BRESCIA | Museo di Santa Giulia di Brescia | Fino al 23 agosto 2026
BRESCIA | Pinacoteca Tosio Martinengo | Fino al 12 luglio 2026
di ELEONORA BIANCHI
Non è fredda documentazione, non è enfatico pietismo né dozzinale denuncia di una condizione difficile. Quello di Bruce Gilden è amore. Un amore viscerale per i suoi soggetti, per l’essere umano che non fa niente di speciale. Le fotografie di Gilden svincolano dalla definizione di ritratto per approdare a un’aggressiva forma di still life che usa le persone come soggetti quasi inconsapevoli, quasi inermi, forse neanche del tutto d’accordo con quel flash che si ritrovano sparato in faccia.
Da questa sistematica invasione dello spazio personale, prende avvio Bruce Gilden. A closer look, in corso al Museo di Santa Giulia di Brescia e l’opera site-specifc commissionata per l’occasione Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello alla Pinacoteca Tosio Martinengo.
Per oltre cinquant’anni Gilden ha fotografato facce che il mondo attraversa velocemente. Corpi stanchi, denti rotti, pelle consumata, uomini della Yakuza, tossicodipendenti, lavoratori precari, vecchi dimenticati, gente che addosso ha tutta la fatica di essere rimasta viva. Eppure queste persone non spariscono mai dentro la scontata, pietosa categoria degli “ultimi”. Anzi. Più i loro volti diventano giganteschi nelle sale della mostra, più saltano tutte quelle categorie estetiche attraverso cui siamo abituati a leggere il ritratto, più questi risultano impossibili da ridurre a icone.

Il primo istinto dello spettatore è quello di difendersi: in qualche modo abbiamo l’idea che Gilden sia aggressivo, crudo e quasi crudele. Quel flash sparato in faccia, la vicinanza brutale, quella sensazione continua di invasione dello spazio personale. In effetti, Bruce Gilden fotografa come chi ha capito che l’eleganza spesso è solo un modo educato per far finta niente.
In Faces, in particolar modo, la diffidenza è solo epidermica, i soggetti ritratti da Gilden gli affidano ben più della loro immagine. In un vecchio film si diceva che gli occhi non mentono mai, ebbene, è attraverso questi che i vari Amber, Chris, Donna o Angel affidano alla fotografia l’immortalità dei loro drammi, i patimenti, le incertezze e le paure. Emarginati dalla società ma così centrali negli scatti di Gilden che viene da pensare che, forse, sia lui l’unico a vederli davvero. Sotto quel velo di diffidenza è ben evidente una cosa: i protagonisti non hanno paura dell’obiettivo di Gilden, non temono possa far loro del male e quanto è più affascinante di questi volti è quella fiducia che si rende così palese una volta superate le sovrastrutture da muso duro. L’obiettivo allora funziona come un filtro empatico che riesce a condizionare il nostro sguardo, o meglio, a levare da esso quelle lenti di pregiudizio, classismo e presunzione che montiamo. Il formato gigante delle stampe ci mette sì faccia a faccia con il reale, ma in un confronto che è assolutamente impari, cui non ci possiamo sottrarre, all’inizio è compassione, riconosciamo subito i tratti somatici degli ultimi, sentiamo che è quello il sentimento da provare. No. Arrivati alla fine della sala lo capiamo. L’unico sentimento veramente sovrastante è la dignità.

La mostra del Museo di Santa Giulia attraversa oltre cinquant’anni di carriera senza mai dare l’impressione di voler “ordinare” davvero Bruce Gilden. Ed è un bene, perché il suo lavoro non si può inscrivere in una cronologia: cambia New York, cambiano Haiti, il Giappone, la Francia o l’Irlanda, ma resta sempre identica quella necessità quasi ossessiva di accorciare le distanze, di entrare così letteralmente nell’esistenza dei suoi soggetti fino a renderle insostenibili.
Persino nelle immagini della Yakuza o nelle fotografie scattate tra le strade di Coney Island si percepisce la stessa tensione: Gilden cerca una collisione.
Non è interessato al racconto urbano quanto a quel momento in cui una persona non fa in tempo a controllare la propria immagine.
Mentre l’installazione site-specific Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello alla Pinacoteca Tosio Martinengo s’inserisce nel già attuato dialogo tra il patrimonio storico cittadino e una nuova, spesso inedita, produzione artistica contemporanea. Quest’opera è stata sviluppata in occasione del prestito al Metropolitan Museum of Art di New York dei due dipinti di Raffaello conservati nel museo bresciano – Angelo e Cristo Redentore benedicente – in questo modo si vuole trasformando l’operazione di scambi internazionali di capolavori dell’arte in un dispositivo di ricerca e produzione culturale.

