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MILANO | FL GALLERY | 9 ottobre – 14 novembre 2014

di GINEVRA BRIA

Nella galleria di Federico Luger a Milano, l’artista romana allestisce una personale ricolma, densa di numerosissime suggestioni, custodite, in segreto, da tempo. Anti-piccioni, coperte isotermiche e tavoli da mercato compongono il linguaggio del Discordante.
A Milano, Bruna Esposito (1960, Roma) sembra tenere costantemente dentro di sé la lezione aristotelica, la riflessione moderna e lo smantellamento nietzscheano dell’idea di sostanza come ragione prima, fondamento di ogni cosa e non effetto. Tale consapevolezza, oltre che sul piano teoretico, non può non implicare pesanti ricadute sull’esistenza dell’uomo e sulla raccolta delle sue tracce.

Bruna Esposito, Inconveniente, Installation view, FL Gallery, Milano. Photo Antonio Maniscalco
Il senso comune, il linguaggio mediale e il paradosso di un mondo dorato, nei suoi lavori, sono intrisi dell’atavico interrogativo sull’esistenza terrena come indelebile e ardito tentativo di giustificare logicamente l’essere che la circonda e i dettagli che ne perdiamo.
Esposito tende, attraverso la composizione di ritrovamenti, di indizi che registrano e misurano la portata di qualsiasi intuito, a fornire una risposta, come se tutto avesse Senso, Forma, Fine. Come se alla figura, alla sagoma dell’uomo, l’artista avesse affidata una missione nel cui compimento ne dimori la comprensione del tutto e nel fallimento la perdita dell’interezza, dell’integrità. Dunque il tormento.

Bruna Esposito, Cielo, 2014. Market table, pigeon deterrent, cm 160x120. Photo: Antonio Maniscalco. A Milano, per la galleria di Federico Luger, dopo la strutturazione di un’analisi semantica della parola inconveniente, Bruna Esposito prolunga l’etimo e la linguistica italiana, trasformando l’inconveniente da fenomeno denso, discordante, sproporzionato, inadeguato, inopportuno o peggio di ostacolo, in una definizione plastica, in una declinazione quotidiana del Caso. Un esperimento di recupero della radice originaria di convenire, al di là della negazione del prefisso in, trasformando così l’accezione negativa di inconveniente in una potenziale risorsa e occasione di crescita, sia umana che artistica. Coperte isotermiche prese a prestito da notizie televisive; tavoli pieghevoli mutuati dai mondi dei mercati; e accessori umani, come scarpe, portafogli, ma anche zerbini, scope e specchi infranti si raccolgono attorno ad un percorso personale allestito quasi senza respiro, dal titolo, per l’appunto, Inconveniente. Lavori come Scopa, come Orizzonte, Blue, Home, oppure Se fossi sasso si situano sul calpestio di un palcoscenico in cui il tempo non lascia tempo a nessuno.

Scampare ad affilati antipiccione, potrebbe portare a giacere sotto rilucenti coperte isotermiche, a perdere le scarpe, e dunque le tracce, come a seguito di un forte impatto, diventando preda della superstizione, dopo l’infrangimento di uno specchio da barba. Qui l’umanità diventa l’errore primo del processo evolutivo naturale. La sua caotica armonia è quotidianamente riversata in un progetto che presenta un corpo di lavori inediti ispirati alla percettività di una presenza, animata dall’aria di un ventilatore.

Bruna Esposito, Installation view, FL GALLERY. Photo: Antonio Maniscalco.

Bruna Esposito. Inconveniente

9 ottobre – 14 novembre 2014

FL GALLERY
Via Circo 1, Milano

Info: +39 02 673 913 41
www.flgallery.com

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