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MILANO | Osart Gallery | 24 marzo – 27 maggio 2017

Oltre il Linguaggio è l’intensa mostra con la quale la galleria Osart Gallery – la cui attività vanta una decennale esperienza nelle scena culturale milanese – inaugura la sua nuova sede di Milano presentando una ricognizione sulla ricerca di uno dei più importanti autori italiani del secolo scorso come Vincenzo Agnetti (1926-1981).

Vincenzo Agnetti, Autotelefonata, 1974, tecnica mista su carta, 56.5x56.5 cm

Vincenzo Agnetti, Autotelefonata, 1974, tecnica mista su carta, 56.5×56.5 cm

Concentrandosi esclusivamente sulla sua produzione fotografica, questo progetto espositivo riunisce una selezione di 17 lavori – tutti realizzati tra il 1973 e il 1976 – indicativi della sua ricerca concettuale che hanno reso esclusiva e importante la sua poetica espressiva, determinante, in quegli anni, ma anche nei successivi, per affermare il nuovo corso dei linguaggi dell’arte contemporanea.
Affermava lo stesso Agnetti di alcune sue opere:

“Costituiscono gli ingranaggi di un dispositivo innescato per destituire di significato i segni stessi utilizzati.”

Il suo complesso codice espressivo, pur nell’apparente semplicità formale, si propone come naturalmente ambiguo, facendo leva sui meccanismi fondanti della traduzione, azzeramento e riduzione. Dalle parole ai numeri, l’esito finale è, quindi, l’azzeramento dei concetti che innescano processi di costruzione di un idioma universale.
Le manipolazioni linguistiche si osservano anche in opere come la famosa Autotelefonata (1974), con fotografie in formato fototessera in cui lo si vede mentre telefona a se stesso, o in altre, quali In allegato vi trasmetto un audiotape della durata di 30 minuti (1973) e Elisabetta d’Inghilterra (1976), dove il riferimento è al mondo della rappresentazione teatrale che, secondo i canoni estetici dell’artista, viene definito “teatro statico”.

Vincenzo Agnetti, In allegato vi trasmetto un audiotape della durata di 30 minuti, 1973, riporto fotografico ed audiotape di 30 minuti, 27x118 cm

Vincenzo Agnetti, In allegato vi trasmetto un audiotape della durata di 30 minuti, 1973, riporto fotografico ed audiotape di 30 minuti, 27×118 cm

Agnetti non si esime dall’osservare e dal puntualizzare la sua specifica risoluzione sul tema del ritratto in lavori come Identikit (1973) e l’Età media di A. (1973-74): in questo caso il canonico genere della ritrattistica prende in lui forma come suggestivo atto di coscienza rispetto al trascorrere di un tempo capace di relazionarsi ai suoi estremi opposti di passato, presente e futuro. È proprio l’incedere del tempo a definire, quindi, i contorni della ritrattistica agnettiana.
Con la stupefacente installazione Progetto Panteistico (1973) si analizza il tema della natura, altro soggetto che ritorna frequentemente nelle osservazioni di Agnetti: dalla stesura di un ritmo segnico grafico si origina poi la forma di una foglia, mezzo con il quale l’artista vuole sensibilizzare l’osservatore sul significato e il senso della riflessione sull’universalità del rapporto uomo-natura.

Vincenzo Agnetti, Discorso n°5, 1974, foto stampata a colori e scrittura serigrafata incollata su alluminio, 100x138 cm

Vincenzo Agnetti, Discorso n°5, 1974, foto stampata a colori e scrittura serigrafata incollata su alluminio, 100×138 cm

Il linguaggio sovversivo – certamente per la sua epoca – e intelligentemente provocatorio di Agnetti si contempla anche in Tutta la Storia dell’arte (1973), in cui a tre immagini è affidato il compito di sintetizzare, tra passato ed era contemporanea, l’intera storia dell’arte, e in Free – hand photograph (1974) che pone una considerazione sul rapporto tra mezzo e messaggio in ambito fotografico. Qui la fotografia si fa paradossale poiché, prescindendo dal mezzo-macchina e dall’oggetto esterno, si propone attraverso un’operazione davvero rivoluzionaria che concepisce la possibilità di eseguire una fotografia a mano libera.

Vincenzo Agnetti. Oltre il linguaggio
in collaborazione con Archivio Vincenzo Agnetti, Milano
catalogo bilingue italiano, inglese Digital Project con testi critici di Daniela Palazzoli e Bruno Corà

24 marzo – 27 maggio 2017

Osart Gallery
Corso Plebisciti 12, Milano

Orari: da martedì a sabato 10.00-13.00; 14.30-19.00
Ingresso libero 

Info: +39 02.5513826
info@osartgallery.com
www.osartgallery.com

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