Il dittico fotografico di Bruce Gilden, commissionato da Fondazione Brescia Musei, prosegue in questa strategia curatoriale già sperimentata che “utilizza il prestito museale per dare modo di attuare altre letture critiche del proprio patrimonio. Il fotografo statunitense dà valore ulteriore al proprio intervento poiché si discosta dai codici visivi che hanno reso celebre la sua pratica fotografica, tradizionalmente associata, come si diceva, alla street photography e alla dimensione dell’incontro improvviso.
Quest’opera, al contrario, si motiva da una riflessione sulla persistenza dell’iconografia raffaellesca nel presente, attraverso immagini costruite con maggiore controllo compositivo e una frontalità che evoca i modi della ritrattistica rinascimentale. La luce, elemento fondamentale, è strumento di mediazione tra dimensione simbolica e presenza corporea, per favorire in questo modo la rilettura del sacro in chiave più antropologica che devozionale. Le figure sono citate o reinterpretate secondo un processo di umanizzazione che porta la grazia dal trascendente al quotidiano. L’acquisizione finale dell’opera nelle collezioni civiche bresciane ne rafforza alla fine il valore come patrimonio contemporaneo destinato a entrare stabilmente nelle raccolte bresciane.
In definitiva quella di Bruce Gilden è una fotografia che vuole rimanere ambigua, che vive costantemente sul limite tra incontro e intrusione, disturbante e mai risolta, forse è proprio in questo che sta il suo punto focale di senso.
Bruce Gilden. A closer look
27 marzo – 23 agosto 2026
Museo di Santa Giulia
via dei Musei 81B, Brescia
Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello
27 marzo – 12 luglio 2026
Pinacoteca Tosio Martinengo
Piazza Moretto 4, Brescia
mostre a cura di Denis Curti
promosse da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei
inserite nel programma di Brescia Photo Festival 2026
in collaborazione con Magnum
Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello è sostenute da Strategia Fotografia 2025 promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura
Orari di apertura: da martedì a domenica 10.00-18.00
Ingresso intero €12; ridotto €10 (Alleanza Cultura, Abbonamento Torino Piemonte Musei, Convenzione hotel, Brescia Card, Coupon/voucher, Dipendenti Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia, Coin, Nuovo Eden, Over 65 e convenzioni); gruppi €10; ridotto speciale €8 (Under 26, Disabile <67%); Scuole €6; gratuito (Passaporto culturale, disabile >67%, abbonamento Musei Lombardia, socio ICOM, Guide turistiche, Giornalisti/pubblicisti, accompagnatore disabile, accompagnatore gruppi, accompagnatore scuole, bambini <6 anni, dal 3 figlio in poi (fino 18 anni), scuole infanzia, dipendenti Comune BS). I possessori di un biglietto d’ingresso alla mostra A Closer Look possono visitare a soli €3 la Pinacoteca Tosio Martinengo che accoglie l’installazione site-specific Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello dal 27 marzo al 12 luglio 2026 e hanno diritto all’acquisto di un biglietto con tariffa ridotto speciale Musei che include il Museo di Santa Giulia, la Pinacoteca Tosio Martinengo, il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia e il Museo delle Armi Luigi Marzoli e un biglietto ridotto speciale integrato che include anche, oltre ai musei indicati, il Brixia. Parco archeologico di Brescia romana; visite guidate o laboratori scuole in italiano €90; in lingua €110; visite guidate gruppi in italiano €120, gruppi in lingua straniera €140; visite guidate pubblici fragili in italiano €60; servizi aggiuntivi contributo per visita guidata domenicale per i singoli €5, Contributo per attività famiglie: €5 bambino; €5 adulto; online su Ticketlandia Diritto di prevendita €1.
Info: www.bresciamusei.com



