TORINO | OVAL LINGOTTO FIERE | 30 ottobre – 1 novembre 2026
Intervista a LUIGI FASSI di Luca Carlevarino
Calendario alla mano: da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre 2026, lo spazio Oval Lingotto Fiere di Torino apre le sue porte alla trentatreesima edizione di Artissima – Internazionale d’Arte Contemporanea, intitolata Fancy: A Flexible, Acrobatic Body, diretta da Luigi Fassi.
Nel corso di una prima colazione con i giornalisti a luglio, il direttore, giunto al suo quinto anno alla guida della fiera, ci ha rivelato le novità di quest’anno. Tra queste, la contaminazione progettuale con la poetessa in residenza ad Artissima, Laura Accerboni e l’ispirazione tematica al pensiero della filosofa americana Martha C. Nussbaum.
Come sottolinea lo stesso Fassi, i vari progetti editoriali sviluppati nell’ultimo quinquennio hanno sempre avuto un volto sartoriale, costruito su misura per ogni edizione. Quest’anno saranno 183 le gallerie partecipanti, provenienti da 35 paesi e da quattro continenti.

Artissima 2026, che si prefigge di essere una guida nel mondo del mercato dell’arte contemporanea, diventa un corpo flessibile, invitando ciascuno di noi ad affidarsi alla forza trasformativa dell’arte, intesa come esperienza di cambiamento e come facoltà immaginativa, fancy. Ecco cinque domande al direttore Luigi Fassi. Cinque come le edizioni da lui dirette.
Negli ultimi cinque anni ha costruito un dialogo sempre più stretto con discipline diverse. La 33esima edizione si ispira alla filosofia di Martha C. Nussbaum e al concetto di fancy. Quali riflessioni di Nussbaum hanno guidato la progettazione di Artissima 2026? E qual è la sua personale definizione di Fancy?
Ho progressivamente costruito una traiettoria curatoriale e istituzionale coerente con una ricerca più ampia sul ruolo della fiera contemporanea. Un processo capace di mettere in relazione l’immaginario con la struttura culturale, pubblica e commerciale della manifestazione.
In questo disegno, ogni tema affrontato ha agito come una lente attraverso cui interrogare una componente identitaria di Artissima: la costante ricerca del nuovo, la sua natura istituzionale, la vocazione curatoriale, la capacità di generare reti internazionali, il rapporto con la città e con i sistemi della produzione culturale contemporanea. Questo quinto anno appare così come la piena emersione di un metodo: un modello “Fiera” che fa del tema curatoriale non suggestione ma strumento operativo per porre domande aperte che continuino a stimolare il tessuto organico dell’istituzione. Con l’invito a percepire la ricerca artistica come strumento di costruzione culturale e personale, Transformative Experience ha valorizzato la tensione del modello fieristico come esperienza positiva di scoperta dell’ignoto attraverso l’esperienza dell’arte; Relations of Care ha ricordato l’importanza delle relazioni come pratica culturale e politica; The Era of Daydreaming ci ha spinto a non smettere di immaginare e anticipare la costruzione del futuro seguendo il lavoro dei grandi visionari come gli artisti; Manuale Operativo per Nave Spaziale Terra ha portato la traiettoria tematica ad una dimensione sistemica e globale, trasformando la fiera in uno spazio di riflessione condivisa sulla responsabilità collettiva e sul ruolo dell’istituzione nel presente.
Fancy: a flexible, acrobatic body ci racconta una fiera come organismo vivo, mutabile, adattabile, capace di spingersi oltre le sue funzioni primarie perché così solido da poter osare rischiando contaminazioni inattese tanto quanto la difesa di capisaldi che devono restare coerenti con il passato per consentire nuove acrobazie. Secondo la Nussbaum, la fancy è la proiezione in avanti della fantasia, un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare complessità e differenze e di avvicinarci alla pluralità di chi è altro da noi. L’arte non si limita a rappresentare l’esistente, ma apre il campo a ciò che potrebbe esistere, ed è così un’intelligenza pubblica cruciale che nutre e arricchisce tutte le istituzioni civiche di una comunità. Artissima è l’immagine di questo esercizio acrobatico dell’immaginazione orientato verso possibilità ancora invisibili: un incontro accelerato con le opere d’arte che ci invita a ripensare il modo e il mondo in cui vediamo, abitiamo e condividiamo il presente.

