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PARMA | Galleria RIZOMI ART BRUT | 10 FEBBRAIO – 17 MARZO 2018

di MATILDE TEGGI

Andrea Saltini Momento n.38, 2017, tecnica mista su tela cm 120x100. Courtesy Rizomi

Andrea Saltini Momento n.38, 2017, tecnica mista su tela cm 120×100. Courtesy Rizomi

Ritual de lo Habitual. 51 opere fatali: un intenso racconto corale, fatto di luoghi, animali e persone, frutto di una fantasia che prende spunto dalla realtà più vicina all’artista Andrea Saltini, fino al 17 marzo 2018 alla Galleria Rizomi Art Brut di Parma.
La mostra nasce dal progetto editoriale Ritual de lo Habitual. 31 paesi fatali, pubblicato da Fermoeditore nel dicembre 2017. Si tratta di un progetto complesso e completo nel quale Andrea Saltini si serve delle sue capacità di scrittore e artista visivo per ideare il racconto di un territorio e di un’umanità che conosce da vicino. Sono 51 le opere esposte, la maggior parte delle quali costituiscono un’immagine dei 31 paesi fatali narrati nel libro. L’artista racconta che il progetto è nato dopo un appuntamento amoroso, fallito: era il 2007 e frequentava una ragazza da qualche mese; aveva deciso di mostrarle le umide (ma affascinanti) Valli di Comacchio, nel ferrarese, pensando di stupirla; al contrario, quella “natura imprevedibile […] abitata da gente così bella e triste”, scrive nel libro, si rivelò una deludente sorpresa per lei. Questo, dunque, il primo stimolo che lo ha portato a raccontare e illustrare un vero e proprio itinerario umano, che parte dal reale e sfocia nell’immaginario e nel visionario, che narra con autentica originalità alcuni dei misteriosi paesi della Bassa Padana. Ritratti di personaggi bizzarri e spaventosi, uomini o animali, che abitano e caratterizzano quella zona geografica gremita di microcosmi così piccoli da sembrare lontanissimi.

Veduta della mostra Andrea Saltini

Veduta della mostra ANDREA SALTINI. Ritual de lo Habitual. 51 opere fatali. Courtesy Rizzomi Art Brut, Parma

Le opere sono esposte una vicino all’altra, raggruppate su tutte le pareti della galleria, quasi come se l’intento fosse quello di proporre una quadreria alla maniera seicentesca. L’allestimento offre, in questo modo, un’immediata lettura d’insieme dei dipinti, che vengono percepiti proprio come una serie. Concepite per lo stesso progetto, seppur in tempi anche molto distanti, rivela la curatrice Marta Santacatterina, esse costituiscono una vera e propria narrazione. I supporti e le tecniche che utilizza Andrea Saltini sono differenti e non codificati: alcuni disegni su carta, esposti senza cornici né altri apparati, quasi come fossero dei bozzetti; ma si tratta principalmente di tele e tavole lasciate grezze, in cui si intravedono addirittura le venature del legno. L’artista interviene su tali supporti attraverso inchiostri, cera, pigmenti scuri, bianchi gessosi, che assecondano il suo segno energico e marcato capace di trasportarci in una dimensione surreale e inquietante, divertente ed enigmatica, che appartiene anche ai suoi racconti. Il bianco e nero e i colori tenui, che appaiono raramente nelle opere di Ritual de lo Habitual, uniti al suo gesto sicuro ma difforme ci ricordano un espressionismo crudo ma anche certe opere di William Kentridge e il suo legame con la scrittura automatica bretoniana o quelle più vivaci e fotografiche di Gordon Rayner.

Andrea Saltini, Prima di partire, illustrazione per Ritual de lo Habitual, Fermoeditore, Parma, 2017. Courtesy Magnificat Ars Societas. Foto: Andrea Tasselli

Andrea Saltini, Prima di partire, illustrazione per Ritual de lo Habitual, Fermoeditore, Parma, 2017. Courtesy Magnificat Ars Societas. Foto: Andrea Tasselli

Le opere di Ritual de lo Habitual si uniscono, nella seconda sala, ad altre produzioni di Andrea Saltini: Durer in Chanel e Selfie di Rembrandt sono le due opere appartenenti a un progetto precedente, in cui l’artista aveva ripreso alcune personalità del mondo dell’arte a lui care reinterpretandole con una lettura personale e apertamente ironica. Infine vi sono le tre grandi tele, realizzate appositamente in occasione della mostra. In queste opere si avverte un ritorno dell’importanza del titolo, strettamente legato, quasi come poesia visiva, alle stesse. Saltini stesso ricorda di aver cominciato a lavorare negli anni ’90, epoca della video art e delle performance, quando la pittura, specialmente quella figurativa, era ormai considerata una pratica superata. Da qui è nato il suo bisogno di aggiungere qualcosa ai propri ritratti, per combattere questi (pre)giudizi; inizialmente inserite con intento difensivo quanto provocatorio, le parole sono oggi diventate cifra stilistica ed espressiva dell’artista. Modena stazione di Modena…, Accanto è un posto per pochi e Momento 38 sono le novità di Andrea Saltini, nelle quali sperimenta quella che lui stesso definisce “peinture collage”, un collage pittorico, illusorio e molto colorato.

ANDREA SALTINI. Ritual de lo Habitual. 51 opere fatali
a cura di Marta Santacatterina
Mostra promossa da Rizomi Art Brut in collaborazione con Magnificat Art Societas
Con il patrocinio del Comune di Parma

10 febbraio – 17 marzo 2018

Rizomi Art Brut
Strada Nino Bixio 50, Parma

Orari: da martedì a sabato ore 14.00-18.00, oppure su appuntamento, chiuso 10 marzo 2018.

Ingresso libero

Info: +39 0521 208520 +39 339 7931250
info@rizomi.com
www.rizomi.org

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