, che indaga un secolo di statuaria commemorativa pubblica a Torino concentrandosi su oltre cinquanta gruppi scultorei e offrendo una lettura storica e sociale delle scelte che hanno modellato il volto simbolico della città.
Monumenta Italia intende portare attenzione alle forme in cui la memoria di una città è costruita e a quali siano le omissioni che accompagnano questo processo: tra le più eclatanti il mancato riconoscimento pubblico di meriti civili, intellettuali, politici, artistici, scientifici delle donne.
Attraverso la mostra nel Gabinetto Cinese e nella Piccola Guardaroba di Palazzo Madama, ma anche attraverso l’esposizione sotto i portici di piazza San Carlo, un workshop e una conferenza, Monumenta Italia si offre al pubblico del museo e alla cittadinanza come occasione per riflettere sulle forme in cui la memoria si esercita e possa aprirsi a nuove pratiche, alleggerendosi di posture retoriche e celebrative per accogliere voci ed esperienze che compongono una comunità sempre più plurale.

Come pensi sia possibile, a partire dalla riflessione della mostra, cambiare lo sguardo sulla riflessione pubblica?
Penso alla disseminazione di esche che possano sollevare, con ironia e stralunatezza, interrogativi e occasioni di consapevolezza e dunque di libertà che riguardano tutti i cittadini. L’esperienza delle campagne di affissioni, i video e i gonfaloni, ma anche l’incontro con cittadini e cittadine di ogni età in occasione di workshop, conferenze e performance, hanno dimostrato che porre domande aiuta, tanto quanto ascoltare le risposte, le riflessioni che ne conseguono. Rendersi conto della vastità del silenziamento della storia delle donne nel patrimonio statuario pubblico – e del fatto di non averlo osservato prima – accende il desiderio di guardarsi intorno, di saperne di più. Appurare quanto sia difficile immaginare nuovi simboli e nuove forme di rappresentazione, ma anche semplicemente nominare scienziate, artiste, giuriste, letterate, attiviste che hanno concorso alla costruzione dei nostri diritti e delle nostre conoscenze, rende ragione di questa rimozione secolare: senza un lavoro educativo condiviso, è difficile immaginare alternative e, quindi, costruire soluzioni.
Ricordo che chi lo desidera può inviarci spunti e sollecitazioni attraverso i QRcode presenti sui manifesti e in mostra attraverso questo link: saranno documentati nella prossime edizioni del catalogo Monumenta Italia, in uscita al termine di ogni tappa del progetto.
Rafforzare le alleanze con i musei, come sta accadendo, ci sembra fondamentale non solo per la validazione istituzionale del progetto che questo implica (e ne siamo onorate), ma per il cambiamento concreto che mette in atto: un museo che ospita, e soprattutto che integra stabilmente i video, i gonfaloni e i manifesti di Monumenta Italia nelle proprie collezioni, sta assumendo una responsabilità verso la cittadinanza e del proprio ruolo, concorrendo a costruire un patrimonio che tenta di interrogare se stesso e accennare a orizzonti meno asfittici, verticali ed esclusivi.

Monumenta Italia / Cantiere Madama
Un progetto di Irene Pittatore
a cura di Tea Taramino
22 aprile – 6 luglio 2026
Palazzo Madama – Piccola Guardaroba e Gabinetto Cinese
Piazza Castello, Torino
Orari: lunedì e da mercoledì a domenica: 10 – 18. Martedì chiuso.
Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura
Info: +39 011 4433501
palazzomadama@fondazionetorinomusei.it
www.palazzomadamatorino.it



