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FIRENZE | Museo Gucci | 3 ottobre 2014 – 8 febbraio 2015

Camille Henrot, Grosse Fatigue, 2013 Vidéo (couleur, sonore) / Video (color, sound) 13 min. © ADAGP Camille Henrot Courtesy the artist, Silex Films and kamel mennour, ParisLa stagione autunnale del Museo Gucci di Firenze apre le porte con la personale della francese Camille Henrot (1978, vive e lavora tra Parigi e New York), artista alla ribalta dell’arte internazionale per essersi aggiudicata, nel 2013 alla 55. Biennale di Venezia, il Leone d’Argento e, nel 2014, la vittoria al Nam June Paik Award 2014.

La mostra, ospitata dal museo fiorentino dal 3 ottobre 2014 all’8 febbraio 2015, ruota intorno al film Grosse Fatigue (2013), opera grazie alla quale Camille Henrot ha ottenuto il prestigioso riconoscimento veneziano e da allora non più esposta in Italia. Basata su un immenso lavoro di ricerca svolto allo Smithsonian Institute di Washington, Grosse Fatigue è un film di 13’, ritmato dalla musica del compositore Joakim e dalla voce dello slammer Akwetey Orraca-Tetteh, che declama in “spoken word” una lunga poesia scritta in collaborazione con lo scrittore Jacob Bromberg. Grosse Fatigue è attraversato da una immensa e utopica ambizione: quella di sovrapporre tutti i racconti scientifici, storici, mitologici, artistici, antropologici legati alla Genesi e all’evoluzione del mondo.

“Nel mio video”, spiega l’artista, “la volontà di universalizzare le conoscenze si accompagna alla coscienza che ho di questo atto. Vale a dire che nel momento stesso in cui aspiro a rendere il mondo abitabile mediante una totalizzazione soggettiva, sono anche consapevole della follia di questo tentativo e dei suoi limiti intrinseci”.

L’opera dell’artista, che abbraccia numerose discipline dell’arte e della conoscenza in generale, si avvale di un’ampia varietà di mezzi, film, video, disegno, fotografia, scultura, installazione…

Ritratto di Camille Henrot
Insieme a Grosse Fatigue, il Museo Gucci presenta anche due opere che derivano dal lavoro di scultrice di Camille Henrot e ricorrono a materiali diversi quanto gli oggetti industriali per Tevau (2009) o ai fiori come nella serie intitolata “È possibile essere rivoluzionari e amare i fiori?“, iniziata nel 2012 alla Triennale del Palais de Tokyo.

Camille Henrot

Gucci Museo
Piazza della Signoria n. 10
, Firenze

3 ottobre 2014 – 8 febbraio 2015

Info: www.guccimuseo.com

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