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MILANO | Complesso Museale “Chiostri di Sant’Eustorgio” | 28 marzo – 25 giugno 2017

Per la prima volta l’arte contemporanea porta la testimonianza di un artista del nostro tempo negli spazi del Complesso di Sant’Eustorgio, l’esposizione intitolata The Guardians ha, infatti, per protagonista uno dei talenti più significativi di oggi come Adrian Paci (1969).
Nello storico complesso milanese l’artista di origini albanesi si presenta al pubblico milanese con un importante nucleo di opere che comprende fotografie, video, sculture, mosaici ad illustrare stagioni e periodi diversi della sua attività di ricerca.

Adrian Paci, 
The Guardians, 2015, 
HD video, color, sound, 6’25’’ 
Courtesy of the Artist, Kaufmann Repetto, Milano-New York and Peter Kilchmann Gallery, Zurich

Adrian Paci, 
The Guardians, 2015, 
HD video, color, sound, 6’25’’ 
Courtesy of the Artist, Kaufmann Repetto, Milano-New York and Peter Kilchmann Gallery, Zurich

Per questo progetto, il primo di una serie organica che verrà presentata sempre in questo  affascinante ambiente, le opere di Paci andranno a dialogare con luoghi di estremo fascino, particolare suggestione e considerevole rilevanza storica quali il Cimitero Paleocristiano, la Cappella Portinari e la Sala dell’Arciconfraternita che rafforzano la letture e l’incanto dei lavori dell’artista.
Il percorso espositivo incomincia con alcune opere fotografiche che registrano azioni in spazi particolari, collettivi o intimi, in cui si vedono vivere gesti semplici e consueti diventare, nella moltiplicazione, una sorta di rituale che attraversa il tempo e si fa simbolo. Intimità e relazione sono sollecitati proprio da questa trasmigrazione attuata dall’immagine che crea un silente ritmo che sposta altrove il suo senso iniziale e che sfugge, in tal maniera, la condizione dell’abitualità.
Dice Gabi Scardi, curatrice della mostra:

“Per Adrian Paci l’arte è ricerca di senso indotta da necessità interiori, eun modo attivo di pensare la contemporaneità. Nel suo lavoro convivono l’osservazione per le dinamiche sociali del presente, l’attenzione per la densità simbolica dei gesti e un interesse per le possibilità interpretative delle immagini che nasce dalla profonda familiarità con la storia dell’arte. […] Motivi per lui centrali sono il viaggio, l’attraversamento, l’attesa, che è anzitutto attesa di futuro, e il rapporto con il luogo e il tempo dell’origine, che non sono tanto dimensioni alle quali tornare, quanto riferimenti profondi da portare con sé, e da valorizzare. La migraticità, che spinge a immaginare nuovi modi di vivere, nuove forme di relazione con il contesto, e anche nuovi linguaggi artistici con i quali esprimersi, costituisce, per Paci, la condizione più propria dell’uomo e dell’artista.”

Adrian Paci, 
The Encounter, 2011, photographic composition (9 framed photos), 56×70 cm (each) Courtesy of the Artist, Kaufmann Repetto, Milano - New York 
and Peter Kilchmann Gallery, Zurich
 - Private Collection

Adrian Paci, 
The Encounter, 2011, photographic composition (9 framed photos), 56×70 cm (each) Courtesy of the Artist, Kaufmann Repetto, Milano – New York 
and Peter Kilchmann Gallery, Zurich
 – Private Collection

Nella Cappella Portinari si ammira Klodi un video-ritratto dove un uomo sradicato dal suo ambiente vive un eterno vagare in un drammatico viaggio verso l’ignoto e il mosaico Brothers, composto partendo da un frammento di un filmato d’archivio.
Nel Cimitero Paleocristiano si vedono due opere che rileggono la storia del paese di origine di Paci, con il dramma della dittatura in Albania, stagione tragica che ha represso ogni libertà: la serie di foto intitolata Malgrado tutto mostra i graffiti ancora impressi sui muri delle celle di un antico monastero trasformato in prigione e oggi reso museo-memoriale. Con The Guardians Paci ci parla di un cimitero cattolico che fu dismesso durante la dittatura e ora, recuperato, viene tenuto in ordine da bambini pagati per tale compito. Qui vita-morte, soppressione-rinascita si intrecciano e contaminano reciprocamente.

Adrian Paci
, Rasha, 2017, HD video, color, sound 
Courtesy of the Artist, Kaufmann Repetto, Milano-New York and Peter Kilchmann Gallery, Zurich

Adrian Paci
, Rasha, 2017, HD video, color, sound 
Courtesy of the Artist, Kaufmann Repetto, Milano-New York and Peter Kilchmann Gallery, Zurich

Infine il viaggio nella poesia di Paci si completa al Museo Diocesano “Carlo Maria Martini”, dove il video Rasha testimonia l’incontro tra l’artista e una donna palestinese, profuga sfuggiata alle tragedie della propria terra grazie ai corridoi umanitari.
La monumentalità del complesso milanese contribuisce ad accentuare e accrescere il valore simbolico e iconografico dell’opera di Paci che qui tocca inedite possibilità espressive e intense emozionalità, i lavori si potenziano nel dialogo con la storia e l’arte che rappresenta questo complesso, ma anche con la forza umana data dalle sue potentissime visioni.

Adrian Paci. The Guardians
a cura di Gabi Scardi
si ringrazia la Galleria Kaufmann Repetto

28 marzo – 25 giugno 2017
Inaugurazione lunedì 27 marzo 2017 ore 18.00-20.30

Complesso Museale “Chiostri di Sant’Eustorgio”
ingresso da piazza Sant’Eustorgio 3, Milano 

Orari: tutti i giorni ore 10.00-18.00; la biglietteria chiude alle ore 17.30
Ingresso Mostra + Museo Diocesano + Museo di Sant’Eustorgio e Cappella Portinari intero €6.00; ridotto individuale €4.00; ridotto gruppi adulti (parrocchie incluse, almeno 15 persone) €4.00; ridotto scuole e oratori €3.00
Ingresso gratuito in occasione della Art Week domenica 2 aprile ore 13.30-18.00 

Info: +39 02 89420019
info.biglietteria@museodiocesano.it
www.museodiocesano.it

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