Antony Gormley, What Holds Us, 2026, vedute della mostra GALLERIA CONTINUA, San Gimignano, © l’artista e GALLERIA CONTINUA Foto: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Antony Gormley. Tra dentro e fuori, essere corpo nel corpo

SAN GIMIGNANO (SI) | FINO AL 13 SETTEMBRE 2026

di LIVIA SAVORELLI

Varcare la soglia della Galleria Continua a San Gimignano, dopo i giorni intensi della preview della Biennale di Venezia, è stato un modo di riconciliarmi con la grandezza e l’intensità assoluta dell’arte contemporanea. Dopo tantissime installazioni in cui la rovina, il detrito, la materia franta (in un mondo in macerie, bombardato, lacerato) dominano nella loro assoluta retorica la scena dell’arte, la materia nell’opera di Antony Gormley torna ad evocare, con la sua maestosa semplicità, la fragilità e la precarietà dei nostri tempi.

What Holds Us, letteralmente “Ciò che ci lega o sostiene”, è la nuova mostra del celebre artista britannico inaugurata lo scorso 9 maggio, diffusa in tutti gli ambienti della Galleria Continua (le sale interne, lo spazio del Teatro, il giardino e la torre). Un tributo alla pietra, materiale che caratterizza l’architettura del borgo toscano, accompagnata da una miscellanea di materiali diversi, dai più primitivi come i basalti e l’argilla a quelli più moderni legati all’industria, come il cemento, fino ad arrivare al cartone, materiale fragile, emblema della nostra contemporaneità. Una moltitudine di corpi che dialogano l’uno con l’altro e con l’edificio che li ospita, individuando il sottile filo che lega una parte al tutto.

Antony Gormley, BIG COUNTER, 2026, basalt, 271.8×67.3×78.9 cm Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, Copyright: © the Artist Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Come scultore, parlo il linguaggio della materia, nella convinzione che ogni cosa abbia un significato. La possibilità di un mondo inizia con la possibilità di un corpo: voglio re-immaginare entrambi. Spero che questa mostra apra gli occhi su un mondo costruito, che diamo per scontato, permettendoci di sperimentarlo come fosse la prima volta – uno sguardo condiviso da creatura appena nata e artista. Antony Gormley

La scultura del grande artista britannico è dispositivo per la meditazione, riporta l’attenzione sul corpo senza rappresentarlo. Il corpo è concepito come luogo (il primo luogo che ci troviamo ad abitare) in dialogo con il nostro secondo corpo, lo spazio sociale, l’architettura che entra in relazione con il corpo astratto che ci appartiene.
Quello che interessa a Gormley è proprio questo dialogo senza fine tra corpo individuale e corpo collettivo. Nella monumentale installazione Innercity, ideata per lo spazio del Teatro di Continua, Gormley  costruisce una città nella città, affidando al visitatore un’installazione partecipativa da esplorare e vivere. Il processo di conoscenza, nell’addentrarsi in questo labirinto urbano – costruito con il materiale più consono ai nostri tempi, il cartone, emblema dell’incessante e quotidiana movimentazione delle merci – è affidato alla capacità del singolo di esplorare, di immaginare e di re-incantarsi. Un invito a trascendere la realtà, abbandonandosi alla nostra immaginazione, alla nostra città interiore, facendo emergere quel legame con l’infinito che appartiene a ciascuno di noi.

Antony Gormley, INNERCITY, 2026, cardboard, 15 figures, variable dimensions, Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, Copyright: © the Artist Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Il talk di approfondimento, che si è tenuto il giorno successivo all’opening e che ha visto Gormley dialogare con il filosofo Emanuele Coccia – due raffinati intellettuali con visioni dialoganti intorno a pensiero e materia, dimensione spirituale e fisica – prosegue lo scambio già instaurato con la mostra dell’artista a Pechino (dal titolo Body Buildings). Nell’attuale mondo, dove la digitalizzazione sembra avere cambiato il concetto di città e conseguentemente di casa (riflessione ben espressa in un’intervista realizzata da Coccia), Gormley sostiene che proprio in questo momento la sfida è di “pensare a come rendere le nostre città generatrici di un nuovo tipo di ‘esistenza’”, cambiando quindi “il significato di essere civilizzati”. Torniamo ai concetti chiavi della poetica dell’artista, alla necessità di un’arte come strumento per ricalibrare noi stessi e il nostro posto nel mondo, per immaginarsi “dentro”, come dei moderni esploratori che finalmente hanno trovato la loro casa, in una perfetta coabitazione tra corpi.

Antony Gormley, 2026 © the artist and GALLERIA CONTINUA Photo: Ela Bialkowska, OKNO Studio

Antony Gormley. What Holds Us

9 maggio – 13 settembre 2026

GALLERIA CONTINUA / San Gimignano
Via del Castello 11, San Gimignano (SI)

Orari: lunedì a domenica 10-13 | 14-19

Info: +39 0577 943134
info@galleriacontinua.com
sangimignano@galleriacontinua.com
www.galleriacontinua.com

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