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MILANO | Ca’ di Fra’ | 11 aprile – 17 maggio 2013

Intervista a UGO LA PIETRA di Viviana Siviero

Un corpus di lavori imperdibili; una mostra assolutamente interessante quella che la Galleria milanese Ca’ di Fra‘ presenta, dedicando i suoi spazi al genio di Ugo La Pietra: la mostra, dal titolo Itinerari raccoglie opere dal 1974 al 2013 che teorizzano e visualizzano il comportamento dell’individuo negli itinerari urbani ed extraurbani…

Itinerari. Un titolo che riassume l’idea che vuole restituire un percorso artistico (recupero degli “Itinerari attivi” sviluppati nei Chemin, su derive degli anni ’60 che portano alla teorizzazione e visualizzazione del comportamento dell’individuo negli itinerari urbani ed extraurbani): da cosa parte e cosa tratteggia?
La mostra fa riferimento al tema “Itinerari”: percorsi fisici e mentali che dagli anni ’60 ho sviluppato negli spazi urbani ed extraurbani. Le opere esposte esprimono innanzi tutto la mia attitudine di artista (antropologo-esploratore) che non riesce ad operare se non attraverso l’osservazione della realtà che lo circonda e quindi successivamente, individuati i problemi, cerca di utilizzare, di volta in volta, gli strumenti più adatti (foto, disegni, film, performance, slogan…) per porre in luce (decodificare) e quindi interpretare il nostro territorio abitativo.

Si parte dalla Global Tools, “Viaggio sul Reno”, del 1974… Condividi con noi i tuoi ricordi?

La Global Tools è stata nel 1973/74, un raggruppamento di architetti radicali (Sottsass, Archizoom, Superstudio, Pettena, Ufo…) e artisti (Fabro, Vaccari) che fondarono una scuola. Una scuola senza una vera sede ma con tanta voglia di sperimentare e di ritrovare un nuovo rapporto con la cultura del fare, con la comunicazione, con le nuove teorie di apprendimento. Io (con Arra, Vaccari e Pettena) formai all’interno della Global Tools un gruppo con l’intenzione di esplorare la “comunicazione”. Tra le prime esperienze abbiamo voluto osservare il comportamento degli individui durante un viaggio organizzato (dove la comunicazione è ridotta ai minimi termini): «Comunica chi usa la propria esperienza rischiando di perdere la propria identità svuotandosi lentamente e progressivamente. Non comunica chi accumula informazioni e si intasa di nozioni proteggendo e incrementando l’immagine che ha di se stesso». Durante il viaggio su un battello lungo il fiume Reno abbiamo potuto osservare e registrare questi comportamenti.

La mostra giunge alle “città senza morale”, con “Fermate metropolitane” (1974/2013)
Le opere che vengono raccolte sotto il titolo più generale di “Città senza morale” e “Fermate metropolitane” sono lavori quasi tutti definiti attraverso l’uso delle foto (realtà osservata) con interventi grafici e scritte (realtà decodificata) che cercano di far capire all’individuo urbanizzato le contraddizioni e le deformazioni di un vivere che è ancora molto lontano dal concetto di abitare. Si abita se si riesce a espandere la propria personalità connotando lo spazio che ci circonda ma soprattutto iniziano un percorso di comprensione. Così vengono presentate opere in cui si dimostra la capacità e volontà di intervento fisico sul territorio (arte nelle periferie, 1969) opere che indicano il ruolo passivo degli intellettuali nella modifica dello spazio in cui vivono, opere che denunciano la totale assenza di valore e rispetto nei confronti della “cultura del fare” con la chiusura di tutti i laboratori degli Istituti d’Arte (2011), opere che denunciano l’arroganza dell’architettura monumentale (1974-2012), fino al lavoro intitolato Al Capolinea dove vengono messi a confronto gli anziani seduti sulle panchine dei paesi (1974) con quelli seduti sulle panchine di Milano (2012).

A parte il rispettosissimo e magnificente passato, a cosa stai lavorando ora? Programmi per il futuro?
Ho appena ultimato la pubblicazione del libro “Attrezzature urbane per la collettività”, una raccolta di quasi sessanta progetti di riconversione progettuale di attrezzature stradali fotografate in città – dissuasori di sosta, paletti, porta rifiuti… – in sofisticati oggetti di arredo domestico – poltrone, lampade, mobili, tavoli… Si passa quindi da oggetti che esprimono violenza e separatezza a oggetti che esprimono comfort e che contribuiscono ad esaltare il concetto di “abitare”.

L’operazione progettuale (realizzata verso la fine degli anni ’60 e ancora attualissima) verrà riproposta a maggio in una mostra presso la Galleria Corraini di Mantova, con la presentazione del libro.
Sto lavorando anche ad una serie di opere intitolate verde metropolitano e spero di riuscire a completare in autunno una serie di opere con un libro intitolato interno / esterno.
Guardo sempre con molta preoccupazione e perplessità alle grandi fiere, ad esempio il Salone e il Fuorisalone di Milano: un grande concentrato di creatività che da più di sessant’anni si rinnova nella città di Milano ma non lascia mai traccia di sé, con un vero rinnovamento, nello spazio urbano collettivo. Prima o poi vorrei raccontare questo fenomeno.

LEGGI anche: Nel segno del segno. Dopo l’Informale. Il Gruppo del Cenobio, Galleria Credito Valtellinese, Milano fino al 27 aprile 2013

Ugo La Pietra. “Itinerari”

11 aprile – 17 maggio 2013
Inaugurazione giovedì 11 aprile 2013

Ca’ di Fra’ – Arte Contemporanea
Via Carlo Farini 2, Milano

Orari: lunedì – venerdì dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00.
Chiuso sabato e domenica.

Info: +39 02 29002108
gcomposti@gmail.com

Evento futuro:
Ugo La Pietra. Disegni dall’archivio

9 maggio – 29 giugno 2013
Inaugurazione giovedì 9 maggio ore 19.00

in compagnia dell’artista

Galleria Rua Confettora 17
rua Confettora 17, Brescia

www.ruaconfettora.com

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