Molteplice senza disordine. Tre generazioni in dialogo da Fondazione Sabe per l’arte

RAVENNA | Fondazione Sabe per l’arte | 19 aprile – 28 giugno 2026

Domenica 19 aprile 2026 alle ore 11.00, la Fondazione Sabe per l’arte di Ravenna inaugura Molteplice senza disordine, mostra di Alice Cattaneo (Milano, 1976), Elisabetta Di Maggio (Milano, 1964) e Remo Salvadori (Cerreto Guidi, 1947), a cura di Enrico Camprini.

Un insieme molteplice senza disordine” sono le parole che Borges, in un racconto de L’Aleph, utilizza per descrivere la città di Ravenna e un primo incontro con essa. Il titolo della mostra fa propria questa formula per alludere, da un lato, all’incontro in questa occasione di Cattaneo, Di Maggio e Salvadori, ed evocare, dall’altro, l’esposizione stessa, nonché le singole opere, come espressione della ricerca di un equilibrio, della sintesi multiforme di sguardi, pensieri e gesti.

Alice Cattaneo, Se questo margine è di tempo, 2025, vetro di Murano, filigrane di vetro, dimensioni ambientali. Exhibition view GAM Torino, courtesy l’artista e GAM Torino. Ph. Silvia Mangosio, Luca Vianello

Il progetto si propone di mettere in rapporto le pratiche di artisti appartenenti a tre diverse generazioni in un’inedita conversazione. Le opere presentate, alcune delle quali realizzate per l’occasione, abitano lo spazio espositivo come presenze autonome; la relazione tra loro, infatti, non si esplicita tanto sul piano formale quanto su una reciproca tensione poetica che si risolve in una connessione peculiare tra opera e spettatore: ciascuna secondo uno specifico approccio, come una messa al vaglio dello sguardo e della nostra presenza nello spazio e nel tempo.

Nel caso di Alice Cattaneo, questo avviene mediante forme di esplicita antimonumentalità scultorea data da elementi giustapposti, sempre in bilico tra la dimensione primigenia della materia e l’immagine mentale che origina il lavoro, in uno stato di apparente fragilità. Fin dai suoi esordi, l’artista lavora dal punto di vista spaziale con forme e materiali spesso intesi nella loro essenza e facendo riferimento a pesi ed equilibri ma anche alla loro mancanza.

Elisabetta Di Maggio, Senza titolo, 2026, sapone di Marsiglia tagliato a mano con bisturi e artigli di rosa, courtesy l’artista e galleria Christian Stein, Milano. Ph. Francesco Allegretto

Elisabetta Di Maggio porta avanti un’indagine che mette in evidenza due elementi fondamentali della vita: la rete di comunicazioni essenziali a trasmettere le informazioni e il tempo necessario affinché questi processi abbiano luogo. In mostra, si evidenzia l’interazione tra l’agire dell’artista e la fisionomia di forme vegetali e materiali organici, per rivelare trame e pattern percettivi grazie a meticolosi intagli.

Tra i maggiori artisti italiani della sua generazione, Remo Salvadori, sviluppa una pratica che pone al centro la relazione come istanza essenziale: tra opera e spettatore, ma soprattutto al cuore dei processi creativi che coinvolgono i materiali di sculture e installazioni – cristallizzazioni di energia che riconnettono lo spazio fisico del qui e ora con la dimensione dell’eterno. L’opera di Salvadori si propone con una rinnovata formulazione, che si definisce attraverso mutazioni alchemiche e flussi di conoscenza, ed è in grado di offrire una nuova consapevolezza di sé e del mondo.

Remo Salvadori, Continuo infinito presente, 1985 (2007), cavi d’acciaio, 16 elementi diametro 350 x 9 cm, courtesy l’artista e Galleria Christian Stein. Ph. Agostino Osio Altopiano

Molteplice senza disordine
Alice Cattaneo, Elisabetta Di Maggio, Remo Salvadori

A cura di Enrico Camprini

19 aprile – 28 giugno 2026

Inaugurazione: domenica 19 aprile 2026, ore 11.00

Fondazione Sabe per l’arte
via Giovanni Pascoli 31, Ravenna

Orari: da giovedì a domenica dalle 16.00 alle 19.00

Ingresso libero

Info: info@sabeperlarte.org
www.sabeperlarte.org

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