Anche quest’anno molte gallerie hanno aderito alla fiera; per l’esattezza, sono 183 quelle presenti allo spazio Oval di Torino Lingotto. Troveremo delle tendenze, sensibilità o temi comuni che caratterizzano questa edizione? Quali aspetti suggerisce al pubblico di osservare con particolare attenzione?
L’edizione 2026 di Artissima vede complessivamente la partecipazione di 183 gallerie italiane e internazionali, in un vastissimo scenario geografico complessivo di provenienza (35 Paesi rappresentati). È rimarchevole come vi siano in tutto 67 progetti monografici. Questo è un segnale forte: le gallerie ambiscono a dare visibilità profonda e articolata al lavoro degli artisti inteso come pratica. La presentazione monografica da questo punto di vista è ideale e consente di presentare progetti inediti attraverso una molteplicità di media e di cogliere in tutta la sua complessità il lavoro degli artisti presentati. Suggerirei di prestare particolare attenzione alle tre sezioni curate e alla sezione Monologue/Dialogue.
Tra le novità più interessanti di quest’anno vi è la contaminazione progettuale con la poetessa Laura Accerboni, protagonista del progetto Moltitudini. Ci può raccontare come si è svolto questo percorso di ricerca e progettazione tra linguaggi differenti?
Laura Accerboni è una delle voci più dinamiche della giovane poesia italiana, entrata da tempo nella Collana Bianca Einaudi. Nel 2023 la invitai a partecipare a un progetto di podcast di Artissima, Lo stereoscopio dei solitari, in ragione del suo interesse per l’arte, già tematizzato nella sua poesia. Fu per lei la scoperta di Artissima e una folgorazione rispetto alla tipologia di incontro diretto con l’arte resa possibile dalla fiera. È sorta così l’idea di andare ancora più a fondo e costruire per lei una residenza da poeta, tradottasi in suoi soggiorni torinesi e incontri con diversi artisti italiani di stanza a Torino. L’obiettivo è avvicinare due diverse forme di creazione, quella dell’arte visiva e quella della parola poetica, e nutrire la futura raccolta di Laura Accerboni, il cui prossimo libro di poesie sarà interamente dedicato al suo rapporto con l’arte contemporanea. In questi mesi stiamo pubblicando frammenti di racconto del suo incontro con gli artisti e le artiste a Torino e organizzeremo due talk pubblici tra lei e gli artisti, al Circolo dei Lettori di Torino prima della fiera e poi durante il palinsesto di talk di Artissima.

Torna anche quest’anno ad Artissima il progetto MADE IN. Quattro aziende partner del territorio e quattro giovani artistə che dialogano attraverso una residenza in azienda, al fine di creare un progetto artistico. Che bilancio può fare di questa esperienza?
Il bilancio di questo progetto è straordinario, perché ha tenuto insieme i fili di molte storie diverse: la crescita degli artisti attraverso un sostegno produttivo inedito, il racconto dell’evoluzione del tessuto industriale torinese e la possibilità per Artissima di farsi committente della produzione di nuove opere presentate in Fiera, dando agli artisti un’enorme occasione di visibilità. Più in generale è stato un modo di guardare al mondo del lavoro e dell’impresa, trovando interesse e alleati nell’idea che l’arte abbia un potenziale straordinario nel connettere mondi diversi e dove il linguaggio degli artisti può trovare impatto, riscontro e azione di sviluppo sociale.
Artissima continua a rivendicare il proprio ruolo di riferimento per il collezionismo contemporaneo. Dopo la riduzione dell’IVA sulle opere d’arte al 5%, si percepisce un cambiamento nel mercato e nell’interesse dei collezionisti? Esiste oggi un identikit del collezionista che guarda ad Artissima?
La maggior parte delle gallerie con cui lavoriamo ha dato dei riscontri sensibilmente positivi sull’impatto della riduzione dell’IVA al 5% nelle transazioni di vendita. Tutto questo al netto di un momento globale non facile per il mercato primario.
La prospettiva di Artissima è netta: operiamo solo con il segmento del contemporaneo e dell’ultracontemporaneo, sostenendo gallerie che portano avanti ricerche e proposte culturali forti, accomunate da un sostegno diretto e appassionato ai loro artisti. Tutto questo con una propulsione internazionale da sempre molto forte. Questo profilo corrisponde anche a quello dei collezionisti che vogliono venire ad Artissima e con cui siamo in contatto tutto l’anno. Si tratta di collezionisti che cercano un investimento valoriale e relazionale nell’arte, nella certezza che questa sia un arricchimento emotivo, personale e culturale per la loro vita. In altri termini, è una community di persone che ci chiede di perseguire il piacere della scoperta e della ricerca del nuovo, da condividere nei giorni della Fiera, caratterizzati da dialogo, amicizia e aggiornamento reciproco. Il fatto che Artissima sappia corrispondere a questa esigenza e nutrirla con soddisfazione è personalmente una grande motivazione, una traccia di immenso valore che mi ha accompagnato sino ad ora in questi cinque anni.
ARTISSIMA – Internazionale d’Arte Contemporanea
Oval, Lingotto Fiere Torino
29 ottobre 2026 | Preview
30 ottobre – 1 novembre 2026 | Apertura al pubblico
Info: +39 011 19744106
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