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TORINO | Photo & Contemporary | fino al 3 novembre 2012

di MARIA CRISTINA STRATI

Lo scorso 28 settembre Photo & Contemporary di Torino ha inaugurato una mostra personale di Béatrice Helg. L’esposizione, curata dal gallerista Valerio Tazzetti, proseguirà fino al prossimo 3 novembre, svolgendosi quasi contemporaneamente ad un’altra personale dell’artista presso il Museo Fortuny di Venezia.

Béatrice Helg è un’artista fotografa classe 1956 che vive e lavora a Ginevra, in Svizzera. La sua ricerca ha a che fare principalmente con due elementi: la luce e lo spazio. Il gioco tra spazio e luce è protagonista di composizioni create con lastre di metallo arrugginito, vetro smerigliato o pietra, che però paiono dare luogo a immagini quasi astratte. Sotto l’obiettivo dell’artista, i riflessi luminosi e le ombre generano infatti risultati particolarissimi e delicati. Qui realtà e fantasia, percezione e dimensione tangibile e materiale dei soggetti paiono scambiarsi continuamente di posto, fino a dare vita ad immagini che si potrebbero definire ideali o immaginarie, dall’apparenza quasi incorporea e evanescente, eppure insieme, paradossalmente, molto concreta. Secondo questo movimento compositivo quasi musicale, l’ordine geometrico secondo cui le immagini sono composte è ben lontano da trasmettere un sentimento di rigidità o durezza, generando invece inaspettate armonie di pieni e vuoti, simili alle quinte di un teatro deserto, in un’atmosfera dal sapore metafisico.

L’effetto finale, a metà strada tra realtà concreta e illusione retinica, è conseguito dall’artista attraverso sapienti sovrapposizioni, trasparenze e giochi con le diverse qualità di riflessione dei materiali utilizzati, ma anche e soprattutto attraverso un uso sapientissimo del mezzo fotografico. Qui la fotografia indaga, infatti, la realtà in maniera concisa e sintetica, senza fronzoli, dando l’impressione di tagliare lo spazio come una lama o un bisturi molto preciso, restituendo poi al fruitore immagini potenti, ma leggere, quasi incorporee, piene di respiro.
La mostra di Torino, come quella di Venezia, propone alcuni dei lavori più noti dell’artista, tutti parte di serie dai titoli fortemente evocativi, come Presence, Profondeurs o Avant-scène.

Il titolo scelto per l’evento – Alchimie – rende bene l’effetto anche profondamente simbolico della ricerca artistica della Helg, richiamando esiti potenzialmente trasformativi e dinamici dell’arte sulla dimensione estetica e percettiva della nostra realtà quotidiana.
Così i lavori di Béatrice Helg paiono condurre l’osservatore al confine tra visione e immaginazione, in un luogo magico e sorprendente dove realtà e illusione si confondono e scivolano l’una nell’altra. Tutto però avviene sempre in maniera armonica, delicatamente ritmata, quasi senza che lo spettatore se ne accorga. Il risultato è la scoperta di una dimensione visiva ed estetica inedita, dove all’ordine e alla compostezza delle figure geometriche si contrappone la visione di una realtà altra, tanto credibile e vera quanto inafferrabile e leggera.

Béatrice Helg. Alchimie
a cura di Valerio Tazzetti

Photo & Contemporary

Via dei Mille 36, Torino

Fino al 3 novembre 2012

Info: +39 011 889 884
photoco@libero.it info@photoandcontemporary.com
www.photoandcontemporary.com

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