MILANO | Monica De Cardenas | 10 aprile – 30 maggio 2015

di CRISTINA CASERO

Da anni ormai la ricerca di Linda Fregni Nagler (1976) si è tradotta in una lucida e creativa riflessione intorno alle complesse questioni legate all’immagine fotografica. L’attenzione dell’artista si è concentrata sugli usi più originali e disparati della fotografia nel corso della sua ormai non più breve storia, sulla sua naturale e intrinseca ambiguità, che le nega risolutamente il limitato statuto di mezzo di trascrizione della realtà e, soprattutto, sulle abitudini visive e sulle convenzioni espressive che ne condizionano in primo luogo la produzione e poi, per conseguenza, anche la fruizione.

Linda Fregni Nagler, A Moment of Suspense, gelatin silver print on Matt Baryt Paper; Selenium Toner

Artista e fotografa, Fregni Nagler ha recentemente lavorato su immagini che non ha realizzato lei, come in occasione del bellissimo lavoro esposto nella scorsa edizione della biennale veneziana. In linea con le tendenze più aggiornate, ed interessanti, nell’ambito dell’uso della fotografia, l’autrice ha declinato in un corpus di lavori di stringente coerenza, benché molto differenti nelle scelte tematiche, linguistiche ed espressive intorno a cui si sviluppano, la sua passione per la fotografia sia sul piano concreto sia su quello teorico. La matrice concettuale della ricerca di Fregni Nagler, infatti, non si traduce mai nel suo lavoro sul registro delle fredde asserzioni, bensì in un’indagine appassionata, che non trascura una forte dimensione concreta, fattuale e che si basa su una passione collezionistica: l’artista, infatti, raccoglie da tempo le immagini che le interessano e sulle quali poi lavora.
Tali caratteri appaiono con evidenza anche nelle opere esposte in questa mostra, la seconda personale dell’artista alla Galleria Monica De Cardenas. In questa occasione, ha allestito l’esposizione con una selezione di lavori scelti tra quelli che ha presentato lo scorso anno a Roma, alla rassegna in cui venivano esposte le opere degli artisti finalisti del Premio MAXXI; ad essi ha accostato un singolare intervento, dedicato a Nadar, nel quale Fregni Nagler ha fotografato le ricostruzioni,  da lei stessa realizzate, di alcune bizzarre macchine, utili per direzionare il volo dell’areostato, progettate e costruite dal famoso ritrattista, appassionato di volo, e ormai note solo grazie a scatti fotografici nei quali Nadar le aveva immortalate da punti di vista che Fregni Nagler ha puntualmente ripreso nelle sue foto.

Linda Fregni Nagler, John, We Love You!, gelatin silver print on Matt Baryt Paper; Selenium Toner

Il volo, per altro, è in qualche misura il tema conduttore di tutta la mostra. Infatti, tutte le immagini esposte immortalano un momento particolare, in cui i protagonisti si trovano in situazioni di precario equilibrio. Si tratta di fotografie di cronaca che l’artista ha raccolto, scelto e rifotografato per poi ingrandirle in camera oscura.
Durante questo processo di riscrittura, vengono a galla, esaltati, non soltanto tutti i particolari dell’immagine ma anche i ritocchi “redazionali” cui per vari motivi erano sottoposte le fotografie. Questo fenomeno non soltanto permette di comprendere come le immagini, già di per sé ambigue perché cristallizzano il racconto in un istante non permettendoci di comprendere appieno il senso di ciò che vediamo, abbiano una loro esistenza, fisica e concreta, che prescinde dall’identificarsi appieno con il loro contenuto iconografico. Fregni Nagler fotografa delle fotografie che, esse stesse, diventano brano di realtà, e nel farlo ne mette in luce i caratteri intrinseci, fisici, allontanandone così la dimensione da quella di pura analogia con la realtà. Una riflessione importante, carica di conseguenze, che non ci impedisce però di assaporare, di quelle immagini, il fascino e la bellezza.

Linda Fregni Nagler. Pour commander à l’air 

10 aprile  – 30 maggio  2015

Galleria Monica De Cardenas
via Francesco Viganò 4, Milano

Orari: da martedì a sabato 15.00-19.00

Info: +39 02 29010068
info@monicadecardenas.com
www.monicadecardenas.com

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